FINE VITA: LA VITA È SACRA, MA NESSUNO DEVE ESSERE CONDANNATO A SOFFRIRE-
Il dibattito sul fine vita in Veneto: dove sta il confine della dignità umana?Negli ultimi giorni si sta tornando a parlare con insistenza della proposta di legge sul fine vita sostenuta in Veneto. Emergono forti perplessità e timori legittimi su dove questa strada possa condurci, paventando il rischio di una deriva verso una cultura dello scarto o della banalizzazione della vita.
La vita, per me, rimane sacra e va difesa fino alla fine. Non credo che la risposta alla sofferenza di una persona gravemente malata debba essere quella di considerare la morte come una soluzione.
Ma proprio perché considero sacra la vita, credo anche che nessun essere umano debba essere lasciato solo davanti al dolore, alla sofferenza insopportabile e alla perdita totale della propria dignità.
La mia posizione su un tema così intimo e profondo, tuttavia, si fonda su un principio chiaro: la vita è sacra e inalienabile.
Allo stesso tempo, però, ritengo che il malato abbia il diritto sacrosanto di non soffrire invano quando la malattia arriva a uno stadio irreversibile e il dolore diventa intollerabile.
Non si tratta di promuovere la morte con leggerezza o di sostituirsi al valore della vita, ma di affrontare una realtà concreta:
1. Accanimento e dolore: Nessuno dovrebbe essere costretto a vivere in condizioni di sofferenza atroce quando la medicina non può più guarire, ma solo prolungare un'agonia.
2. Standardizzare e dare certezze: Regolare i tempi di risposta delle strutture sanitarie e garantire percorsi chiari significa non lasciare le famiglie nella solitudine, nella burocrazia o nella disperazione.
3. Cure palliative e rispetto della persona: Accompagnare la sofferenza significa potenziare le cure palliative, ma anche rispettare la libertà di coscienza di fronte a casi limite stabiliti già dalla Corte Costituzionale.
E se davvero vogliamo una società civile, dobbiamo essere capaci di stare accanto a chi soffre anche quando non possiamo più guarirlo.
La vita va difesa.
La sofferenza va combattuta.
La dignità della persona va sempre messa al primo posto.
Per chi, come me, crede profondamente nella sacralità della vita, ascoltare le storie di lancinante dolore di chi soffre non significa tradire i propri valori, ma declinarli con compassione, empatia e dignità.
Tutelare la vita significa anche tutelarne la dignità nell'ora più difficile.


