lunedì 21 settembre 2026

Gli Houthi devono essere disinnescati subito! -
Leggo con indignazione la rinunciataria dichiarazione di Tajani dopo che un attacco Houthi ha danneggiato un nostro caccia, a terra, presso l'aeroporto di Riad. Reazione immediata!
Mi aspetterei da un governo italiano, non che cercasse l'accordo con quella banda di terroristi dicendo "non siamo in guerra con gli Houthi", perchè se ci chiudono la via del petrolio che acquistiamo in Medio Oriente, è un atto di guerra e di guerra contro di noi, che legittimerebbe un pesante intervento a difesa dei nostri Interessi Nazionali.
E agli Houthi che confermano di non essere in guerra con noi (ma ci vogliono chiudere la via del petrolio) che si domandano cosa ci fanno i nostri caccia a Riad, rispondesse che sono affari nostri e dell'Arabia Saudita.
Se abbiamo dei caccia a Riad è perchè siamo autorizzati dal governo di Riad.
E più non dimandare.
Fino a quando tollereremo che quella marmaglia ci detti condizioni e danneggi la nostra economia, facendo salire i prezzi del petrolio e dei carburanti ?
Non sarebbe ora di reagire, possibilmente di concerto con Stati Uniti, Israele e le altre nazioni europee interessate al regolare flusso di petrolio, per azzerare la minaccia Houthi come già Israele ha fatto con Hamas ed Hetzbollah e, mi auguro, gli Stati Uniti riescano ancora a fare con gli ayatollah ?
Tajani, Tajani...sarà che gli Houthi hanno le gonne lunghe?

sabato 19 settembre 2026

 

NON È MAI TROPPO TARDI-

Il Ministro Crosetto non ha la mia fiducia. Non ne condivido il "matrimonio" con Zelensky, l'ostilità alla Russia, l'avversione a Vannacci, né il divieto agli Stati Uniti di utilizzare le basi in Italia per le missioni contro gli ayatollah. Da ultimo, ho provato totale repulsione per il suo panegirico della Bonino.

Ma se dice — e spero faccia — qualcosa di utile, ha la mia totale approvazione e il mio sostegno. Sarebbe ora che facessimo i nostri interessi!

Così, massimo supporto se mette la faccia per dire che, indipendentemente da quello che deciderà la burocrazia dell'Unione Europea, la nostra Marina Militare garantirà la navigazione nel Mar Rosso alle navi commerciali italiane.

Non è mai troppo tardi per capire che l'unica vera politica per disinnescare i continui aumenti dei costi dell'energia e dei carburanti — che di questo passo ci affosseranno — è annientare gli ayatollah e i loro alleati: Houthi, Hezbollah e Hamas.

Non siamo ancora giunti al punto di affiancare Stati Uniti e Israele in un'azione concertata per porre fine alla guerra alle nostre condizioni, ma decidere scorte militari unilaterali alle nostre navi (sia pur solo nel Mar Rosso e non ancora a Hormuz) è un primo, significativo passo.

Anche perché suppongo che il "Napoleone fallito" di Parigi non vorrà essere da meno e potrebbe rilanciare con ulteriori iniziative di intervento, risvegliando magari la vecchia e sonnacchiosa Europa.

Mi auguro solo che non si sia trattato di un isolato momento di lucidità del nostro Ministro e che alle parole seguano i fatti. Confido che abbia capito anche lui — come già Renzi dopo la stoccata della Meloni sull'abolizione del bollo auto — la differenza abissale che c'è tra l'annunciare e il fare.

giovedì 17 settembre 2026

 

I quotidiani, oggi, pubblicano simulazioni, in base agli ultimi sondaggi, su come andrebbero le elezioni con la nuova legge elettorale (se sarà approvata dalla Camera nello stesso testo del Senato).Con Futuro Nazionale a pieno titolo nel Centro Destra, si vince a mani basse, senza si perde senza speranza. E' qualcosa che tutti noi Elettori di Centro Destra avevamo compreso da tempo, infatti leggo su X quasi costantemente di inviti per un Centro Destra unito, a parte qualche "duro e puro", sia tra i sostenitori di FdI, Lega e FI che tra quelli di FN, che vorrebbe andare alla onorevole sconfitta (ma forse si tratta solo di infiltrati che fingono di essere di una parte per dare consigli fraudolenti). Aggiungo anche che il Centro Destra integrato con Futuro Nazionale a pieno e legittimo titolo di partner, vincerebbe con qualsiasi legge elettorale, anche se è in malafede chi critica questa legge, sapendo che è comunque migliore di quella esistente con la quale si andrebbe al voto se alla Camera tornassero i franchi tiratori (del resto anche avere "solo" il 43% di eletti con le preferenze è, ictu oculi, meglio che avere il 100% di eletti per nomina in liste bloccate!).Inoltre la sinistra saprebbe di non avere alcuna speranza e questo la stimolerebbe ad evitare le ambiguità di una unità fittizia, mentre se il Centro Destra escludesse Vannacci (o questo si escludesse volontariamente) la sinistra sarebbe incentivata a passar sopra alle differenze, creando i presupposti per una vittoria solo parlamentare e un caos nelle successive scelte governative, sulle quali troverebbero coesione solo in tema di tasse (per pagare le paturnie di ogni singolo componente la composita maggioranza) e di deriva etica e morale. A mio avviso lo sanno anche la Meloni, Salvini, Tajani e Vannacci, dai quali mi aspetto una intelligente azione per dare soddisfazione al loro Elettorato che merita di veder continuare anche per il prossimo quinquennio l'esperienza di governo della Meloni. Per parte nostra non possiamo che esercitare una "moral suasion", scrivendo commenti e indirizzando lettere ai suddetti leaders, perchè evitino di impuntarsi su quelle "questioni di principio", dannose anche nei piccoli condomini di provincia, figuriamoci per governare una grande Nazione come l'Italia.

IL CENTRODESTRA CHIEDA AI SUOI ELETTORI SE VOGLIONO VANNACCI IN COALIZIONE. (O perdere…)

mercoledì 16 settembre 2026

 Riforma elettorale: ennesima occasione persa.

Ieri il Senato ha dato il via libera alla nuova legge elettorale, lo "Stabilicum". Tra le novità si parla di proporzionale, premio di maggioranza al 42% e tre preferenze sulla scheda... ma c'è un "dettaglio" che rovina tutto: il capolista bloccato.
E qui casca l'asino. IO AVREI FATTO UNA COSA MOLTO SEMPLICE: PREFERENZE VERE E SBARRAMENTO AL 7%
Sarei stato per le preferenze piene, senza scorciatoie. Il meccanismo del capolista bloccato serve solo a blindare i soliti "cocchi di Roma", ovvero i nominati dai vertici di partito che hanno il posto garantito.
In un partito che viaggia tra il 3% e il 7%, sapete cosa succede in concreto? Che il "nominato" in cima alla lista viene eletto grazie ai voti presi dal 2° e dal 3° candidato sulla scheda, i quali lavorano sul territorio, tirano la carretta... e poi rimangono a casa. È la solita politica delle rendite di posizione.
E parliamo delle soglie di sbarramento: io l'avrei fissata al 7%. Serve rispetto per gli elettori, ma serve anche governabilità. Uno sbarramento serio spazzerebbe via una volta per tutte le "palle al piede", cioè quei micro-partiti nati unicamente per curare interessi personali, fare ricatti politici e garantire poltrone, senza mai rappresentare un vero progetto per il Paese.
La politica deve tornare in mano ai cittadini e a chi prende i voti sul territorio, non alle segreterie romane e ai mercanteggi con le miniliste. i parlamentari devono essere scelti dagli elettori, non nominati dai partiti.
E se un partito vuole avere rappresentanza in Parlamento, deve dimostrare di avere un consenso elettorale sufficientemente largo.
Meno "cocchi di Roma", più persone che devono conquistarsi davvero i voti sul territorio

venerdì 11 settembre 2026

 La Riforma elettorale approvata: cambia tutto (o quasi). Ma cosa significa davvero quando andremo a votare?

🤔🗳️
La legge elettorale introduce un modello ibrido basato su capolista bloccati, i soliti miracolati, e preferenze per gli altri candidati.
Facciamo chiarezza su regole del gioco, preferenze e dinamiche politiche, con un focus sul contesto in Veneto.
📌 1. COSA CAMBIA CON IL CAPOLISTA BLOCCATO E LE PREFERENZE?
La novità principale è un sistema misto:
PREMIO DI MAGGIORANZA
La lista o coalizione che arriva prima può ottenere 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, ma solo se raggiunge almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.
Se nessuno raggiunge il 42%, oppure se Camera e Senato danno risultati diversi, il premio non scatta e si procede con la distribuzione proporzionale dei seggi.
• Il Capolista è bloccato: Il primo nome presente in lista viene blindato dal partito ed entra automaticamente se la lista ottiene seggi in quella circoscrizione. Su quel nome gli elettori non incidono.
• Preferenze dal 2° nome in poi: L'elettore può esprimere le proprie preferenze (fino a tre con alternanza di genere) esclusivamente per i candidati posizionati dal secondo posto in giù.
I candidati possono essere scelti dagli elettori
➡️ si possono esprimere fino a 3 preferenze
➡️ le preferenze devono rispettare l'alternanza di genere; in caso contrario la seconda e la terza preferenza vengono annullate nell'ordine previsto dalla legge.
🎯 2. COSA SERVE ORA AD UN CANDIDATO PER FARSI ELEGGERE?
La strategia di campagna elettorale si sdoppia:
• Per il Capolista: Serve "solo" la blindatura politica da parte della segreteria del partito. Deve fare campagna per il simbolo e trascinare la lista, ma la sua elezione dipende primariamente dal risultato complessivo del partito.
• Per tutti gli altri candidati: Serve una macchina da preferenze territorio per territorio. Non basta più finire in lista: per scavalcare gli altri e agguantare un seggio residuo, i candidati dal 2° posto in poi dovranno fare una caccia spietata al voto nominale sul campo. li mi viene da ridere...
🦁 3. FORZA ITALIA IN VENETO: COME NE ESCE?
Il Veneto resta una roccaforte storica del centrodestra, ma il peso dei singoli partiti e la nuova legge definiscono scenari ben precisi:
In percentuale:
• Forza Italia si attesta su una media regionale attorno al 5% - 6% nei consensi regionali/politici locali.
• Il partito beneficia della visibilità nazionale, ma si trova a competere in un territorio ad altissima densità elettorale per la Lega e Fratelli d'Italia.
La conta degli eletti:
• Con percentuali monocifra (5-6%), Forza Italia scatta con sicurezza nei collegi più grandi (es. Padova, Verona, Treviso, Vicenza), ma fatica a distribuire seggi sulle province minori.
• Effetto legge elettorale: Il seggio sicuro andrà quasi sempre al capolista bloccato deciso a Roma. Chi corre dietro di lui dovrà raccogliere numeri altissimi di preferenze solo per sperare che scatti un secondo seggio nella stessa provincia.
In sintesi: per Forza Italia la nuova legge garantisce la blindatura dei vertici del partito (eletti come capolista), ma rende la competizione interna tra i candidati d'area un vero e proprio "tutti contro tutti" per i residui. Sono pronto a sfidare tutti a voti.
💡 LA MIA CONCLUSIONE
La nuova legge restituisce agli elettori una possibilità di scelta che con le liste completamente bloccate non c'era.
Ma non restituisce una scelta totale.
Per questo, alle prossime politiche potrebbe diventare molto importante non soltanto quanto prende Forza Italia, ma soprattutto chi sarà candidato, in quale posizione e in quale territorio.
E in Veneto questo potrebbe rendere la competizione interna a Forza Italia particolarmente interessante. E la fuga in altri lidi a flotte...
💬 Voi cosa ne pensate? Preferite poter scegliere tutti i candidati con la preferenza secca o ritenete utile il blocco del capolista? Parliamone nei commenti!

giovedì 3 settembre 2026

 Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare (promossa dall'Associazione Luca Coscioni) sul suicidio medicalmente assistito con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti. Un esito storico che rende il Veneto la prima Regione a guida centrodestra in Italia a dotarsi di questo provvedimento.

Ma al di là del tema etico, sul quale ognuno è libero di avere la propria posizione, c'è un dato politico che non può essere ignorato.

LA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA SI È SPACCATA

 

Il voto ha evidenziato profonde fratture ideologiche e strategiche sia nella maggioranza di centrodestra che nelle singole forze politiche:

  • Lega e Sinistra insieme per il Sì: Sotto la spinta e l'aperta condivisione di Luca Zaia e dell'ala legata alla sua linea, l'ampia maggioranza della Lega e della lista Zaia Presidente ha unito i propri voti a quelli di PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e gruppi civici d'opposizione. Per il Carroccio locale la scelta è stata rivendicata come "un atto di libertà e di civiltà" basato sul rispetto delle decisioni individuali nelle sofferenze estreme.
  • La posizione di Forza Italia e del gruppo misto: Mentre a livello nazionale il partito di Tajani sostiene l'incompetenza delle Regioni sulla materia, in aula si è registrato un quadro variegato: la maggior parte della delegazione azzurra ha optato per l'astensione strategica, affiancata da consiglieri "transfughi" o passati di recente tra le fila di FI da altre liste (i cosiddetti "saltimbanchi" o trasformisti dell'Aula), che in diversi casi hanno votato a favore in aperto contropiede rispetto alle direttive nazionali.
  • Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale al No convinto: FdI e la formazione di Futuro Nazionale hanno votato in modo compatto contro il provvedimento. Per l'ala conservatrice della coalizione, la vita non è un bene disponibile e le istituzioni devono investire sul potenziamento delle cure palliative e dell'assistenza, piuttosto che codificare percorsi di fine vita.

Le complicazioni attuative: QUESTA NON È UNA "LEGGE NAZIONALE SUL FINE VITA"

Ed è forse questo l'aspetto che merita maggiore attenzione.

 

L'attuazione pratica della legge veneta si scontra con una serie di rigidità giuridiche e operative legate all'assenza di un quadro nazionale:

  • I limiti di competenza legislativa: Una Regione può normare soltanto gli aspetti organizzativi e procedurali del Servizio Sanitario Regionale (tempi di risposta, istituzione dei comitati etici, reperibilità dei farmaci). Non può invece intervenire sui profili di diritto penale (art. 580 c.p. sull'istigazione o aiuto al suicidio) né definire la nozione legale dei diritti della persona.
  • L'effetto "patchwork" sanitario: Senza una legge dello Stato, l'accesso al suicidio assistito varia a seconda della regione di residenza. Se il Veneto stabilisce tempi certi e percorsi trasparenti per le verifiche sanitarie, nelle regioni limitrofe i pazienti rimangono bloccati nelle pieghe delle burocrazie sanitarie e dei cavilli giudiziari.
  • Il rischio di ricorso del Governo: Trattandosi di materie eticamente sensibili e al confine tra Sanità e Giustizia, la legge approvata rischia un'impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale da parte del Governo centrale per eccesso di competenza.
  • L'obiezione di coscienza e l'organizzazione clinica: Resta complessa la gestione concreta nei reparti: il personale sanitario mantiene il pieno diritto all'obiezione di coscienza, costringendo le Il voto sul fine vita: il centrodestra veneto si spacca. E la Lega sceglie di votare con la sinistra

Un voto destinato a lasciare una traccia politica importante

mercoledì 19 agosto 2026

 Nessuno vuole più in casa propria i clandestini-

Appare evidente che, dopo la sbornia di buonismo ignorante e autolesionista, nessuno più voglia a casa propria i clandestini e neppure gli immigrati regolari che delinquono.
Se consideriamo la Spagna, che ha regalato permessi di soggiorno con il retropensiero di vederli sciamare oltre i propri confini (a dimostrazione che il concetto di unione europea esiste solo nei termini di essere europei solo quando si incassa, scaricando sul prossimo gli oneri in una riedizione del vecchio detto di privatizzare i profitti e socializzare le perdite), la Germania che sta rispedendo a casa gli Afghani (e non mi sembra che a Kabul splendano democrazia e rispetto del prossimo) e prova a rimandare a casa nostra i clandestini sbarcati (o fatti sbarcare) in Italia, ma rifiutando di conteggiare i 22.513 clandestini scaricati in Italia dalle ong battenti bandiera tedesca, vediamo come la sospensione di Schengen con la Spagna da parte dell'Italia, ottimamente confermata dopo il 15 agosto, non sia che il minimo sindacale.
Mi piacerebbe il Governo facesse di più, ma mi rendo conto che con il fiato sul collo di Mattarella e dei magistrati cui non va bene neppure l'avallo europeo per i rimpatri e gli hub in Albania, la Meloni debba muoversi con cautela, per ottenere il pur minimo risultato con il massimo sforzo, nella convinzione che, con il tempo, sempre più Italiani si convincano della necessità di una azione decisa e definitiva per risolvere il problema e, quando avverrà, non ci saranno Mattarella nè magistrati che tengano.
Il dato, comunque, significativo è che anche nell'Europa del nord sta facendo breccia la linea Italiana che porterebbe gli stati dell'unione a reagire dopo anni passati a subire, quando non ad applaudire, all'invasione.
Ci si sta rendendo conto che l'invasione è un danno per tutti e vedo con piacere che alcune testate giornalistiche rilanciano il romanzo di Jean Raspail Il Campo dei Santi, la cui lettura è vivamente consigliata, considerando la preveggenza dimostrata dall'autore già nel 1973, ancor prima del famoso discorso, anche questo da rilanciare, del Cardinale Biffi sull'immigrazione del 2000

Il passo per cui, invece di cercare di liberarsi dei clandestini scaricandoli al proprio vicino europeo, li si rimandi, con una politica comune, nella loro nazione di provenienza o di partenza e, nel contempo, si chiudano le frontiere usando quella forza che, almeno sul piano difensivo dei confini, non si dovrebbe avere alcuna remora ad utilizzare.

lunedì 10 agosto 2026

 Unione Europea? Meglio soli che male accompagnati! 🇮🇹🇪🇺 -

L'Unione Europea di oggi ha del tutto tradito l'idea originaria di un mercato comune basato sulla sovranità nazionale e sulla libera circolazione di merci e persone. Che cosa ne resta? Una burocrazia che ci penalizza continuamente su ogni fronte.
Guardiamo i fatti:
Germania e Francia: Berlino spinge per rispedirci i clandestini arrivati negli anni passati e solo transitati in Italia, mentre la Francia di Macron continua a respingere e scaricare a forza i migranti oltre il nostro confine con la gendarmeria.
La Spagna di Sánchez: Sostiene e protegge le ONG battenti bandiera spagnola (come Open Arms) che scaricano gli sbarchi in Italia anziché nei loro porti, il tutto mentre la Spagna continua a essere un beneficiario netto dei fondi UE.
Il paradosso dei contributi: L'Italia è storicamente un contribuente netto (versa all'UE molto più di quanto riceve back), mentre finanziando il bilancio comunitario finiamo per pagare il conto anche a chi ci attacca politicizzando la gestione dei confini.
Le rigidità degli altri Paesi: Dai "falchi" del nord pronti a fare i maestrini sui nostri conti, fino a chi impone folli direttive "verdi" che generano solo costi per le nostre imprese, o chi punta a tagliare i fondi all'agricoltura italiana e del Sud Europa.
La qualità della vita di una Nazione si basa sulla produzione e sulla sovranità, non sull'innalzare artificialmente chi produce meno a spese altrui.
È ora di prenderne atto: questo modello di UE non funziona. Prima torneremo all'Europa dei Popoli e delle Nazioni, capace di difendere la sovranità, la civiltà e l'interesse dei propri cittadini, prima l'Italia tornerà a camminare a testa alta.

domenica 9 agosto 2026

 LA MELONI SARÀ PER SANCHEZ QUEL CHE LA THATCHER FU PER GALTIERI? -

Come tutti i leader politici in grave difficoltà e privi delle capacità necessarie, Sanchez — sommerso da crisi di consenso, inchieste e condanne che sfiorano la sua famiglia e il suo partito — tenta la solita vecchia strategia: indicare al popolo un nemico esterno per distogliere l'attenzione dai propri scandali.
Non è il primo nella Storia e non sarà l'ultimo. Ma questa tattica non ha mai portato bene. 💡
1974 - Grecia: Il colonnello Papadopoulos cercò di spostare l'attenzione dei greci occupando Cipro. Risultato? L'intervento della Turchia, la perdita di un terzo dell'isola e la caduta della giunta militare, finita sotto processo e in carcere.
1982 - Argentina: Il Generale Galtieri, per distrarre gli argentini da miseria e violenze, mandò le sue truppe a occupare le Isole Falkland. Trovò sulla sua strada Margaret Thatcher, che si riprese le isole manu militari, provocando il crollo del regime e il ritorno della democrazia.
Oggi Sanchez ha gli stessi identici problemi di credibilità e corruzione. La Meloni sarà per lui ciò che la Thatcher è stata per Galtieri.
La Storia, del resto, ci ricorda come la Spagna si contendesse l'Italia con la Francia depredandola, spesso con la complicità di "signorotti" e poteri locali che, pur di non avere un'Italia unita, preferivano spalancare le porte alle truppe straniere.
Oggi assistiamo al medesimo spettacolo con i cattocomunisti di casa nostra: da Schlein a Conte, tutti pronti a schierarsi con lo "straniero" Sanchez solo per odio ideologico. Dimenticano che il Benessere e la Sicurezza della nostra Nazione non hanno colore politico: o siamo tutti al sicuro, o siamo tutti in pericolo.
Ma di quale "Europa unita" parliamo se i nostri presunti "alleati" dovrebbero essere i Sanchez o i Macron?
Se stare in Europa significa doversi guardare costantemente le spalle da personaggi del genere, meglio fare da soli. In Italia abbiamo tutto e di meglio rispetto a Francia e Spagna. Come recita la saggezza millenaria del nostro Popolo: meglio soli che male accompagnati. 🇮🇹



martedì 4 agosto 2026

 All'abbordaggio ! -

Una nostra fregata ha abbordato una petroliera appartenente alla presunta flotta ombra russa, che ha la finalità di aggirare le sanzioni imposte dall'unione europea.
A parte la considerazione che siamo arrivati dopo Regno Unito e Francia, che non hanno subito alcuna ritorsione, ma che quello potrebbe essere considerato un atto di guerra e se la Russia ne avesse le capacità (che non ha, cosa che smentisce tutta la propaganda sulla minaccia russa che, comicamente, starebbe aspettando il riarmo dell'Europa per attaccarci quando, se fosse una minaccia reale, potrebbe farlo adesso che siamo disarmati e con Trump che guarderebbe da un'altra parte) potremmo essere legittimamente bersaglio di uno o più lanci di missili, l'abbordaggio lo vedo in chiave anti immigrazione.
Per quanto ridotta e per quanto aumentati esponenzialmente, nonostante i magistrati, i rimpatri dei clandestini, resta il fatto che continuano a provare ad arrivare.
E noi non siamo così fortunati da avere un lembo di terra attraverso il quale poter rimandare indietro i clandestini, a piedi e senza tanti costi (basta solo un po' di Guardia Civil) come alcuni dicono faccia la Spagna (ma altri dicono che i clandestini stiano già arrivando ad Algesiras, nella Spagna continentale).
Però, evidentemente, abbiamo le capacità di abbordare e dirottare le imbarcazioni sospette.
In Australia, dove da anni hanno stroncato il fenomeno, la locale marina militare abbordava le navi che trasportavano clandestini e le dirottava in isole disabitate, che venivano circondate dalla marina stessa.
L'idea degli hub fuori dal territorio nazionale è antica e se fosse una organizzazione utile al mondo e non solo ai suoi funzionari e dipendenti che percepiscono stipendi principeschi, avrebbe dovuto realizzarli l'ONU.
Oggi si svolgerà la riunione di urgenza dei ministri degli interni su proposta della Meloni.
Sospendere Schengen solo con la Spagna è un provvedimento momentaneo (come fu, ma quello tardivo a differenza della tempestività della Meloni, il blocco di arrivi dalla Cina quando uscirono i primi casi di covid).
La soluzione organica, in assenza dell'ONU, è una serie di accordi tra l'unione europea e gli stati africani che si affacciano sul Mediterraneo e che sono il punto di arrivo di tutti i clandestini in cerca di un passaggio, via terra o via mare, per sciamare a casa nostra, con la costruzione di hub di smistamento in cui portare tutti i clandestini che possono essere agganciati e abbordati, fuori dalle acque territoriali degli stati europei.
Una soluzione ragionevole che, se applicata con rigore, essendo ben pochi quelli che avrebbero il "diritto alla protezione", potrebbe sgonfiare in breve tempo il fenomeno, perchè lancerebbe il messaggio fortissimo che le porte dell'Europa, adesso, sono chiuse.



domenica 2 agosto 2026

 FINE VITA: LA VITA È SACRA, MA NESSUNO DEVE ESSERE CONDANNATO A SOFFRIRE-

Il dibattito sul fine vita in Veneto: dove sta il confine della dignità umana?
Negli ultimi giorni si sta tornando a parlare con insistenza della proposta di legge sul fine vita sostenuta in Veneto. Emergono forti perplessità e timori legittimi su dove questa strada possa condurci, paventando il rischio di una deriva verso una cultura dello scarto o della banalizzazione della vita.
La vita, per me, rimane sacra e va difesa fino alla fine. Non credo che la risposta alla sofferenza di una persona gravemente malata debba essere quella di considerare la morte come una soluzione.
Ma proprio perché considero sacra la vita, credo anche che nessun essere umano debba essere lasciato solo davanti al dolore, alla sofferenza insopportabile e alla perdita totale della propria dignità.
La mia posizione su un tema così intimo e profondo, tuttavia, si fonda su un principio chiaro: la vita è sacra e inalienabile.
Allo stesso tempo, però, ritengo che il malato abbia il diritto sacrosanto di non soffrire invano quando la malattia arriva a uno stadio irreversibile e il dolore diventa intollerabile.
Non si tratta di promuovere la morte con leggerezza o di sostituirsi al valore della vita, ma di affrontare una realtà concreta:
1. Accanimento e dolore: Nessuno dovrebbe essere costretto a vivere in condizioni di sofferenza atroce quando la medicina non può più guarire, ma solo prolungare un'agonia.
2. Standardizzare e dare certezze: Regolare i tempi di risposta delle strutture sanitarie e garantire percorsi chiari significa non lasciare le famiglie nella solitudine, nella burocrazia o nella disperazione.
3. Cure palliative e rispetto della persona: Accompagnare la sofferenza significa potenziare le cure palliative, ma anche rispettare la libertà di coscienza di fronte a casi limite stabiliti già dalla Corte Costituzionale.
E se davvero vogliamo una società civile, dobbiamo essere capaci di stare accanto a chi soffre anche quando non possiamo più guarirlo.
La vita va difesa.
La sofferenza va combattuta.
La dignità della persona va sempre messa al primo posto.
Per chi, come me, crede profondamente nella sacralità della vita, ascoltare le storie di lancinante dolore di chi soffre non significa tradire i propri valori, ma declinarli con compassione, empatia e dignità.
Tutelare la vita significa anche tutelarne la dignità nell'ora più difficile.



venerdì 31 luglio 2026

 IL RIARMO È NECESSARIO: SULLA DIFESA SERVE REALISMO, NON IDEOLOGIA-

Sulla questione del fondo "SAFE" mi sembra che il Centrodestra si stia incartando sul nulla.
La domanda a cui rispondere è una sola: oggi l’Italia è in grado di difendersi in caso di un attacco da parte di un nemico esterno (come ad esempio l'Iran)?
La risposta, purtroppo, è NO.
Abbiamo Forze Armate composte da ottimi professionisti, ma pensate per una guerra di tipo tradizionale. Se un esercito invasore provasse a occupare il nostro territorio a terra, probabilmente saremmo in grado di contenerlo — anche se reintrodurre la leva obbligatoria per creare una riserva strategica sarebbe quantomeno opportuno, visto che nelle guerre d'usura contano anche i numeri.
Ma i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente ci insegnano una realtà ben diversa: oggi le guerre si combattono prima di tutto con tecnologia, droni e missili.
Se venissimo attaccati con queste modalità, avremmo i sistemi per evitare distruzioni immani? Potremmo rispondere con adeguata efficacia?
La risposta è ancora una volta NO.
Per questo è fondamentale e corretto aumentare con gradualità la spesa per la Difesa, acquistando sia armi tradizionali sia tecnologie avanzate, difensive e offensive.
Ma con quali soldi?
Se i miliardi dell'UE tramite il SAFE sono prestiti condizionati a tassi variabili, allora ha ragione la Lega: lasciamoli dove sono, evitiamo di indebitarci solo per fare un favore a Bruxelles.
Se invece fossero contributi a fondo perduto (sullo stile PNRR), andrebbero presi subito.
L'alternativa vera e sostenibile esiste: emissione di titoli di Stato dedicati a lunga scadenza. È sempre debito pubblico, certo, ma con un grande vantaggio: gli interessi restano all'interno della Nazione, pagati a cittadini e imprese italiane che investono nella sicurezza del proprio Paese.
Accedere al fondo SAFE solo per fare un favore (costosissimo) all'Unione Europea non ha alcun senso. La priorità deve essere la vera difesa dell'Italia.



domenica 26 luglio 2026

 Meno analisi e previsioni, più azioni concrete-

I notiziari sono pieni delle analisi di questo o quel centro studi di organismi vari e delle organizzazioni sovranazionali, tutti concordi nell'alimentare ansia sul prezzo del petrolio.
In un Mercato Libero, se un prodotto scarseggia, il suo prezzo aumenta.
E' una regola semplicissima.
Invece di dire l'ovvio con conseguenze negative per lo stato d'animo delle persone che poi si riverbera nelle scelte economiche, perchè non ci dicono come fare per aumentare la disponibilità di un prodotto (il petrolio) di cui c'è abbondanza ?
Perchè non sanno cosa proporre oltre alla sterile e inconcludente aspirazione alla "pace" (magari, ma su quali basi ? ) e ad una generica indicazione sulle fonti alternative che, però non risolverebbero il problema perchè non sono sufficienti a coprire la richiesta nè, tantomeno, la potenza e il rendimento delle fonti fossili.
Tutti quelli che parlano, sanno però benissimo che il problema, il tappo, è il regime degli ayatollah con le sue metastasi Houthy, Hetzbollah e Hamas. vanno abbattuti!
Però si guardano bene dal sollecitare i governi occidentali a scendere dal pero e stringere una alleanza con gli stati del golfo, per affiancare Stati Uniti e Israele nell'eliminare in modo radicalmente definitivo il tappo iraniano.
Solo in tal modo il petrolio tornerebbe ad affluire in modo costante, abbondante e con un benefico effetto sui prezzi.
Ogni altra soluzione, manterrebbe sospesa sull'economia mondiale la spada di Damocle di un nuovo ricatto degli ayatollah, con un qualunque pretesto.

venerdì 24 luglio 2026

 Accise, prezzi, petrolio e dintorni: la solita commedia dei doppi pesi-

Siamo all'ennesimo "ballo di San Vito" sull'aumento dei carburanti-
Facciamo un breve ripasso:
Con il Governo Draghi, la benzina era schizzata stabilmente sopra i 2 euro al litro nonostante la riduzione temporanea delle accise. Eppure, nessuno osava fiatare o sollecitare il "Fenomeno".
Con il Governo attuale, il Mercato ha vissuto le sue naturali oscillazioni: petrolio e derivati hanno registrato puntualmente rialzi e ribassi.
La differenza? Tutta politica e mediatica.
Quando il prezzo sale, assistiamo all'immancabile agitazione isterica di una pletora di personaggi, associazioni e partiti che non aspettano altro che un pretesto per dare segnali di vita. Quando poi l'aumento rientra — perché così decreta il Mercato — cala puntualmente il silenzio.
Il risultato di questo meccanismo è perverso: all'osservatore distratto arrivano solo gli ululati dei rincari, dando l'illusione di un aumento perpetuo. Ma se fosse davvero così, oggi saremmo ben oltre i tre euro al litro, non sempre a cavallo dei due.
Quale sarebbe la strada maestra?
Abolire le accise, tutte e per sempre.
Ma una scelta del genere richiederebbe tagli di spesa drastici e coraggiosi. Bisognerebbe recidere i finanziamenti a fondo perduto:
Zero contributi a chi gestisce il business dei clandestini;
Stop ai fondi a pioggia per il cinema e i giornali;
Taglio a tutte le iniziative assistenziali che non portano alcun ritorno economico.
Una via oggi impraticabile, proprio perché una stampa schierata non ne spiegherebbe la bontà, ma scatenerebbe l'ennesima campagna di propaganda. E così ci troviamo costretti ad affrontare gli aumenti in attesa dei successivi cali, sapendo che le oscillazioni non dipendono dal nostro Governo, ma da un contesto internazionale incancrenito.
La vera geopolitica del prezzo del carburante
Se proprio vogliamo muovere una critica al Governo, è quella di non agire con maggior decisione sul piano internazionale al fianco di alleati chiave come Stati Uniti ed Israele per accelerare la fine dei conflitti.
Cosa si potrebbe fare?
Mettere a disposizione le nostre basi senza restrizioni geopolitiche.
Inviare risorse sul teatro di guerra per azzerare, insieme alle altre nazioni colpite, la minaccia Houthi nel Mar Rosso e garantire il regolare flusso del petrolio.
Lasciare liberi gli alleati di neutralizzare la minaccia iraniana.
Accelerare la fine delle ostilità farebbe crollare il costo dei carburanti alla radice, senza dover prosciugare il bilancio dello Stato con i tagli alle accise.
La domanda però sorge spontanea: se il Governo facesse una scelta così forte e pragmatica per abbassare i prezzi, chi oggi ulula per qualche centesimo in più alla pompa avrebbe il coraggio di sostenerla?



lunedì 13 luglio 2026

 E allora bombardiamo l'Iran, o adesso continueranno a fare le principesse sul pisello ?

Un quotidiano iraniano asservito al regime degli ayatollah, con scarsa fantasia e copiando, in peggio, iniziative del passato (ricordo il geniale mazzo di carte con le immagini dei criminali iracheni del regime di Saddam Hussein) ha pubblicato, con la tuta arancione dei terroristi detenuti nelle carceri di Guantanamo, le fotografie dei principali leader occidentali, additandoli come colpevoli di quella che loro definiscono l'assassinio del vecchio Khamenei il cui figlio, come nella dittatura nord coreana, ha preso il ruolo di comando.
Ci sono tutti, Merz, Macron, Starmer, oltre, ovviamente a Trump ed a Netanyahu e c'è anche la Meloni.
Una presenza che le rende più merito ed onore della partecipazione a qualsivoglia riunione parolaia dei "volonterosi", ma che, purtroppo, non corrisponde alla realtà.
La singolarità vuole che i rapporti personali con Trump si siano incrinati perchè Trump accusa la Meloni (e non solo lei) di non aver aiutato, con la concessione delle basi e la partecipazione attiva alla missione in Iran, gli Stati Uniti e l'Iran accusa la Meloni (e non solo lei) di essere complice di Trump nell'attacco.
Delle due, solo una è la verità e, purtroppo, ancora una volta, Trump dice la verità e gli ayatollah mentono.
A questo punto, dopo tutti i sofismi che hanno portato l'Italia (e non solo) a chiamarsi fuori dalla missione contro il regime degli ayatollah, davanti ad una esplicita minaccia contro il nostro Presidente del Consiglio (e non solo), davanti al ricatto economico che viene costantemente portato con la doccia scozzese sullo Stretto di Hormuz, davanti a tutto questo, la Meloni, Merz, Starmer (e chi lo sostituirà), Macron e tutti gli altri, continueranno a fare le principesse sul pisello, aggrappati, come sempre, alla schiena degli Americani, lasciando loro combattere le battaglie che sono prevalentemente nel nostro interesse ?



sabato 11 luglio 2026

 Come è prassi, il presidente della nazione che ospita i vertici dei capi di stato e di governo Nato, al termine dei lavori fa un omaggio personalizzato ai suoi colleghi.

La Nato è alleanza militare, si è parlato di guerra, di pace, di interventi, di riarmo, quindi la scelta di Erdogan di regalare una (bellissima) pistola a sei colpi, con i relativi proiettili, mi è sembrata spiritosa, ironica e azzeccata.
Credo che le regole per gli omaggi di stato impongano al nostro Presidente del Consiglio di conferire l'oggetto ricevuto al patrimonio di Palazzo Chigi, anche se la pistola è stata personalizzata con il nome della Meloni.
Posso anche immaginare che la Meloni non pratichi il tiro a segno e, forse, non ha mai impugnato una pistola, come milioni di Italiani che, da quando è stato abolito il servizio militare obbligatorio, non sanno cosa voglia dire impugnare un'arma, non si rendono conto della sua potenza e neppure del rumore che fa quando esplode il colpo (non parliamo poi dei colpi del cannone di un carro armato !).
E' un male, perchè a parte quelli che sono istituzionalmente preposti alla difesa interna ed esterna (Forze dell'Ordine e Forze Armate) a conoscere le armi sono solo quei pochi che le utilizzano legittimamente, magari solo per sport, e quei tanti che ne sono in possesso per delinquere, rendendo la stragrande maggioranza di noi inerme e impotente davanti ad un atto violento di rapina, aggressione o furto.
A maggior ragione abbiamo bisogno di sapere come difenderci ed avere a disposizione gli strumenti (armi) per farlo perchè non è pensabile che ci possa essere un Poliziotto dietro ogni angolo.
Alcuni capi di stato di governo hanno lasciato in Turchia la pistola, non, a quanto ne so, la Meloni che ha fatto benissimo a portarla in Italia.
Intanto perchè lasciandola in Turchia sarebbe stata un'offesa al padrone di casa che ha fatto un regalo, in secondo luogo perchè la pistola di Erdogan può anche avere un significato simbolico e quello che che mi piace attribuirgli (anche se non credo rientrerebbe nelle intenzioni di Erdogan) è che l'Occidente, la Nato, si sta svegliando e non è più disposta, non siamo più disposti, ad accettare soprusi, a cominciare da quelli degli ayatollah, il cui regime deve cominciare a contare le sue ultime ore.
Con il contributo di tutti.

venerdì 10 luglio 2026

 IL VERO PERICOLO PER L'EUROPA: PERCHÉ DOVREMMO TEMERE PIÙ KIEV CHE MOSCA] 🚨🇪🇺

Mentre i parrucconi di Bruxelles — purtroppo oggi con l'adesione anche di Giorgia Meloni, la cui politica estera su Ucraina e Iran rischia di costarle i voti decisivi per la rielezione — continuano a ripeterci la solita narrazione, la realtà dei fatti ci dice esattamente il contrario: le nazioni occidentali devono temere più l’Ucraina che la Russia.
Guardiamo in faccia la realtà, senza le fette di prosciutto ideologico sugli occhi.
A meno di impensabili svolte sul campo, la pace si farà concedendo alla Russia quello che ha conquistato. In cambio, all'Ucraina verrà concesso un rapido (e immotivato) ingresso nella UE. E allora cosa succederà? I burocrati europei continueranno a chiudere gli occhi davanti a comportamenti inaccettabili, proprio come stanno facendo ora?
I segnali ci sono già tutti:
🔹 Sabotaggi strategici: Dagli oleodotti e gasdotti diretti a nazioni UE e NATO fatti saltare in aria (colpendo Germania e Ungheria), mentre Zelensky veniva ricevuto con tutti gli onori da Erdogan in Turchia.
🔹 Attentati sul nostro suolo: Lo zampino di Kiev emerge sempre più chiaramente dietro azioni oscure in territorio europeo, non ultimo il recente attentato a Montecarlo.
🔹 Droni "fantasma": Sconfinamenti di droni ucraini inizialmente attribuiti ai russi per mera compiacenza mediatica.
🔹 Arroganza diplomatica: Una pretesa continua e arrogante di armi, finanziamenti e licenze, come se tutto fosse dovuto.
PROIETTIAMOCI A GUERRA FINITA. COSA CI ASPETTA? 🛑
Immaginate l'Ucraina dentro l'Unione Europea. Con cosa si siede al tavolo?
1️⃣ Un esercito immenso: Da 1 o 2 milioni di uomini interamente addestrati sul campo.
2️⃣ Un arsenale spaventoso: Costruito e finanziato con le NOSTRE armi, le NOSTRE licenze e i NOSTRE soldi.
Se erano arroganti quando avevano bisogno, come si comporteranno domani quando non avranno più bisogno di chiedere? Non saranno mai in grado di restituire i prestiti miliardari che gli abbiamo concesso. In compenso, avranno l'esercito più forte d'Europa.
Chi ci garantisce che non useranno questa enorme potenza militare per regolare vecchi conti in sospeso (magari con l'Ungheria) o per prestarsi a combattere guerre per conto terzi (ad esempio in Iran) che i pusillanimi parrucconi europei non vogliono combattere? E quanti altri fondi, aiuti e benefit pretenderanno ancora, dissanguando l'Europa molto più di quanto abbiano fatto in passato gli altri Stati indebitati?
Di fronte a questo scenario, io non ce li vedo i Macron, gli Starmer, i Merz, per non parlare degli evanescenti parolai come von der Leyen, Kallas e Costa, capaci di opporsi a Zelensky. Forse ci proverebbe la Meloni, ma non basterebbe.
Il vero dramma è che l'Italia, invece di spendere risorse per costruire un proprio esercito moderno, efficiente, letale e pronto a difendere i nostri confini, ha sperperato denaro pubblico per costruire e finanziare la superpotenza militare dell'Ucraina.
La prospettiva, lasciatemelo dire, non è affatto rassicurante. 👇

giovedì 9 luglio 2026

 

GIÙ LE MANI DAL VOTO DEI CITTADINI: A BRUXELLES C’È CHI HA PAURA DI PERDERE LA SEDIA! 🚨🇪🇺

Il Parlamento Europeo ha appena votato a maggioranza (414 sì, 224 no, 18 astenuti) per avviare un’indagine sul raggruppamento ESN (Europa delle Nazioni Sovrane) — di cui fa parte Futuro Nazionale di Vannacci — per verificare se le loro idee siano "compatibili" con i presunti valori dell'UE.

Parliamoci chiaro: questo non è un controllo di routine, questa è un'indagine sulle opinioni. È un tentativo di censura del libero pensiero e, soprattutto, una gravissima interferenza nelle scelte democratiche dei cittadini.

Ecco chi ha votato A FAVORE di questa indagine per imbavagliare la destra: PPE (inclusa Forza Italia) Socialisti & Democratici (S&D, incluso il PD) Renew Europe (Macron) I Verdi The Left (La Sinistra)

Hanno votato CONTRO, difendendo la democrazia, i Conservatori (ECR con Fratelli d'Italia) e i Patrioti per l'Europa (con la Lega).

IL DOPPIOPESCHISMO DI BRUXELLES Questa è la stessa identica "accozzaglia" che poco tempo fa ha votato CONTRO la revoca dell'immunità a Ilaria Salis, accusata in Ungheria di reati ben più gravi (tentato omicidio). Per la sinistra i reati fisici si proteggono, le opinioni contrarie si processano.

COS'È LA DEMOCRAZIA? La democrazia è semplice: se i cittadini non condividono le leggi imposte da una maggioranza, votano partiti sovrannazionali per cambiarle pacificamente e democraticamente. Impedire questo significa distruggere la base della convivenza civile.

A Bruxelles c'è il terrore puro di perdere le poltrone. Ma a furia di blindare le stanze del potere, l'Unione Europea sta prendendo la stessa identica strada dell'Unione Sovietica di Stalin.

Se si impedisce alle persone di manifestare pacificamente le proprie idee attraverso l'espressione del voto, cosa pensano che rimanga come sbocco? Cancellare la rappresentatività significa legittimare lo scontro.

La democrazia non è proprietà privata di Ursula von der Leyen e dei suoi sodali. Il voto dei cittadini non si tocca! 🗳️‼️

#Democrazia #LibertàDiPensiero #Sovranismo #NoCensura #AlessioZanon

martedì 7 luglio 2026

 Tanti assist per Vannacci -

Dai sondaggi appare evidente, ma sono sondaggi, come sia vero che la presenza di Futuro Nazionale abbia restituito speranza ai cattocomunisti.

Per quanto il Generale stia drenando voti anche tra gli indecisi, il pacchetto più consistente dei consensi arriva dai partiti del Centro Destra, indebolendo i due partiti di destra (Fratelli d'Italia e Lega) e, in misura minore, anche Forza Italia che si indebolisce da sola con l’ingresso di saltimbanco che i veri Forzisti non voteranno mai, che, però, in questo modo, perdendo meno degli altri, aumenta la sua capacità di interdizione e ostruzionismo verso una vera politica di centro destra.

Ma ad aiutare Vannacci non sono solo le naturali insoddisfazioni di chi avrebbe voluto meno prudenza e più ruspe per abbattere le norme e le incrostazioni del precedente regime cattocomunista, ma anche gli errori che fanno i dirigenti dei partiti di Centro Destra, il primo dei quali è mettere in dubbio (e, in alcuni casi, respingere con sdegno) l'inclusione di Futuro Nazionale nella Coalizione.

Una simile chiusura, dovesse persistere fino alle elezioni, mi indurrebbe a fare serie riflessioni su chi votare.

Del resto i cattocomunisti se ne guardano bene dal respingere l'alleanza con verdi e sinistra di due improbabili ministri come Fratoianni e Bonelli dei quali non si conosce nulla della loro attività professionale, mentre Vannacci è un Generale di successo.

E rifiutare il 6% (per ora) di FN è come voler evitare di compensare quel 6% di AVS che, per i cattocomunisti, è essenziale per poter restare gomito a gomito con il Centro Destra al quale, aggiungendo il 6% di Vannacci, arriderebbe sicuramente la conferma a Palazzo Chigi con la opportunità di eleggere un proprio candidato al Quirinale nel 2029 superando ogni veto e patentino antifascista dei cattocomunisti.

Perché gettare alle ortiche una simile opportunità ?

Ma un altro pesantissimo assist a Futuro Nazionale lo preparano quelli che propongono candidature a sindaci dei civici, gente che, se eletta, penserebbe di essere unta dal Signore e non risponderebbe alla Coalizione, accantonando i Valori del Centro Destra per inseguire qualcosa di indefinito pur di ricevere l'approvazione della intellighenzia cattocomunista che alligna tra i "professionisti dell'informazione".

Ci sono migliaia di militanti nei partiti di Centro Destra che, ogni giorno, mettono la loro faccia nel sostenere le idee comune, che hanno mostrato coerenza, restando fedeli negli anni buoni e in quelli di opposizione quando tutto sembrava remare contro di noi.

Perché anteporre loro un nome che, probabilmente, non porterebbe neppure un voto aggiuntivo se non il suo (semprechè non votasse disgiuntamente, per se stesso come sindaco e per il pd come lista !) rispetto a quelli dei partiti di Centro Destra ?

Perchè, se anche non fosse simpatico il Generale, spianare la strada a Futuro Nazionale, collezionando errori e scelte sbagliate ?

Al Governo non dobbiamo stare insieme a chi ci è simpatico, ma assieme a quelli con i quali possiamo formare una maggioranza che sostenga i provvedimenti più vicini ai Valori, agli Ideali e alla Identità della Destra.

 

lunedì 29 giugno 2026

 Disarmare i terroristi per pacificare il medio oriente-

I governi libanese ed israeliano, con la mediazione di quello degli Stati Uniti, hanno trovato un accordo di pacificazione e restituzione della sovranità territoriale al Libano.
La condizione, che peraltro è presente in ogni accordo in precedenza fallito e che è presente anche nell'accordo di tregua per Gaza, è il disarmo di Hetzbollah (e di Hamas a Gaza).
I due gruppi, finanziati e sostenuti dal regime degli ayatollah (che a loro volta firmano accordi per il libero transito ad Hormuz, li violano e strillano se gli Stati Uniti bombardano per punizione una loro base missilistica) rifiutano il disarmo.
A che titolo ?
Non rappresentano il governo libanese e sono anni che non vengono tenute libere elezioni a Gaza, territorio peraltro che dovrebbe appartenere all'Egitto e che è stato devoluto agli arabi musulmani della zona dopo la conquista israeliana del 1967 e il ritiro delle truppe dell'Idf.
Perchè Hetzbollah dovrebbe bloccare l'attuazione dell'accordo ?
Sarebbe come se, a suo tempo, le brigate rosse pretendessero di essere considerate interlocutrici del governo o, più adeguatamente, se a fronte degli accordi tra Italia e Austria sull'Alto Adige, i separatisti (che comunque avevano ragioni ben maggiori dei quelle dei terroristi arabi) avessero preteso di bloccarli con una sorta di diritto di veto.
Se Hetzbollah (e Hamas) non disarmano, allora le armi dovranno essere tolte loro con la forza, attraverso una collaborazione militare tra Israele e Libano per dare attuazione all'accordo sottoscritto. E allora vedrete come Israele fa presto a disarmarli....
Se poi si vogliono accelerare i tempi, le truppe onu. unifil o volonterose che siano, invece di farsi una vacanza al caldo, salvo lamentarsi se volano sulle loro teste delle bombe, collaborino per disarmare Hetzbollah, distruggere le loro basi e incarcerare i terroristi.
Solo così sarebbe avviata una pacificazione in Medio Oriente che, peraltro, richiederebbe anche la rimozione del regime degli ayatollah per completare l'opera.



lunedì 15 giugno 2026

 Non credo alla buona fede degli ayatollah-

Ieri il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha compiuto 80 anni. Buon Compleanno Donald!
Auguri a chi, come sintetizzò una volta Kissinger, porta ben cinque cappelli, essendo capo degli Stati Uniti, capo del governo degli Stati Uniti, capo delle Forze Armate degli Stati Uniti, capo del suo partito e capo dell'Occidente.
Ed è per quest'ultimo cappello che mi interessa.
Senza gli Stati Uniti e con la manifesta pusillanimità degli attuali governanti delle altre nazioni occidentali (con l'unica attenuante di vivere in un periodo in cui circa la metà degli Occidentali rema contro i propri stessi interessi, per un malinteso senso di espiazione di una colpa, quella di aver diffuso la Civiltà nel mondo, che in realtà è un merito di cui dovremmo oggi incassare i dividendi) l'Occidente sarebbe perso.
Lo dimostra l'assenza in una missione, quella contro gli ayatollah, tesa a rendere più sicuri tutti con l'annientamento di un regime dispotico e integralista e delle sue metastasi terroriste.
Mi sembra triste che si debba sperare in un ottantenne per veder garantito il nostro stesso benessere (leggi: rifornimenti energetici) per il quale i nostri governi non alzano un dito, preferendo farci stringere la cinghia, ridurre il riscaldamento d'inverno, il condizionatore d'estate e aumentando i costi dei rifornimenti.
Abbiamo perso lo spirito che ci fece grandi, come singole Nazioni e Popoli, perseguendo un disegno unitario che non ha capo, nè coda.
Per questo mi auguro che, pur comprendendo quanto potrebbe essere gratificante per il Presidente Trump firmare un accordo con gli ayatollah il giorno del suo ottantesimo compleanno, non vi sia una firma affrettata.
Soprattutto non vi siano firme "a distanza", senza la visione esatta dei testi, perchè il dubbio che mi sorge è che pur di parlare di "pace", i cosiddetti "mediatori", sottopongano testi che, con l'uso di determinate parole ambigue nelle traduzioni in lingue profondamente differenti, possano indurre in errore sui reali contenuti del testo.
E, comunque, condivido quanto ha dichiarato l'ex Segretario di Stato Mike Pompeo, per il quale, qualunque sia l'accordo, gli ayatollah non lo rispetteranno, perchè non ne hanno mai rispettato uno.
Salvare il regime degli ayatollah, non vale una candelina in più sulla torta di compleanno.



domenica 14 giugno 2026

L’ITALIA AGLI ITALIANI: SE DIFENDERE LA PATRIA DIVENTA UNA COLPA

A Cesena, nella "rossa" Emilia-Romagna, due studenti dell’ultimo anno di liceo sono stati condannati a scrivere una tesina "rieducativa" dal titolo "Gli africani siamo noi".

Siamo di fronte a un metodo che ricorda da vicino la rivoluzione culturale maoista o le purghe sovietiche, figlio dello stesso filone oscurantista che secoli fa si esprimeva con i tribunali dell'Inquisizione. Oggi, i paladini del "politicamente corretto" e del cattocomunismo esigono la sottomissione ideologica: chi non si allinea all'agenda dell'immigrazione incontrollata — che sottrae risorse ai nostri cittadini per destinarle a vitto, alloggio e cure per i clandestini — deve essere "rieducato".

Proprio questi ragazzi, però, ci infondono speranza nel futuro.

Con lucidità e coraggio, hanno risposto citando Carducci. Ma la verità più profonda ci arriva da Alessandro Manzoni, che nei suoi versi ci ricorda come l'Italia sia: "Una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor".

Il Patriottismo non è roba da museo

L’Italia ha una storia, una cultura e una tradizione che meritano di essere difese e valorizzate. Essere patriottici non significa odiare qualcuno, ma amare ciò che siamo, ciò che abbiamo costruito nei secoli e ciò che vogliamo trasmettere alle future generazioni.

Nessuna legge sulla cittadinanza facile, nessun tratto di penna burocratico potrà mai rendere italiano chi non lo è nel sangue, nella storia e nella cultura. Finché ci saranno giovani pronti a tenere accesa la fiamma dell'identità, il futuro non sarà del tutto oscuro.

Mio nonno, che nella Prima Guerra Mondiale fece del suo “petto una barriera” contro gli invasori e che nella Seconda si prodigò per la nostra Nazione, oggi si sta rivoltando nella tomba a vedere in che modo viene svenduto il nostro Paese.

Il futuro dell’Italia dipende anche dalla capacità di unire identità e apertura, senza rinunciare a ciò che ci rende unici.

Perché amare il proprio Paese non è mai qualcosa di cui vergognarsi.

Giù le mani dai nostri ragazzi, giù le mani dalla nostra identità. L'Italia appartiene agli Italiani! 🛑👇

#ItaliaAgliItaliani #Patriottismo #Cesena #IdentitàNazionale #Tradizione #LibertàDiPensiero




martedì 9 giugno 2026

 I tre marmittoni

Ieri, a Londra, tre traballanti capi di stato o di governo (Starmer, Mertz e Macron) hanno ricevuto con tutti gli onori lo scaduto presidente ucraino (sono due anni di prorogatio del suo mandato senza che si parli di elezioni).
Dopo lunghe (😒) e ponderate (😧) riflessioni (😂)hanno rilasciato un documento in cinque punti che, praticamente, intima alla Russia di smetterla di fare la prepotente perchè altrimenti ... ci arrabbiamo.
Ma, a differenza di Bud Spencer e Terence Hill che, quando si arrabbiavano, mollavano sganassoni epocali che facevano volare i cattivi da una stanza all'altra, i tre marmittoni, senza la copertura degli Stati Uniti impegnati su questioni più rilevanti come i dossier Cuba e Iran, devono limitarsi ad ululare alla Luna.
Molto bene Giorgia Meloni che, avendo dichiarato in tempi non sospetti che l'Italia mai avrebbe inviato i propri soldati sul terreno del conflitto, non ha partecipato a quella pantomima.
Se i tre marmittoni hanno tanta voglia di menar le mani, perchè non partecipano alla liberazione dello Stretto di Hormuz e alla cacciata degli ayatollah (unica soluzione, perchè qualunque accordo con simili integralisti è destinato a diventare carta straccia dopo un giorno, un mese o un anno): agendo tutti assieme si porrebbe fine molto prima al danno che quel regime porta alle nostre economia ed alla nostra sicurezza.