Odi et amo-
Non so se elogiare o criticare il Governo per la posizione assunta in merito alla guerra contro gli ayatollah iraniani.Di pancia mi piacerebbe che anche l'Italia facesse la sua parte per estirpare il Male rappresentato da quel regime teocratico islamista.
Sono anche convinto che un'azione coordinata e condivisa tra tutte le Nazioni Occidentali, ognuna delle quali può mettere a disposizione, poco o tanto, un valido contributo per accentuare la distruzione delle armi, dei depositi, dei rifornimenti, dei lanciamissili e droni, delle fabbriche che li costruiscono, ancora in mano agli ayartollah.
Accelerando, in tal modo, la fine dell'azione militare, anticipando il crollo del regime teocratico e, per conseguenza, facendo recuperare le borse mondiali e abbassando drasticamente i costi delle materie energetiche con una rapida riapertura delle vie di rifornimento.
Per me sarebbe la strada maestra, quindi sarei portato a criticare le esternazioni anche della Meloni (non parliamo poi di quelle di Crosetto ...) che sono oltremodo prudenti e, anzi, sin troppo neutrali, anche se spero che un fondo di sostanza ci sia ai complimenti di Trump al nostro Presidente del Consiglio, anche se non verremo mai a saperlo con certezza.
Se, però, mi guardo intorno, vedo che la solita metà, poco più, poco meno, degli Italiani, ma anche degli altri Popoli e Nazioni Occidentali, si schiera, con la bava alla bocca, contro l'azione di Usa e Israele, supportando oggettivamente gli ayatollah, quindi indebolendo ogni governo che volesse agire per contribuire ad una rapide fine della guerra.
Il problema è che, oggi, se metà opinione pubblica è istigata a contrastare un'azione militare, questa viene fortemente depotenziata, anche se il Governo in carica fosse solidamente compatto nel promuoverla.
Lo abbiamo visto con tante incompiute più recenti, come in Iraq e in Afghanistan.
Tutto sommato riconosco che, in merito all'azione contro gli ayatollah, la posizione del Governo Meloni è più equilibrata e soddisfacente di quella che tiene in relazione al conflitto in Ucraina, dove lo sbilanciamento verso Kiev è più evidente.
Quindi, per prendere a prestito da Catullo, odi et amo, critico ed elogio, ma non so decidermi su quale porta aprire.
