lunedì 1 settembre 2025

La vera minaccia ha gli occhi a mandorla

Tra le tante verità storiche tramandate e, col tempo, arricchite da abbellimenti o invenzioni, vi è quella legata alla conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453: data che segna la fine dell’Impero Romano d’Oriente, ormai romano solo di nome.
Si narra che, durante l’assedio finale, i vertici politici e religiosi dell’Impero, invece di cercare soluzioni concrete per rompere l’assedio e salvare la città (e le loro vite), si perdessero in discussioni teologiche e filosofiche prive di utilità pratica.

Da qui l’origine dell’espressione “discutere sul sesso degli angeli”, che rimanda a dibattiti oziosi, lontani dalla realtà e dai problemi urgenti.

Le nuove dispute dell’Occidente

Oggi, in Occidente, ci troviamo in situazioni simili.
Si parla di un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina, mentre in parallelo alcuni governi fomentano l’odio contro Israele, accusandolo di genocidio e invocando sanzioni ed embarghi. Si dimentica però che Israele combatte da decenni contro organizzazioni terroristiche che compiono attentati, dirottamenti, stragi. sta facendo pulizia dei terroristi (non solo Hamas, ma ha anche decapitato gli Houthy che lanciano missili contro le navi occidentali nel Mar Rosso e quasi liquidato le partite Hetzbollah, aiutando l'indipendenza del Libano e Iran, aiutando il mondo intero) straparlando di genocidio, di sanzioni, di embarghi, dimenticando che Israele è la vittima di una banda di terroristi che da 80 anni dirottano, fanno attentati, omicidi e stragi.

L’avanzata dei Brics

Mentre l’Occidente si divide in dispute ideologiche, altri Paesi si organizzano.
Le nazioni riunite nel gruppo Brics, oggi allargato e riunito a Shanghai, si muovono in modo apertamente ostile. Tra di esse vi sono stati che un tempo guardavano a noi come modello e che ora, a causa degli errori diplomatici occidentali, hanno trovato rifugio nell’abbraccio cinese.

Russia e India, pur avendo poco in comune con Cina, Cuba o Corea del Nord, siedono al tavolo di Shanghai. Questo perché l’Occidente ha negato loro quel rispetto che invece riserva a mode ideologiche interne, indebolendo ulteriormente sé stesso.

Cosa dovrebbe fare l’Occidente

Un esempio viene dall’Italia: se il governo Conte aveva aperto alla Via della Seta, l’esecutivo Meloni ha fatto marcia indietro, seppur tardivamente. Ma serve di più.
Occorre introdurre dazi mirati contro i prodotti cinesi realizzati in condizioni di lavoro e sicurezza inesistenti, che creano una concorrenza sleale verso le nostre economie.

È necessario abbandonare politiche ideologiche come l’ambientalismo radicale, che aumentano i costi e che i Brics non applicano, senza vantaggi reali.

I nostri governi devono capire che il vero pericolo per la libertà e la stabilità dell’Occidente non viene da Mosca – che storicamente guarda a noi – ma da Pechino.

 


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