mercoledì 25 febbraio 2026

 Una rondine non fa primavera-

I falsi ben pensanti, nel tentativo di indebolire i temi oggetto del referendum, stanno richiamando il caso del poliziotto – presuntamente infedele – di Rogoredo.
Tuttavia, a fronte di un elenco molto ampio di appartenenti alle Forze dell’Ordine – Polizia e Carabinieri – e di cittadini che hanno reagito ad azioni criminali, non risultano condotte penalmente rilevanti che non rientrino, al più, in ipotesi discutibili di “eccesso” di legittima difesa, di adempimento del dovere o di uso legittimo delle armi.
Siamo dunque in presenza di decine di casi in cui servitori dello Stato sono stati sottoposti a procedimenti giudiziari spesso lunghi e gravosi, a fronte di un singolo episodio – ancora da accertare in via definitiva – di presunta infedeltà.
Ciò dimostra che le Forze dell’Ordine operano ordinariamente nell’interesse della sicurezza e del benessere collettivo e che, qualora emergano reali responsabilità individuali, gli strumenti di controllo e le garanzie dell’ordinamento sono in grado di intervenire con tempestività.
Diversamente, nell’ordine giudiziario si è dovuto attendere lo scandalo Palamara per assistere all’irrogazione di sanzioni che molti hanno ritenuto marginali e che, secondo diverse analisi, non hanno inciso in modo sostanziale sugli assetti successivi.
Il caso di Rogoredo, isolato ed eccezionale – sempre che venga accertata una responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio – non può dunque essere assunto a pretesto per contestare il “Sì” al referendum, che rappresenta una scelta di equilibrio e buon senso.
Allo stesso modo, non dovrebbe costituire motivo per rinunciare all’istituzione di uno scudo penale a tutela delle Forze dell’Ordine, così da consentire loro di operare con serenità nell’interesse della sicurezza pubblica, senza il timore di essere trasformati in imputati o indagati per un presunto “eccesso” nell’adempimento del dovere.
Sempre con le Forze dell'Ordine!!

martedì 24 febbraio 2026

 Olimpiadi Milano Cortina 2026: il trionfo dell'Italia del SI'-

Terminate con una cerimonia di chiusura all'Arena di Verona, ambiente che ne ha moltiplicato la suggestione, i bilanci sono tutti positivi.
La ragione delle Olimpiadi è lo sport, la disciplina agonistica e l'Italia ha polverizzato il record di medaglie, assai datato: Lillehammer 1994, passando l'asticella che dovrà essere l'obiettivo fra quattro anni, da 20 a 30, in ben dieci discipline differenti, con 10 medaglie d'oro.
Ma non meno importanti sono stati i successi di contorno.
Dalle due cerimonie, di apertura e chiusura, che hanno impartito una lezione di eleganza, stile e cultura alle devastanti e devianti cerimonie di Parigi 2024, al bilancio finanziario che ha fatto delle Olimpiadi anche un traino turistico ed economico.
Una organizzazione perfetta, difficilmente superabile, che si è dimostrata pronta a immediati interventi in caso di incidenti agli atleti, assistiti e curati al meglio come dimostra il pubblico riconoscimento di Lindsey Vonn.
Strutture adeguate, capienti e funzionali, oltre ad alloggi degli atleti che, accantonate le pruderie ecologiste di Parigi 2024, hanno offerto stanze confortevoli adatte al riposo di chi deve dare il massimo in pista e che, nel caso di Milano, dal prossimo anno diventeranno un grande studentato, con 1700 posti, a prezzi contenuti.
Non a caso il comitato olimpico ha conferito all'Italia, in persona di Mattarella e della Meloni, la sua più alta onorificenza, l'Ordine Olimpico in oro e non dimentichiamo che ai ministri Abodi, Giorgetti e Salvini è stata conferita la seconda onorificenza, l'Ordine Olimpico in argento.
E' la vittoria, completa, dell'Italia del SI', degli Italiani che fanno, che non scappano dalle responsabilità, che si proiettano nel futuro, che guardano al progresso, che hanno fiducia nelle proprie capacità.
E' la disfatta dei malpancisti, dei malmostosi, dei no a tutto: no tav, no tap, no Olimpiadi, no riforme, il cui scopo nella vita è sfruttare il lavoro altrui senza mai portare un contributo positivo.
Si parla di candidatura per Roma nel 2040: il successo dell'Italia del SI' e i risultati che si portano sul tavolo saranno la carta più importante perchè le altre nazioni del comitato olimpico possano considerare con favore tale candidatura.

mercoledì 18 febbraio 2026

 Le opposizioni si uniscono solo contro l'Interesse Nazionale-

Giovedì ci sarà la prima riunione effettiva del Consiglio di Pace e l'Italia è invitata come osservatore, non potendo aderire perchè gli Azzeccagarbugli, sempre anti Italiani, brandiscono una riga di un articolo della costituzione scritta 80 anni fa, dopo aver perso una guerra e quando eravamo ancora sotto occupazione delle truppe straniere, interpretandola in modo rigido e tafazziano.
Quella riga dice che noi possiamo rinunciare a pezzi della nostra Sovranità in ambito di organizzazioni internazionali che siano costituite su base di parità.
E il Consiglio è una (geniale) invenzione di Trump che, preso atto della dannosità dell'onu, cerca di trovare altre strade per garantire quei principi che l'onu non è in grado di garantire.
L'invito all'Italia è un onore e un riconoscimento e se fosse arrivato con Renzi o Calenda presidenti del consiglio, quelli, invece di una sprezzante risoluzione contraria, avrebbero gonfiato il petto come tacchini a Natale.
Al momento in cui scrivo non so chi, tra i nostri ministri, andrà alla riunione, ma credo che se ci saranno capi di stato e di governo, non potrà esimersi la Meloni in persona.
Il Consiglio di Pace può essere un abbozzo di quel che sarà il nuovo ordine mondiale, perchè un nuovo ordine mondiale ci sarà ed è nell'Interesse Nazionale esserci, partecipare, in prima persona e non delegando una improbabile struttura che fa capo a politici di secondo piano come la Von der Leyen e la Kallas o a capi di stato e di governo in crisi di consenso al loro stesso interno come Macron, Starmer e lo stesso Merz.

lunedì 16 febbraio 2026

  L’approccio positivo di chi voterà SI’-

Ringrazio il signor Gratteri per il contributo offerto al dibattito sul SI’. Il confronto è sempre utile, soprattutto quando si parla di giustizia.
In Calabria quando lui era Procuratore, negli ultimi dieci anni, lo Stato ha pagato 26 milioni di euro per ingiuste detenzioni. Un dato che impone una riflessione seria: la giustizia deve essere credibile, equilibrata, realmente al servizio dei cittadini.
Il voto di oggi non è solo una scelta tecnica. È una scelta di visione.
Chi vota NO sceglie di lasciare le cose come stanno.
Chi vota SI’, invece, sa che la riforma Nordio è solo il primo passo. Non la soluzione definitiva, ma l’inizio di un percorso necessario per restituire agli italiani una Giustizia con la “G” maiuscola.
Votare SI’ significa credere nel cambiamento.
Significa non rassegnarsi a un sistema che troppo spesso ha mostrato limiti, squilibri e storture evidenti.
Significa:
superare il sistema delle correnti ideologiche attraverso il sorteggio,
garantire reale parità tra accusa e difesa,
eliminare rapporti privilegiati tra chi giudica e una delle parti,
introdurre una vera responsabilità per chi sbaglia, come accade per qualsiasi altro lavoratore.
Votare SI’ significa credere nel merito, nella produttività, nella responsabilità.
Significa pensare in grande per la nostra Nazione, senza paura del futuro.
Noi scegliamo di guardare avanti.
Sappiamo che il cambiamento richiede tempo, determinazione e coraggio. Ma ogni percorso inizia con un primo passo.
Il SI’ è quel passo.
Per una giustizia più giusta.
Per uno Stato più equilibrato.
Per un’Italia che abbia fiducia nel proprio futuro.
#IoVotoSI #Giustizia #Riforma #Futuro #Responsabilità