giovedì 9 luglio 2015

Renzi suonato come un Pugile

Renzi suonato come un Pugile.
Le ultime sequenze che ho visto nei telegiornali di Renzi, ce lo mostrano con una espressione vacua che si innesta solo quando deve inondarci di parole, per lo più senza capo nè coda, nel tentativo di mascherare quel che i suoi stessi compari europei hanno ben compreso: non c'è nulla dietro quelle parole.
Ormai appare evidente che Renzi ha sfruttato un clima che, da una parte, era ancora sovraeccitato dall'antiberlusconismo eterodiretto, dall'altro aveva toccato dolorosamente di persona cosa volesse dire affidarsi ad un fedele esecutore del Politburo europeo.
Così Renzi appariva distante da ambedue le figure.
Apparentemente proponeva le riforme di Berlusconi, senza possedere i suoi soldi e dall'altra ci garantiva la benevolenza della padrona tedesca senza esserne il burattino.
Invece si è rivelato un autentico, fedele esecutore delle direttive di Berlino, abbandonando la parte migliore del riformismo berlusconiano e limitandosi a galleggiare andreottianamente.
Il nostro debito pubblico è aumentato, assieme alla spesa pubblica, alla disoccupazione, all'immigrazione clandestina e non, alla sudditanza ed al servilismo verso la Merkel ed il Poliburo europeo.
Adesso Renzi è in ambasce.
Se Tsipras otterrà uno sconto rispetto alle condizioni che Berlino voleva imporre, Renzi dovrà spiegarci perchè noi, invece, dobbiamo pagare tutto con le nostre pensioni, i nostri redditi, i nostri rispaemi taglieggiati dal suo governo e dai due suoi sodali che l'hanno preceduto.
E non ci riuscirà.
L'espressione che mostra in televisione, assomiglia sempre più a quella di un pugile suonato, che continua a stare in piedi perchè una voce esterna gli dice di fare questo o quello.
E lui lo fa, senza capire il perchè.
#facciamolarivoluzione
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martedì 7 luglio 2015

Chi crede di essere la Merkel?

Chi crede di essere la Merkel.
La vittoria dei "no" al referendum greco, ben oltre ogni più ottimistica previsione, è uno schiaffo per la Merkel e per tutto il Politburo europeo.
In particolare la cancelliera tedesca sembra averla presa male e, come Salomè ottenne da Erode Antipa la testa di Giovanni Battista, così la cara Anghela di Renzi ha ottenuto la testa del ministro delle finanze greco Varoufakis.
Non credo che la Merkel abbia danzato per Tsipras (avrebbe solo ottenuto l'effetto contrario ...) ma che il ministro la cui politica finanziaria ha ottenuto una schiacciante vittoria popolare, sia costretto a dimettersi per consentire al suo governo di intavolare trattative senza ostracismi personali, la dice molto, ma molto lunga sul travisamento del concetto di democrazia esistente nell'unione sovietica europea.
La Merkel e i suoi sottopancia dai roboanti (e ben remunerati) incarichi trattano il prossimo come sudditi e male ha fatto la Grecia ad accettare il diktat che ha costretto Varoufakis alle dimissioni.
Tu Merkel tratti con il rappresentante del popolo greco (o italiano o spagnolo o ungherese) senza permetterti di imporne la sostituzione.
Detto questo è evidente che Tsipras adesso mostra la paura di chi ha osato troppo, pur uscendone vittorioso.
Vuole trattare, vuole un accordo, vuole presentarsi al suo popolo con qualcosa in mano.
Dall'altra parte la logica vorrebbe che gli si consentisse di salvare la faccia con un accordo che tenga la Grecia in condizioni di semischiavitù, ma con qualche piccolo regalino perchè non scoppi la rivolta, quella vera e non solo quella nelle urne.
A noi, che non siamo Greci, interessa invece l'effetto politico della ribellione alla Merkel ed al suo Politburo.
Interessa la preoccupazione dell'America spuria dell'amministrazione Obama e interessano le prospettive che si possono aprire per il nostro futuro.
Non sono sicuro che in Italia un referendum similare, sull'euro come chiedono Salvini e Grillo, possa ottenere lo stesso successo.
Siamo la patria del "tengo famiglia", dei mammoni in s.p.e. e come si è già visto con il ribaltone contro Berlusconi nel 2011, ci sono troppi, anche tra le cariche istituzionali, che invece di perseguire l'interesse dell'Italia e degli Italiani, sono proni ai voleri delle consorterie finanziarie europee incarnate dalla Merkel e dal Politburo di Bruxelles.
Ciononostante credo si debba provare ad ottenere un voto, generalizzato in tutta la unione.
Un voto che ci consenta di decidere, sia pur con quindici anni di ritardo, se vogliamo la moneta da sudditi (l'euro) o se vogliamo la moneta degli Uomini Liberi (la Lira).
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domenica 5 luglio 2015

OXI, N€IN, NO !

OXI, N€IN, NO !
Duemilacinquecento anni fa i Greci salvarono l'Occidente dalla invasione persiana.
Oggi i Greci moderni, pur ben diversi, imbastarditi,contaminati dall'oriente, rispetto  agli opliti  ateniesi del tempo, dagli eroi spartani delle Termopilo e anche dagli achei che conquistarono e distrussero Troia,  possono rinnovare la salvezza per tutti noi contro la arrogante tirannia dei ragionieri teutonici e delle consorterie finanziarie internazionali.
I Valori valgono un sacrificio economico o ?
Certamente si, quindi i Greci riscattino secoli di decadenza e grigiore,votando NO !

venerdì 3 luglio 2015

Buttiamo via la legge Severino

Buttiamo via la legge Severino.
Che la legge Severino fosse, per dirla educatamente alla Fantozzi, una cagata pazzesca, lo si sapeva dall'inizio.
Il clima da Terrore in cui fu scritta, il clima politico che tentava di cancellare venti anni di Storia Patria e l'interesse dei piccoli omuncoli che si coalizzarono contro Berlusconi ma ebbero bisogno della strategia e degli appoggi stranieri per eliminarlo da Palazzo Chigi, attestano che la legge Severino non ha diritto di esistere nel nostro ordinamento, nè altrove.
Ieri De Luca, neoeletto presidente della Campania, ha ottenuto la sospensiva, dimostrando in pratica che la Severino resta solo una miserabile invenzione ad personam, contro Berlusconi (non sono certo rilevanti i piccoli amministratori di piccoli comuni).
Ma c'è una ragione morale, di gran lunga superiore ad ogni altra considerazione politica, che ci dice che la Severino debba solo essere buttata nella tazza tirando lo sciacquone finchè non sarà completamente scomparsa.
La Severino pretende di sostituire una legge, un magistrato, un decreto governativo alla volontà del Popolo.
Se il Popolo elegge qualcuno, quel qualcuno ha ogni diritto e titolo di rappresentarlo e questo finchè il Popolo continuerà a votarlo.
Nulla è superiore alla volontà del Popolo ed è bene che tutti ce lo si metta in testa.
Quelli che cercano di ribaltarne i voleri con interventi modificativi degli assetti usciti dalle urne, ma anche il Popolo stesso che, quando avrà piena consapevolezza della sua Sovranità, reagirà duramente e con determinazione contro chiunque volesse conculcargliela.
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