lunedì 29 giugno 2026

 Disarmare i terroristi per pacificare il medio oriente-

I governi libanese ed israeliano, con la mediazione di quello degli Stati Uniti, hanno trovato un accordo di pacificazione e restituzione della sovranità territoriale al Libano.
La condizione, che peraltro è presente in ogni accordo in precedenza fallito e che è presente anche nell'accordo di tregua per Gaza, è il disarmo di Hetzbollah (e di Hamas a Gaza).
I due gruppi, finanziati e sostenuti dal regime degli ayatollah (che a loro volta firmano accordi per il libero transito ad Hormuz, li violano e strillano se gli Stati Uniti bombardano per punizione una loro base missilistica) rifiutano il disarmo.
A che titolo ?
Non rappresentano il governo libanese e sono anni che non vengono tenute libere elezioni a Gaza, territorio peraltro che dovrebbe appartenere all'Egitto e che è stato devoluto agli arabi musulmani della zona dopo la conquista israeliana del 1967 e il ritiro delle truppe dell'Idf.
Perchè Hetzbollah dovrebbe bloccare l'attuazione dell'accordo ?
Sarebbe come se, a suo tempo, le brigate rosse pretendessero di essere considerate interlocutrici del governo o, più adeguatamente, se a fronte degli accordi tra Italia e Austria sull'Alto Adige, i separatisti (che comunque avevano ragioni ben maggiori dei quelle dei terroristi arabi) avessero preteso di bloccarli con una sorta di diritto di veto.
Se Hetzbollah (e Hamas) non disarmano, allora le armi dovranno essere tolte loro con la forza, attraverso una collaborazione militare tra Israele e Libano per dare attuazione all'accordo sottoscritto. E allora vedrete come Israele fa presto a disarmarli....
Se poi si vogliono accelerare i tempi, le truppe onu. unifil o volonterose che siano, invece di farsi una vacanza al caldo, salvo lamentarsi se volano sulle loro teste delle bombe, collaborino per disarmare Hetzbollah, distruggere le loro basi e incarcerare i terroristi.
Solo così sarebbe avviata una pacificazione in Medio Oriente che, peraltro, richiederebbe anche la rimozione del regime degli ayatollah per completare l'opera.



lunedì 15 giugno 2026

 Non credo alla buona fede degli ayatollah-

Ieri il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha compiuto 80 anni. Buon Compleanno Donald!
Auguri a chi, come sintetizzò una volta Kissinger, porta ben cinque cappelli, essendo capo degli Stati Uniti, capo del governo degli Stati Uniti, capo delle Forze Armate degli Stati Uniti, capo del suo partito e capo dell'Occidente.
Ed è per quest'ultimo cappello che mi interessa.
Senza gli Stati Uniti e con la manifesta pusillanimità degli attuali governanti delle altre nazioni occidentali (con l'unica attenuante di vivere in un periodo in cui circa la metà degli Occidentali rema contro i propri stessi interessi, per un malinteso senso di espiazione di una colpa, quella di aver diffuso la Civiltà nel mondo, che in realtà è un merito di cui dovremmo oggi incassare i dividendi) l'Occidente sarebbe perso.
Lo dimostra l'assenza in una missione, quella contro gli ayatollah, tesa a rendere più sicuri tutti con l'annientamento di un regime dispotico e integralista e delle sue metastasi terroriste.
Mi sembra triste che si debba sperare in un ottantenne per veder garantito il nostro stesso benessere (leggi: rifornimenti energetici) per il quale i nostri governi non alzano un dito, preferendo farci stringere la cinghia, ridurre il riscaldamento d'inverno, il condizionatore d'estate e aumentando i costi dei rifornimenti.
Abbiamo perso lo spirito che ci fece grandi, come singole Nazioni e Popoli, perseguendo un disegno unitario che non ha capo, nè coda.
Per questo mi auguro che, pur comprendendo quanto potrebbe essere gratificante per il Presidente Trump firmare un accordo con gli ayatollah il giorno del suo ottantesimo compleanno, non vi sia una firma affrettata.
Soprattutto non vi siano firme "a distanza", senza la visione esatta dei testi, perchè il dubbio che mi sorge è che pur di parlare di "pace", i cosiddetti "mediatori", sottopongano testi che, con l'uso di determinate parole ambigue nelle traduzioni in lingue profondamente differenti, possano indurre in errore sui reali contenuti del testo.
E, comunque, condivido quanto ha dichiarato l'ex Segretario di Stato Mike Pompeo, per il quale, qualunque sia l'accordo, gli ayatollah non lo rispetteranno, perchè non ne hanno mai rispettato uno.
Salvare il regime degli ayatollah, non vale una candelina in più sulla torta di compleanno.



domenica 14 giugno 2026

L’ITALIA AGLI ITALIANI: SE DIFENDERE LA PATRIA DIVENTA UNA COLPA

A Cesena, nella "rossa" Emilia-Romagna, due studenti dell’ultimo anno di liceo sono stati condannati a scrivere una tesina "rieducativa" dal titolo "Gli africani siamo noi".

Siamo di fronte a un metodo che ricorda da vicino la rivoluzione culturale maoista o le purghe sovietiche, figlio dello stesso filone oscurantista che secoli fa si esprimeva con i tribunali dell'Inquisizione. Oggi, i paladini del "politicamente corretto" e del cattocomunismo esigono la sottomissione ideologica: chi non si allinea all'agenda dell'immigrazione incontrollata — che sottrae risorse ai nostri cittadini per destinarle a vitto, alloggio e cure per i clandestini — deve essere "rieducato".

Proprio questi ragazzi, però, ci infondono speranza nel futuro.

Con lucidità e coraggio, hanno risposto citando Carducci. Ma la verità più profonda ci arriva da Alessandro Manzoni, che nei suoi versi ci ricorda come l'Italia sia: "Una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor".

Il Patriottismo non è roba da museo

L’Italia ha una storia, una cultura e una tradizione che meritano di essere difese e valorizzate. Essere patriottici non significa odiare qualcuno, ma amare ciò che siamo, ciò che abbiamo costruito nei secoli e ciò che vogliamo trasmettere alle future generazioni.

Nessuna legge sulla cittadinanza facile, nessun tratto di penna burocratico potrà mai rendere italiano chi non lo è nel sangue, nella storia e nella cultura. Finché ci saranno giovani pronti a tenere accesa la fiamma dell'identità, il futuro non sarà del tutto oscuro.

Mio nonno, che nella Prima Guerra Mondiale fece del suo “petto una barriera” contro gli invasori e che nella Seconda si prodigò per la nostra Nazione, oggi si sta rivoltando nella tomba a vedere in che modo viene svenduto il nostro Paese.

Il futuro dell’Italia dipende anche dalla capacità di unire identità e apertura, senza rinunciare a ciò che ci rende unici.

Perché amare il proprio Paese non è mai qualcosa di cui vergognarsi.

Giù le mani dai nostri ragazzi, giù le mani dalla nostra identità. L'Italia appartiene agli Italiani! 🛑👇

#ItaliaAgliItaliani #Patriottismo #Cesena #IdentitàNazionale #Tradizione #LibertàDiPensiero




martedì 9 giugno 2026

 I tre marmittoni

Ieri, a Londra, tre traballanti capi di stato o di governo (Starmer, Mertz e Macron) hanno ricevuto con tutti gli onori lo scaduto presidente ucraino (sono due anni di prorogatio del suo mandato senza che si parli di elezioni).
Dopo lunghe (😒) e ponderate (😧) riflessioni (😂)hanno rilasciato un documento in cinque punti che, praticamente, intima alla Russia di smetterla di fare la prepotente perchè altrimenti ... ci arrabbiamo.
Ma, a differenza di Bud Spencer e Terence Hill che, quando si arrabbiavano, mollavano sganassoni epocali che facevano volare i cattivi da una stanza all'altra, i tre marmittoni, senza la copertura degli Stati Uniti impegnati su questioni più rilevanti come i dossier Cuba e Iran, devono limitarsi ad ululare alla Luna.
Molto bene Giorgia Meloni che, avendo dichiarato in tempi non sospetti che l'Italia mai avrebbe inviato i propri soldati sul terreno del conflitto, non ha partecipato a quella pantomima.
Se i tre marmittoni hanno tanta voglia di menar le mani, perchè non partecipano alla liberazione dello Stretto di Hormuz e alla cacciata degli ayatollah (unica soluzione, perchè qualunque accordo con simili integralisti è destinato a diventare carta straccia dopo un giorno, un mese o un anno): agendo tutti assieme si porrebbe fine molto prima al danno che quel regime porta alle nostre economia ed alla nostra sicurezza.