🗳️ IL PARTITO DEGLI
"ETERNI NOMINATI": PERCHÉ FORZA ITALIA HA PAURA DELLE PREFERENZE?
È curioso che chi si autodefinisce "liberale" e
"garante della democrazia" sia poi il primo a tremare davanti
all'idea che i cittadini possano scegliere i propri rappresentanti. Parliamo di
Forza Italia e della solita, stucchevole resistenza alla reintroduzione
delle preferenze nella nuova legge elettorale.
Perché i vertici azzurri dicono ancora una volta NO alla
libertà di scelta degli elettori? La risposta è sotto gli occhi di tutti, ma è
bene metterla nero su bianco:
1. La protezione della "Casta Interna"
Senza preferenze, il Parlamento non è più lo specchio del
Paese, ma un condominio di nominati. I dirigenti attuali, molti dei
quali occupano poltrone da decenni senza aver mai preso un voto individuale sul
territorio, sanno che con le preferenze rischierebbero l'estinzione.
Preferiscono il "listino bloccato": una zona di comfort dove basta
essere fedeli al Capo o al cerchio magico per garantirsi lo scranno.
2. Il terrore del radicamento territoriale e delle
correnti:
Le preferenze costringono a stare tra la gente, a fare i
conti con i problemi reali, a conquistarsi la fiducia palmo a palmo. Per i
vertici romani di FI, è molto più comodo gestire il partito come una sala
d'attesa aziendale, dove le promozioni avvengono per cooptazione e non per
merito elettorale. Chi non ha consenso teme chi il consenso lo ha davvero.
Le preferenze misurano il peso specifico di ogni singolo
politico. Forza Italia, storicamente strutturata come un "partito di plastica"
o partito-azienda fortemente centralizzato, teme che il voto di preferenza
possa frammentare il partito in correnti locali incontrollabili dal centro,
togliendo potere alla segreteria romana.
3. Una leadership che non vuole essere discussa
Se un parlamentare viene eletto con migliaia di preferenze,
ha una forza propria. Ha autonomia. Può dire di no. Un parlamentare
"nominato", invece, è un soldatino che deve la sua carriera
esclusivamente alla firma di chi ha compilato le liste. Dire NO alle preferenze
significa voler mantenere un esercito di esecutori silenziosi, privi di
quel legame diretto con l'elettore che è la base di ogni democrazia sana.
Il paradosso: Chiedono il voto agli italiani in nome
della libertà, ma tolgono agli stessi italiani la libertà di decidere da chi
farsi rappresentare.
Forza Italia sta diventando il partito della
conservazione di se stessa. Finché la selezione della classe dirigente
avverrà nelle stanze chiuse e non nelle urne, non potranno mai definirsi un
partito moderno. È ora di smetterla di aver paura del voto dei cittadini.
Se siete convinti delle vostre idee e del valore dei vostri
dirigenti, perché non lasciate che siano gli italiani a sceglierli?
🗳️ IL PARADOSSO DI FORZA
ITALIA: SE I CITTADINI NON POSSONO SCEGLIERE, CHI RAPPRESENTATE DAVVERO?
Nessun commento:
Posta un commento