venerdì 30 ottobre 2026

 E' ora di sostituire i magistrati umani con l'IA-

La decisione del gip di Milano di liberare, non convalidando il fermo, il soggetto fermato per i disordini di due settimane fa, ripropone il tema della parzialità e della terzietà dei magistrati.
C'è poco da fare, i magistrati, tutti, sono uomini e donne con le loro passioni, le loro convinzioni, le loro simpatie e che si tratti di un fenomeno politico o di una bega di condominio, non saranno mai in grado di essere completamente terzi ed imparziali.
A maggior ragione se, come a Milano, viene chiamata a decidere sulla conferma del fermo, una signora che aveva palesato le sue preferenze politiche a favore della parte in cui milita il fermato sulla cui permanenza in carcere doveva decidere.
L'elemento umano, quindi l'errore, la simpatia, l'ideologia, è sempre presente quando ci si mette nelle mani del giudizio di un altro essere umano.
Fino ad oggi era inevitabile, ora non lo è più.
Ogni questione può essere decisa, in pochi secondi, asetticamente dall'Intelligenza Artificiale nutrita con tutte le leggi, i codici, le direttive, le circolari, la giurisprudenza e priva di qualsiasi simpatia per una ideologia, per una causa, per una persona.
E questo vale per i casi di omicidio ai quali vogliono per forza trovare un colpevole, per gli agitatori delle piazze e per i condomini rompiscatole.

venerdì 16 ottobre 2026

 Cateno De Luca, il nuovo idolo dei sondaggi?-

Ci avevano provato con Vannacci, ma pomparne la crescita, attribuendogli sempre il margine maggiore della forbice nei sondaggi, stava ottenendo l'effetto contrario a quello desiderato che era (e continua ad essere) trarre in inganno il Centro Destra per fargli perdere le elezioni del 2027.
La crescita di Futuro Nazionale, infatti, stava sgretolando quel "muro" eretto da alcuni esponenti del Centro Destra che escludevano Vannacci dalla Coalizione. e solo per invidia e perchè non avrebbero più i loro privilegi...
E se il Centro Destra, pur di non regalare l'Italia ai cattocomunisti, avesse stretto un accordo con Futuro Nazionale, la vittoria, senza patemi, sarebbe stata sua.
Allora si sono inventati Cateno De Luca, con Sud chiama Nord, partito già esistente e fondato su un personaggio che indubbiamente rappresenta una realtà locale con ambizioni nazionali, come poteva essere una volta Mastella.
La sua quantificazione era anonimamente compresa tra gli "altri", cioè tra quei voti dispersi fra varie liste potenziali, sui quali i cattocomunisti, solitamente, mettevano il cappello per dire che la Meloni non ha la maggioranza.
Appena annunciata una intesa (di cui ho letto solo dai comunicati di De Luca) ecco che viene misurato autonomamente e, miracolo degli annunci, arriva all'1,6%, fregando Noi Moderati di Lupi che, in tale situazione, essendo solo la seconda lista della coalizione a non raggiungere il 3%, non otterrebbe alcun seggio. O avrebbero per loro e pochi amici un seggio dato da altri...
Ma questa è una considerazione che non ho ancora letto, invece il giubilo bipartisan (perchè la ola la fanno anche due quotidiani di Centro Destra come Il Giornale e il Tempo) è nell'annuncio che, con quell'1,6% il Centro Destra torna a superare il 42% e sarebbe la coalizione più votata, quindi vincerebbe anche senza Vannacci che, da parte sua, viene dato in calo (forse adesso lo dichiarano con la parte più bassa della forbice).
Io osservo che se ai dati che vengono ora attribuiti al Centro Destra con Cateno De Luca, si sommassero i voti indicativi per Futuro Nazionale, si supererebbe in scioltezza il 50%, relegando la sinistra, inclusiva anche di tutti gli "altri" ancorchè non di sinistra, ad una minoranza divisa e litigiosa.

martedì 29 settembre 2026

 Tutti contenti in Calabria?-

Il grande elefante nella stanza di cui nessuno vuole parlare nelle stanze dei partiti ha un nome chiaro: il 22,34% di affluenza.Mentre nei comitati elettorali ci si affanna a rivendicare "vittorie schiaccianti" o "ottime tenute percentuali", la realtà matematica delle suppletive a Reggio Calabria è che quasi 8 elettori su 10 hanno scelto di restare a casa. Più del 77% della popolazione del collegio ha opposto un rifiuto silenzioso ma devastante alla classe politica locale. La mappa del distacco: quando il voto diventa un’eccezione. Se si analizzano i numeri reali nei singoli comuni, l'illusione della partecipazione crolla definitivamente: Sotto la soglia minima: In centri simbolo della Locride e dell'area grecanica come Platì (4,35%), Mammola (4,72%) e San Luca (7,15%), le urne sono rimaste letteralmente deserte. I grandi centri al minimo storico: Anche nei comuni con maggiore densità abitativa la disaffezione è totale: Siderno (16,30%), Locri (20,92%), Villa San Giovanni (22,10%) e la stessa Reggio Calabria (28,52%). Il crollo rispetto al passato: Rispetto alla precedente consultazione politica nel medesimo ambito (già caratterizzata da una partecipazione ridotta al 49,40%), la partecipazione si è dimezzata, registrando un calo netto di oltre 27 punti percentuali. Perché la politica finge di non vedere?Il trionfalismo della politica di fronte a questi numeri svela un corto circuito democratico preoccupante:Autoreferenzialità e apparati: AI partiti attuali non serve più mobilitare la maggioranza del paese reale. Baste muovere le sole truppe camellate, i fedelissimi e le reti di clientela per conquistare un seggio parlamentare.Il rifiuto dei "dinosauri": L'astensione di massa in Calabria non è pigrizia o disinteresse civico; è una precisa protesta passiva. Un elettorato stanco delle solite dinamiche di potere, dei soliti nomi paracadutati o riciclati e di promesse elettorali puntualmente disattese.La crisi della rappresentanza: Rappresentare un territorio quando a votare è solo un quinto degli aventi diritto trasforma il mandato elettivo in un puro formalismo contabile, del tutto privo di legittimazione popolare diffusa. Gongolare sui dati percentuali ottenuti sul totale dei voti validi ignorando l'abisso dell'astensione significa rifiutarsi di guardare la realtà: la democrazia sul territorio non sta soffrendo, si sta spegnendo per inedia. Ho sempre combattutto i dinosauri...al punto di esserlo pure io-

domenica 27 settembre 2026

🔥 PERCHÉ IL SILENZIO SULLE TRIVELLE IN VENETO ED IN ITALIA È PURA IPOCRISIA 🔥

Siamo di fronte a una situazione economica ed energetica inaccettabile, con famiglie e imprese soffocate dal carovita e dalle bollette. Eppure, continua il solito "teatrino" ideologico di chi dice NO a prescindere.

Parlare delle trivellazioni e dell'estrazione di gas nei giacimenti del Veneto (e in tutto il territorio nazionale) non è una colpa: è un dovere verso il Paese!

E mentre in Croazia vanno alla grande con la trivellazione, noi facciamo proclami.

Ecco la verità che molti fingono di non vedere:

 

👉 La realtà sulla subsidenza: Chi invoca la paura della subsidenza in Veneto spesso dimentica che oggi esistono tecnologie all'avanguardia, monitoraggi satellitari continui ed estrazioni offshore o in sicurezza a profondità che non hanno nulla a che vedere con gli errori del passato. Usare lo spauracchio del territorio che si abbassa per bloccare tutto è pura propaganda, smentita dalla scienza moderna.

👉 L'ipocrisia ambientalista: Farsi paladini dell'ecologia a parole è facile, ma importare il gas da paesi lontani — spesso trasportato con navi e navi che inquinano il doppio — non salva il pianeta, sposta solo il problema da un'altra parte e ci fa pagare il triplo. 👉 Il populismo sulla pelle delle famiglie: Chi continua a bloccare la ricerca e l'estrazione del nostro gas lascia i cittadini, le famiglie e i lavoratori ad arrangiarsi, preferendo la propaganda politica al benessere reale delle persone. 👉 Indipendenza ed sovranità energetica: Utilizzare e cercare le nostre risorse energetiche significa abbassare i costi della bolletta, creare posti di lavoro locali e smettere di dipendere dai ricatti economici esteri.

È ora di finire con le favole ideologiche e guardare alla realtà della situazione.

SÌ alle trivelle, SÌ all'energia italiana, SÌ al futuro delle nostre famiglie! 💪⚡

#Energia #Veneto #Trivelle #AutonomiaEnergetica #StopIpocrisia #Sviluppo #Italia