La vera minaccia ha gli occhi a mandorla
Tra le tante verità storiche tramandate e, col tempo,
arricchite da abbellimenti o invenzioni, vi è quella legata alla conquista di
Costantinopoli da parte dei Turchi nel 1453: data che segna la fine dell’Impero
Romano d’Oriente, ormai romano solo di nome.
Si narra che, durante l’assedio finale, i vertici politici e religiosi
dell’Impero, invece di cercare soluzioni concrete per rompere l’assedio e
salvare la città (e le loro vite), si perdessero in discussioni teologiche e
filosofiche prive di utilità pratica.
Da qui l’origine dell’espressione “discutere sul sesso degli
angeli”, che rimanda a dibattiti oziosi, lontani dalla realtà e dai problemi
urgenti.
Le nuove dispute dell’Occidente
Oggi, in Occidente, ci troviamo in situazioni simili.
Si parla di un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in
Ucraina, mentre in parallelo alcuni governi fomentano l’odio contro Israele,
accusandolo di genocidio e invocando sanzioni ed embarghi. Si dimentica però
che Israele combatte da decenni contro organizzazioni terroristiche che
compiono attentati, dirottamenti, stragi. sta facendo pulizia dei terroristi
(non solo Hamas, ma ha anche decapitato gli Houthy che lanciano missili contro
le navi occidentali nel Mar Rosso e quasi liquidato le partite Hetzbollah,
aiutando l'indipendenza del Libano e Iran, aiutando il mondo intero)
straparlando di genocidio, di sanzioni, di embarghi, dimenticando che Israele è
la vittima di una banda di terroristi che da 80 anni dirottano, fanno
attentati, omicidi e stragi.
L’avanzata dei Brics
Mentre l’Occidente si divide in dispute ideologiche, altri
Paesi si organizzano.
Le nazioni riunite nel gruppo Brics, oggi allargato e riunito a Shanghai, si
muovono in modo apertamente ostile. Tra di esse vi sono stati che un tempo
guardavano a noi come modello e che ora, a causa degli errori diplomatici
occidentali, hanno trovato rifugio nell’abbraccio cinese.
Russia e India, pur avendo poco in comune con Cina, Cuba o
Corea del Nord, siedono al tavolo di Shanghai. Questo perché l’Occidente ha
negato loro quel rispetto che invece riserva a mode ideologiche interne,
indebolendo ulteriormente sé stesso.
Cosa dovrebbe fare l’Occidente
Un esempio viene dall’Italia: se il governo Conte aveva
aperto alla Via della Seta, l’esecutivo Meloni ha fatto marcia indietro, seppur
tardivamente. Ma serve di più.
Occorre introdurre dazi mirati contro i prodotti cinesi realizzati in
condizioni di lavoro e sicurezza inesistenti, che creano una concorrenza sleale
verso le nostre economie.
È necessario abbandonare politiche ideologiche come
l’ambientalismo radicale, che aumentano i costi e che i Brics non applicano,
senza vantaggi reali.
I nostri governi devono capire che il vero pericolo per la
libertà e la stabilità dell’Occidente non viene da Mosca – che storicamente
guarda a noi – ma da Pechino.

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