martedì 24 marzo 2026

 Ma davvero vogliamo far finta di niente? Qui non siamo più alla tragicommedia. Siamo al teatro dell’assurdo.

Dopo anni passati a riempirci la bocca con le battaglie di Silvio Berlusconi, riusciamo nell’impresa storica: farci bocciare la separazione delle carriere… dai nostri stessi elettori. Un capolavoro. Davvero.

Quasi il 18% di voti azzurri per il No. Ma di cosa stiamo parlando? O non abbiamo spiegato nulla, oppure – ed è peggio – non ci crede più nessuno, nemmeno a casa nostra. Avanti coi saltimbanco della malora, di gente che fa solo i Cazzi suoi e niente nei territori per la militanza ed i veri Forzisti.

E allora via con il solito circo: il capro espiatorio di turno diventa Giorgio Mulè. Che avrà pure fatto il fenomeno in tv, ma se sul territorio non si vede nessuno e dico nessuno o pochi valorosi, puoi anche vincere tutte le risse a Piazzapulita… e perdere il Paese reale.

Poi ci raccontano che è colpa degli alleati, di Via Arenula, degli “scivoloni”. Certo, comodo. Peccato che quando un partito spende soldi pubblici, mobilita la famiglia, che magari dovrebbe starsene zitta, si sbandiera una riforma come identitaria… e poi prende una sberla in casa propria, il problema è politico. E sta tutto dentro.

E arriviamo al punto che nessuno vuole dire ad alta voce: la guida di Antonio Tajani. Perché qui non è questione di galateo istituzionale o di standing internazionale. Qui manca la linea, manca il fuoco, manca l’anima.

E mi dispiace dirlo, ma la leadership di Antonio Tajani oggi non può più essere considerata intoccabile. Non perché servano processi sommari, ma perché servirebbe finalmente una guida politica forte, riconoscibile, capace di parlare alla nostra gente senza ambiguità.

 

Forza Italia era un’altra cosa. Era coraggio, era identità, era leadership. Oggi sembra un comitato che prende appunti mentre gli altri decidono.

E la cosa più amara? Che mentre noi litighiamo e cerchiamo alibi, il sogno berlusconiano viene archiviato… non dagli avversari, ma da noi stessi.

Altro che fuoco amico: qui ci stiamo bombardando da soli. E con una precisione che nemmeno i nostri avversari avevano mai avuto.

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