lunedì 9 febbraio 2026

 Le Olimpiadi dimostrano che l’Europa non è una Nazione-

Bellissima la cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026: stile, eleganza, identità Nazionale. Un netto contrasto, a mio avviso, con la deriva più spettacolare e discutibile vista a Parigi 2024.
Unico neo: l’assenza della Russia, dei suoi atleti e della sua bandiera. Perché lo sport dovrebbe restare sport. Gli atleti dovrebbero poter gareggiare sotto i colori della propria Nazione, senza che la politica (con la “p” minuscola) condizioni le competizioni. Ipocrisia pura di chi prima o poi bacerà il culo a Putin-
E a proposito di bandiere: mancava anche quella dell’Unione Europea.
E nessuno ne ha sentito la mancanza.
Questo dimostra una cosa semplice: l’Unione Europea non è una Nazione. È una costruzione politica e istituzionale, non un popolo unito da identità, storia e sentimento comune.
Immaginiamo per un attimo una squadra olimpica “europea”:
Con quali criteri verrebbe composta? In proporzione alla popolazione, come in un vero Stato? Oppure secondo logiche burocratiche simili a quelle delle istituzioni europee?
In modo paritario come la commissione dove una estone, stato da 1,4 milioni di abitanti, ha un commissario (e alla politica estera !) come Italia, Germania e Francia ?
Lo sport premia il merito.
Le Nazioni rappresentano popoli reali.
Se l’Europa non è una Nazione, forse dovrebbe tornare a essere ciò per cui era nata: un’unione economica di libero scambio tra Stati sovrani, nel rispetto delle identità e delle autonomie nazionali.

sabato 7 febbraio 2026

 Certi magistrati fanno campagna per il "SI" ... a loro insaputa-

L'immediata scarcerazione di tre manifestanti di Torino e la contemporanea insistenza nell'indagine sull'uso delle armi da parte della Polizia a Rogoredo (dove è stato neutralizzato un clandestino che aveva rubato un'arma ad una guardia giurata e con quella aveva sparato ad una Volante) sono gli ultimi episodi di un lunghissimo, sterminato elenco che ci dice perchè il 22 marzo sarà meglio votare "SI'" al referendum confermativo sulla giustizia.
Mi piace peraltro rilevare come il Governo non chini la testa, come fecero tanti altri prima, sin dall'epoca delle cosiddette "mani pulite", rinforzando le norme che diventano sempre più difficili da "interpretare" contro chi si e ci difende.
Così la prospettiva di rimuovere la foglia di fico dell' "atto dovuto" "per garantire la difesa" di chi usa legittimamente le armi per la difesa propria e altrui, così la normativa sul trattenimento in caserma per un massimo di 12 ore di chi è già stato protagonista di atti violenti e, quindi, conosciuto, lo si vuole controllare prima di manifestazioni di piazza.
Con la ciliegina della facoltà del pubblico ministero di rimetterlo subito in libertà, assumendosi in tal modo la totale responsabilità degli atti che potrebbe commettere.
Manca, purtroppo, la norma che preveda una cauzione da parte degli organizzatori di una manifestazione a copertura degli eventuali danni provocati dai manifestanti.
Ma non è mai troppo tardi per introdurla in modo che i danni causati dalla violenza di pochi siano pagati dalle stesse vittime di quella violenza.

venerdì 6 febbraio 2026

 Democrazia o rallentamenti istituzionali? Il peso dei "filtri" sul voto popolare.

L'Articolo 74 della Costituzione parla chiaro: il Presidente della Repubblica può chiedere una nuova deliberazione, ma se le Camere approvano nuovamente, la legge deve essere promulgata. Eppure, assistiamo sempre più spesso a un "esame preventivo" che sa di interferenza.

Oggi il tema è caldo: scudo penale per le Forze dell'Ordine, fermo preventivo per i facinorosi, cauzioni per chi manifesta e danneggia la cosa pubblica. Provvedimenti scelti dagli elettori, ma rallentati dai continui "colloqui" tra Governo e Quirinale.

Ecco perché questa prassi è problematica:

  • Distanza dagli elettori: Il Quirinale sembra muoversi su una linea politica distante da chi ha votato questo Centrodestra per avere più Sicurezza e Ordine.

  • Depotenziamento delle leggi: Questi "minuetti" istituzionali finiscono per annacquare i provvedimenti prima ancora che vedano la luce.

  • Anacronismo normativo: Ha senso bloccare lo sviluppo del Paese in nome di norme scritte 80 anni fa? Allora non esisteva nemmeno la TV in bianco e nero, oggi viviamo in un mondo che richiede risposte rapide e concrete.

La domanda è semplice: la radicalizzazione della lotta politica servirà finalmente a spazzare via questi ostacoli? L’Italia non può più permettersi rallentamenti. Gli italiani chiedono Sicurezza e Benessere, non cavilli procedurali.

Voi cosa ne pensate? È giusto che la firma del Quirinale diventi un filtro politico al programma di governo votato dai cittadini?

#Politica #Italia #Costituzione #Sicurezza #Governo #Mattarella #Democrazia

martedì 25 novembre 2025

 È finalmente terminata la tornata regionale in Veneto-

Complimenti ad Alberto Stefani, giovane Presidente.
Ci sono vinti e vincitori, ma entrambi ora dovrebbero impegnarsi in una politica di crescita, autonomia e, soprattutto, al servizio dei cittadini — non dei 10.000 € di stipendio.
Poi ci sono quelli, come in Forza Italia, che sì, è vero: nelle regionali venete del 2020 il partito è cresciuto. Ma su Europee e Politiche è peggiorato, e questo la dice lunga su come abbiano lavorato certi politicanti proiettati in una dimensione non loro.
Ora il signor “doppia cifra, doppia cifra” faccia autocritica: faccia un passo indietro e rifletta sul perché i Berlusconiani non siano andati in massa a votare. Forse perché scontenti di come viene gestito il partito?
Serve ripartire dallo zoccolo duro, dai veri Berlusconiani. Altrimenti sì che arriveranno le mazzate.
Si è visto chiaramente che i fuoriusciti da altri partiti, in cerca di gloria e candidature, i saltimbanco di professione approdati in pompa magna in FI, non hanno portato alcun valore al movimento. Anzi: sono stati rimbalzati. Ora mi auguro spariscano tra le nebbie invernali.
Se non fosse stato per la combattente, piccola guerriera Elisa Venturini e per altri portatori di voti importanti, oggi si parlerebbe di debacle. Basta leggere le percentuali in alcuni territori, dove non si supera il 3–4%, restando fuori da tutti i consigli comunali.
Certo, il buon Tosi nella sua Verona ha fatto la differenza, ma dubito avrà mai un assessorato di peso, e dubito che rinuncerà a uno scranno prestigioso come quello europeo per la Regione Veneto— con buona pace del bravo Alberto Bozza, che riavrà il suo seggio regionale. Avremo sì, forse un assessorato, ma chiamarlo prestigioso è tutto da vedere.
Forza Italia appartiene a tutti coloro che hanno militato, votato e fatto votare con passione, amore e dedizione. È sempre stata una “penisola felice”: con animo liberale, istinto socialista, spirito democristiano e indole repubblicana.
Oggi, invece, sembra essere diventata cosa per pochi e per il loro tornaconto personale, accompagnati da un seguito di “lacchè”.
Forza Italia è nata per dare sogni, speranze e certezze a un popolo complicato ma meraviglioso. Ora serve coraggio. Il coraggio di ribellarsi.
O dobbiamo ammettere che è stato tutto tempo perso?
#VeriBerlusconiani #ForzistiPrimaOra #AlessioZanon #Nostradamus