lunedì 10 agosto 2026

 Unione Europea? Meglio soli che male accompagnati! 🇮🇹🇪🇺 -

L'Unione Europea di oggi ha del tutto tradito l'idea originaria di un mercato comune basato sulla sovranità nazionale e sulla libera circolazione di merci e persone. Che cosa ne resta? Una burocrazia che ci penalizza continuamente su ogni fronte.
Guardiamo i fatti:
Germania e Francia: Berlino spinge per rispedirci i clandestini arrivati negli anni passati e solo transitati in Italia, mentre la Francia di Macron continua a respingere e scaricare a forza i migranti oltre il nostro confine con la gendarmeria.
La Spagna di Sánchez: Sostiene e protegge le ONG battenti bandiera spagnola (come Open Arms) che scaricano gli sbarchi in Italia anziché nei loro porti, il tutto mentre la Spagna continua a essere un beneficiario netto dei fondi UE.
Il paradosso dei contributi: L'Italia è storicamente un contribuente netto (versa all'UE molto più di quanto riceve back), mentre finanziando il bilancio comunitario finiamo per pagare il conto anche a chi ci attacca politicizzando la gestione dei confini.
Le rigidità degli altri Paesi: Dai "falchi" del nord pronti a fare i maestrini sui nostri conti, fino a chi impone folli direttive "verdi" che generano solo costi per le nostre imprese, o chi punta a tagliare i fondi all'agricoltura italiana e del Sud Europa.
La qualità della vita di una Nazione si basa sulla produzione e sulla sovranità, non sull'innalzare artificialmente chi produce meno a spese altrui.
È ora di prenderne atto: questo modello di UE non funziona. Prima torneremo all'Europa dei Popoli e delle Nazioni, capace di difendere la sovranità, la civiltà e l'interesse dei propri cittadini, prima l'Italia tornerà a camminare a testa alta.

domenica 9 agosto 2026

 LA MELONI SARÀ PER SANCHEZ QUEL CHE LA THATCHER FU PER GALTIERI? -

Come tutti i leader politici in grave difficoltà e privi delle capacità necessarie, Sanchez — sommerso da crisi di consenso, inchieste e condanne che sfiorano la sua famiglia e il suo partito — tenta la solita vecchia strategia: indicare al popolo un nemico esterno per distogliere l'attenzione dai propri scandali.
Non è il primo nella Storia e non sarà l'ultimo. Ma questa tattica non ha mai portato bene. 💡
1974 - Grecia: Il colonnello Papadopoulos cercò di spostare l'attenzione dei greci occupando Cipro. Risultato? L'intervento della Turchia, la perdita di un terzo dell'isola e la caduta della giunta militare, finita sotto processo e in carcere.
1982 - Argentina: Il Generale Galtieri, per distrarre gli argentini da miseria e violenze, mandò le sue truppe a occupare le Isole Falkland. Trovò sulla sua strada Margaret Thatcher, che si riprese le isole manu militari, provocando il crollo del regime e il ritorno della democrazia.
Oggi Sanchez ha gli stessi identici problemi di credibilità e corruzione. La Meloni sarà per lui ciò che la Thatcher è stata per Galtieri.
La Storia, del resto, ci ricorda come la Spagna si contendesse l'Italia con la Francia depredandola, spesso con la complicità di "signorotti" e poteri locali che, pur di non avere un'Italia unita, preferivano spalancare le porte alle truppe straniere.
Oggi assistiamo al medesimo spettacolo con i cattocomunisti di casa nostra: da Schlein a Conte, tutti pronti a schierarsi con lo "straniero" Sanchez solo per odio ideologico. Dimenticano che il Benessere e la Sicurezza della nostra Nazione non hanno colore politico: o siamo tutti al sicuro, o siamo tutti in pericolo.
Ma di quale "Europa unita" parliamo se i nostri presunti "alleati" dovrebbero essere i Sanchez o i Macron?
Se stare in Europa significa doversi guardare costantemente le spalle da personaggi del genere, meglio fare da soli. In Italia abbiamo tutto e di meglio rispetto a Francia e Spagna. Come recita la saggezza millenaria del nostro Popolo: meglio soli che male accompagnati. 🇮🇹



martedì 4 agosto 2026

 All'abbordaggio ! -

Una nostra fregata ha abbordato una petroliera appartenente alla presunta flotta ombra russa, che ha la finalità di aggirare le sanzioni imposte dall'unione europea.
A parte la considerazione che siamo arrivati dopo Regno Unito e Francia, che non hanno subito alcuna ritorsione, ma che quello potrebbe essere considerato un atto di guerra e se la Russia ne avesse le capacità (che non ha, cosa che smentisce tutta la propaganda sulla minaccia russa che, comicamente, starebbe aspettando il riarmo dell'Europa per attaccarci quando, se fosse una minaccia reale, potrebbe farlo adesso che siamo disarmati e con Trump che guarderebbe da un'altra parte) potremmo essere legittimamente bersaglio di uno o più lanci di missili, l'abbordaggio lo vedo in chiave anti immigrazione.
Per quanto ridotta e per quanto aumentati esponenzialmente, nonostante i magistrati, i rimpatri dei clandestini, resta il fatto che continuano a provare ad arrivare.
E noi non siamo così fortunati da avere un lembo di terra attraverso il quale poter rimandare indietro i clandestini, a piedi e senza tanti costi (basta solo un po' di Guardia Civil) come alcuni dicono faccia la Spagna (ma altri dicono che i clandestini stiano già arrivando ad Algesiras, nella Spagna continentale).
Però, evidentemente, abbiamo le capacità di abbordare e dirottare le imbarcazioni sospette.
In Australia, dove da anni hanno stroncato il fenomeno, la locale marina militare abbordava le navi che trasportavano clandestini e le dirottava in isole disabitate, che venivano circondate dalla marina stessa.
L'idea degli hub fuori dal territorio nazionale è antica e se fosse una organizzazione utile al mondo e non solo ai suoi funzionari e dipendenti che percepiscono stipendi principeschi, avrebbe dovuto realizzarli l'ONU.
Oggi si svolgerà la riunione di urgenza dei ministri degli interni su proposta della Meloni.
Sospendere Schengen solo con la Spagna è un provvedimento momentaneo (come fu, ma quello tardivo a differenza della tempestività della Meloni, il blocco di arrivi dalla Cina quando uscirono i primi casi di covid).
La soluzione organica, in assenza dell'ONU, è una serie di accordi tra l'unione europea e gli stati africani che si affacciano sul Mediterraneo e che sono il punto di arrivo di tutti i clandestini in cerca di un passaggio, via terra o via mare, per sciamare a casa nostra, con la costruzione di hub di smistamento in cui portare tutti i clandestini che possono essere agganciati e abbordati, fuori dalle acque territoriali degli stati europei.
Una soluzione ragionevole che, se applicata con rigore, essendo ben pochi quelli che avrebbero il "diritto alla protezione", potrebbe sgonfiare in breve tempo il fenomeno, perchè lancerebbe il messaggio fortissimo che le porte dell'Europa, adesso, sono chiuse.



domenica 2 agosto 2026

 FINE VITA: LA VITA È SACRA, MA NESSUNO DEVE ESSERE CONDANNATO A SOFFRIRE-

Il dibattito sul fine vita in Veneto: dove sta il confine della dignità umana?
Negli ultimi giorni si sta tornando a parlare con insistenza della proposta di legge sul fine vita sostenuta in Veneto. Emergono forti perplessità e timori legittimi su dove questa strada possa condurci, paventando il rischio di una deriva verso una cultura dello scarto o della banalizzazione della vita.
La vita, per me, rimane sacra e va difesa fino alla fine. Non credo che la risposta alla sofferenza di una persona gravemente malata debba essere quella di considerare la morte come una soluzione.
Ma proprio perché considero sacra la vita, credo anche che nessun essere umano debba essere lasciato solo davanti al dolore, alla sofferenza insopportabile e alla perdita totale della propria dignità.
La mia posizione su un tema così intimo e profondo, tuttavia, si fonda su un principio chiaro: la vita è sacra e inalienabile.
Allo stesso tempo, però, ritengo che il malato abbia il diritto sacrosanto di non soffrire invano quando la malattia arriva a uno stadio irreversibile e il dolore diventa intollerabile.
Non si tratta di promuovere la morte con leggerezza o di sostituirsi al valore della vita, ma di affrontare una realtà concreta:
1. Accanimento e dolore: Nessuno dovrebbe essere costretto a vivere in condizioni di sofferenza atroce quando la medicina non può più guarire, ma solo prolungare un'agonia.
2. Standardizzare e dare certezze: Regolare i tempi di risposta delle strutture sanitarie e garantire percorsi chiari significa non lasciare le famiglie nella solitudine, nella burocrazia o nella disperazione.
3. Cure palliative e rispetto della persona: Accompagnare la sofferenza significa potenziare le cure palliative, ma anche rispettare la libertà di coscienza di fronte a casi limite stabiliti già dalla Corte Costituzionale.
E se davvero vogliamo una società civile, dobbiamo essere capaci di stare accanto a chi soffre anche quando non possiamo più guarirlo.
La vita va difesa.
La sofferenza va combattuta.
La dignità della persona va sempre messa al primo posto.
Per chi, come me, crede profondamente nella sacralità della vita, ascoltare le storie di lancinante dolore di chi soffre non significa tradire i propri valori, ma declinarli con compassione, empatia e dignità.
Tutelare la vita significa anche tutelarne la dignità nell'ora più difficile.