giovedì 12 marzo 2026


🎨 La Cultura non ha confini: perché sto con la Biennale-
Voglio spendere due parole sull'apertura del Direttore Pietrangelo Buttafuoco riguardo alla presenza di artisti russi alla Biennale di Venezia. Finalmente un segnale di coraggio e di vera libertà intellettuale! 👏 (Che Tosi se ne faccia una ragione...)
La Russia ha una tradizione culturale immensa: letteratura, musica, teatro, pittura. Generazioni di artisti che hanno segnato la storia della cultura mondiale. Pensare di cancellare tutto questo per ragioni politiche è un errore che impoverisce tutti.
Sono pienamente favorevole a questa iniziativa per diversi motivi:
• Una tradizione millenaria: La Russia ha regalato al mondo giganti della letteratura, della musica e dell’arte. Cancellare o ignorare questo patrimonio è un crimine contro la bellezza e l'intelligenza.
• A favore del Popolo: Sono da sempre vicino al popolo russo, una nazione che ha dato tanto alla storia culturale europea. Gli artisti sono ponti, non muri.
• L'arte è universale: La Biennale deve essere il luogo dell'incontro, non quello dell'esclusione politica.
La cultura non dovrebbe mai diventare un campo di battaglia. L’arte serve proprio a costruire ponti, a far dialogare i popoli, non a dividerli. Per questo trovo giusta e coraggiosa l’iniziativa di invitare artisti russi alla Biennale.
A chi critica ferocemente questa scelta dico solo una cosa: non avete capito nulla. Chi alza la voce solo per fare polemica o per seguire il "coro" del momento non comprende che l'arte deve restare libera da ogni censura. Gridare contro il dialogo serve solo a dare aria alla bocca, ma non costruisce nulla.
Orgoglioso di vedere Venezia tornare a essere il centro del mondo, quello vero, dove conta il talento e non il passaporto. 🇷🇺🇮🇹

martedì 10 marzo 2026

 Odi et amo-

Non so se elogiare o criticare il Governo per la posizione assunta in merito alla guerra contro gli ayatollah iraniani.
Di pancia mi piacerebbe che anche l'Italia facesse la sua parte per estirpare il Male rappresentato da quel regime teocratico islamista.
Sono anche convinto che un'azione coordinata e condivisa tra tutte le Nazioni Occidentali, ognuna delle quali può mettere a disposizione, poco o tanto, un valido contributo per accentuare la distruzione delle armi, dei depositi, dei rifornimenti, dei lanciamissili e droni, delle fabbriche che li costruiscono, ancora in mano agli ayartollah.
Accelerando, in tal modo, la fine dell'azione militare, anticipando il crollo del regime teocratico e, per conseguenza, facendo recuperare le borse mondiali e abbassando drasticamente i costi delle materie energetiche con una rapida riapertura delle vie di rifornimento.
Per me sarebbe la strada maestra, quindi sarei portato a criticare le esternazioni anche della Meloni (non parliamo poi di quelle di Crosetto ...) che sono oltremodo prudenti e, anzi, sin troppo neutrali, anche se spero che un fondo di sostanza ci sia ai complimenti di Trump al nostro Presidente del Consiglio, anche se non verremo mai a saperlo con certezza.

Se, però, mi guardo intorno, vedo che la solita metà, poco più, poco meno, degli Italiani, ma anche degli altri Popoli e Nazioni Occidentali, si schiera, con la bava alla bocca, contro l'azione di Usa e Israele, supportando oggettivamente gli ayatollah, quindi indebolendo ogni governo che volesse agire per contribuire ad una rapide fine della guerra.
Il problema è che, oggi, se metà opinione pubblica è istigata a contrastare un'azione militare, questa viene fortemente depotenziata, anche se il Governo in carica fosse solidamente compatto nel promuoverla.
Lo abbiamo visto con tante incompiute più recenti, come in Iraq e in Afghanistan.
Tutto sommato riconosco che, in merito all'azione contro gli ayatollah, la posizione del Governo Meloni è più equilibrata e soddisfacente di quella che tiene in relazione al conflitto in Ucraina, dove lo sbilanciamento verso Kiev è più evidente.
Quindi, per prendere a prestito da Catullo, odi et amo, critico ed elogio, ma non so decidermi su quale porta aprire.

lunedì 9 marzo 2026

 

🛑 ADESSO BASTA: IL PIENO È DIVENTATO UN LUSSO! 🛑

Ancora una volta a pagare il conto sono gli italiani.

Mentre il Governo resta a guardare, i prezzi di benzina e diesel continuano a salire senza freni. È un aumento sconsiderato che sta mettendo in ginocchio le famiglie e i lavoratori italiani. 🇮🇹⛽

Non è solo questione di mercato, è mancanza di controlli veri. È inaccettabile che, in un momento così difficile, ci siano i soliti "furbetti" e speculatori che ne approfittano per ingrassare le proprie tasche sulla pelle dei cittadini. 💸

  • Basta promesse elettorali dimenticate.
  • Basta scaricare tutto il peso della crisi su chi deve usare l'auto per andare a lavorare.
  • Vogliamo trasparenza e interventi immediati contro chi specula senza vergogna!

La cosa più grave è il silenzio e l’assenza di interventi concreti. Possibile che nessuno controlli davvero chi specula sui prezzi? Magistrati!!! siete sempre solerti contro il Governo e ora dormite?  Possibile che i soliti furbi possano approfittarsene mentre milioni di cittadini fanno sacrifici ogni giorno?

Siamo stanchi di fare sacrifici mentre altri brindano ai nostri rincari. Alla faccia di chi dice che va tutto bene... noi il conto lo paghiamo ogni giorno alla pompa! 😡

Voi cosa ne pensate? Avete notato prezzi folli dalle vostre parti? Scrivetelo nei commenti e facciamoci sentire! 👇

#CaroCarburanti #Benzina #Speculazione #Governo #BastaRincari #Italia #DirittiDeiCittadini




martedì 3 marzo 2026

 Con 47 anni di ritardo-

Credo che nessuno possa dubitare davvero di come la penso: l’attacco contro l’Iran arriva con 47 anni di ritardo.
E ciò che mi preoccupa di più è il comportamento di una certa parte politica, qui in Italia e in altre nazioni europee: quella che ha sbrodolato retorica a piene mani su “donna, vita e libertà”, intimando agli altri di “fare qualcosa”… ma quando Trump fa qualcosa, allora si strilla contro Trump invece che contro il regime degli ayatollah.
E nessuno ci spiega come si dovrebbe abbattere un regime sanguinario, ideologico e dogmatico, con un metodo alternativo a quello che il Presidente Trump ha deciso di usare.
Sono gli stessi che nel 2011 applaudirono il maramaldeggiare di Obama contro Gheddafi (già disinnescato da Berlusconi), provocando il disastro delle cosiddette “primavere arabe”.
Come tanti altri, non so come andrà questa guerra. Certo, spero con tutto il cuore che il popolo iraniano sappia riscattarsi, cogliendo un’opportunità storica per costruire una società proiettata nel Terzo Millennio e non ancorata a concetti medioevali.
Apprezzo la prudenza del Governo Italiano e la sua capacità di tacere, invece di aprire bocca solo per cambiare aria nella scatola cranica — come fa Macron, che sembra la caricatura contemporanea del personaggio cantato da Enzo Jannacci: “Vengo anch’io?”.
Ricordiamoci che la Francia diede riparo a Khomeini, dandogli la possibilità di costruire la sua tela malvagia che ha oppresso l’Iran per 47 anni.
Ancora una volta vediamo che i primi nemici dell’Occidente, della Libertà e della Pace spesso sono dentro di noi: quelli che dicono di volere la pace, ma finiscono per sostenere regimi tirannici — che sia Maduro in Venezuela o gli ayatollah in Iran.
Il merito — a mio avviso — di Trump è provare a scuotere l’Occidente, rispolverando la nostra missione civilizzatrice che, nella Storia, è passata anche attraverso interventi militari difficili e spesso dolorosi, ma talvolta imprescindibili.