martedì 3 novembre 2026

 

Il grande inganno del Politicamente Corretto: quando le parole cambiano, ma le intenzioni no

Negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria eufemizzazione del linguaggio quotidiano. Termini, modi di dire e parole che per generazioni sono stati usati nel parlato comune senza alcuna malizia o intento discriminatorio sono diventati improvvisamente dei tabù.

Oggi basta pronunciare un’espressione usata per decenni per ritrovarsi additati come insensibili o retrogradi. Ma stiamo davvero migliorando la società o stiamo solo giocando a un grande gioco di finzione?

Esempi concreti: quando l'uso quotidiano diventa "eresia"

Basta guardare a cosa succede nella lingua di tutti i giorni per rendersi conto di questo cambio di rotta:

  • Da "Spazzino" o "Bidello" a "Operatore Ecologico" e "Collaboratore Scolastico": Termini storici che identificavano mestieri dignitosi e fondamentali sono stati sostituiti con circonlocuzioni burocratiche, come se la parola originale contenesse una vergogna implicita che in realtà non è mai esistita.
  • Da "Cieco" o "Sordo" a "Non vedente" o "Diversamente abile": Parole descrittive semplici sono diventate verbi proibiti. Si preferisce la negazione (non vedente) o il perifrasico morale (diversamente abile) al sostantivo diretto, trattando la disabilità come un segreto da nascondere dietro un velo di eufemismo.
  • L'effetto "Master/Slave" nella tecnologia e nei mestieri: Anche nel mondo del lavoro e del software, termini come master/slave (nel gergo informatico) o perfino masterclass vengono talvolta messi sotto accusa per ipotetici rinvii al passato, trasformando gerghi tecnici neutrali in presunti reati d'opinione.
  • La caccia all'aggettivo nei modi di dire: Frasi innocue o idiomatiche radicate nella cultura popolare vengono oggi sezionate alla ricerca di ipotetici pregiudizi inconsci, costringendo chi parla a un continuo "check" mentale prima di aprire bocca.
  • Negro, in Di colore
  • Diverso, in omossessuale e diversità di genere.

Ecc….

Le contraddizioni dell'eufemizzazione

Questa trasformazione del linguaggio mette in luce alcune profonde incongruenze:

  • Sostituire le parole non risolve i problemi: Cambiare un termine con un sinonimo percepito come più "morbido" non elimina la discriminazione né migliora la qualità della vita di chi la subisce. Una parola pulita non cancella i problemi reali.
  • Confusione tra forma e sostanza: L'attenzione si è spostata quasi interamente sulla forma (cosa diciamo) a scapito della sostanza (cosa facciamo e come ci comportiamo).
  • Il finto buonismo come facciata: Spesso l'inclusività verbale diventa una medaglia da esibire sui social o nelle comunicazioni pubbliche, consentendo di mostrare empatia a costo zero, senza compiere alcun reale sforzo di integrazione o rispetto.
  • Clima di autocensura: La paura costante di utilizzare il termine "sbagliato" blocca il dibattito genuino e crea un'atmosfera di diffidenza reciproca dove l'intenzione reale della persona passa in secondo piano.

venerdì 30 ottobre 2026

 E' ora di sostituire i magistrati umani con l'IA-

La decisione del gip di Milano di liberare, non convalidando il fermo, il soggetto fermato per i disordini di due settimane fa, ripropone il tema della parzialità e della terzietà dei magistrati.
C'è poco da fare, i magistrati, tutti, sono uomini e donne con le loro passioni, le loro convinzioni, le loro simpatie e che si tratti di un fenomeno politico o di una bega di condominio, non saranno mai in grado di essere completamente terzi ed imparziali.
A maggior ragione se, come a Milano, viene chiamata a decidere sulla conferma del fermo, una signora che aveva palesato le sue preferenze politiche a favore della parte in cui milita il fermato sulla cui permanenza in carcere doveva decidere.
L'elemento umano, quindi l'errore, la simpatia, l'ideologia, è sempre presente quando ci si mette nelle mani del giudizio di un altro essere umano.
Fino ad oggi era inevitabile, ora non lo è più.
Ogni questione può essere decisa, in pochi secondi, asetticamente dall'Intelligenza Artificiale nutrita con tutte le leggi, i codici, le direttive, le circolari, la giurisprudenza e priva di qualsiasi simpatia per una ideologia, per una causa, per una persona.
E questo vale per i casi di omicidio ai quali vogliono per forza trovare un colpevole, per gli agitatori delle piazze e per i condomini rompiscatole.

venerdì 16 ottobre 2026

 Cateno De Luca, il nuovo idolo dei sondaggi?-

Ci avevano provato con Vannacci, ma pomparne la crescita, attribuendogli sempre il margine maggiore della forbice nei sondaggi, stava ottenendo l'effetto contrario a quello desiderato che era (e continua ad essere) trarre in inganno il Centro Destra per fargli perdere le elezioni del 2027.
La crescita di Futuro Nazionale, infatti, stava sgretolando quel "muro" eretto da alcuni esponenti del Centro Destra che escludevano Vannacci dalla Coalizione. e solo per invidia e perchè non avrebbero più i loro privilegi...
E se il Centro Destra, pur di non regalare l'Italia ai cattocomunisti, avesse stretto un accordo con Futuro Nazionale, la vittoria, senza patemi, sarebbe stata sua.
Allora si sono inventati Cateno De Luca, con Sud chiama Nord, partito già esistente e fondato su un personaggio che indubbiamente rappresenta una realtà locale con ambizioni nazionali, come poteva essere una volta Mastella.
La sua quantificazione era anonimamente compresa tra gli "altri", cioè tra quei voti dispersi fra varie liste potenziali, sui quali i cattocomunisti, solitamente, mettevano il cappello per dire che la Meloni non ha la maggioranza.
Appena annunciata una intesa (di cui ho letto solo dai comunicati di De Luca) ecco che viene misurato autonomamente e, miracolo degli annunci, arriva all'1,6%, fregando Noi Moderati di Lupi che, in tale situazione, essendo solo la seconda lista della coalizione a non raggiungere il 3%, non otterrebbe alcun seggio. O avrebbero per loro e pochi amici un seggio dato da altri...
Ma questa è una considerazione che non ho ancora letto, invece il giubilo bipartisan (perchè la ola la fanno anche due quotidiani di Centro Destra come Il Giornale e il Tempo) è nell'annuncio che, con quell'1,6% il Centro Destra torna a superare il 42% e sarebbe la coalizione più votata, quindi vincerebbe anche senza Vannacci che, da parte sua, viene dato in calo (forse adesso lo dichiarano con la parte più bassa della forbice).
Io osservo che se ai dati che vengono ora attribuiti al Centro Destra con Cateno De Luca, si sommassero i voti indicativi per Futuro Nazionale, si supererebbe in scioltezza il 50%, relegando la sinistra, inclusiva anche di tutti gli "altri" ancorchè non di sinistra, ad una minoranza divisa e litigiosa.

martedì 29 settembre 2026

 Tutti contenti in Calabria?-

Il grande elefante nella stanza di cui nessuno vuole parlare nelle stanze dei partiti ha un nome chiaro: il 22,34% di affluenza.Mentre nei comitati elettorali ci si affanna a rivendicare "vittorie schiaccianti" o "ottime tenute percentuali", la realtà matematica delle suppletive a Reggio Calabria è che quasi 8 elettori su 10 hanno scelto di restare a casa. Più del 77% della popolazione del collegio ha opposto un rifiuto silenzioso ma devastante alla classe politica locale. La mappa del distacco: quando il voto diventa un’eccezione. Se si analizzano i numeri reali nei singoli comuni, l'illusione della partecipazione crolla definitivamente: Sotto la soglia minima: In centri simbolo della Locride e dell'area grecanica come Platì (4,35%), Mammola (4,72%) e San Luca (7,15%), le urne sono rimaste letteralmente deserte. I grandi centri al minimo storico: Anche nei comuni con maggiore densità abitativa la disaffezione è totale: Siderno (16,30%), Locri (20,92%), Villa San Giovanni (22,10%) e la stessa Reggio Calabria (28,52%). Il crollo rispetto al passato: Rispetto alla precedente consultazione politica nel medesimo ambito (già caratterizzata da una partecipazione ridotta al 49,40%), la partecipazione si è dimezzata, registrando un calo netto di oltre 27 punti percentuali. Perché la politica finge di non vedere?Il trionfalismo della politica di fronte a questi numeri svela un corto circuito democratico preoccupante:Autoreferenzialità e apparati: AI partiti attuali non serve più mobilitare la maggioranza del paese reale. Baste muovere le sole truppe camellate, i fedelissimi e le reti di clientela per conquistare un seggio parlamentare.Il rifiuto dei "dinosauri": L'astensione di massa in Calabria non è pigrizia o disinteresse civico; è una precisa protesta passiva. Un elettorato stanco delle solite dinamiche di potere, dei soliti nomi paracadutati o riciclati e di promesse elettorali puntualmente disattese.La crisi della rappresentanza: Rappresentare un territorio quando a votare è solo un quinto degli aventi diritto trasforma il mandato elettivo in un puro formalismo contabile, del tutto privo di legittimazione popolare diffusa. Gongolare sui dati percentuali ottenuti sul totale dei voti validi ignorando l'abisso dell'astensione significa rifiutarsi di guardare la realtà: la democrazia sul territorio non sta soffrendo, si sta spegnendo per inedia. Ho sempre combattutto i dinosauri...al punto di esserlo pure io-