sabato 22 novembre 2025

 La responsabilità è personale, non di un genere né della società-

Ho taciuto a lungo, per rispetto verso il dolore di chi ha visto strappare ai propri affetti delle persone care. Tuttavia, dopo aver ascoltato la dichiarazione della madre di una vittima che, commentando una durissima condanna all’ergastolo dell’omicida, attribuisce colpe “alla società”, mi sento nel pieno diritto di contestare questa affermazione. Colgo anche l’occasione per criticare quelle dichiarazioni – soprattutto da parte di certi uomini – che pretendono di parlare, impropriamente e senza alcun titolo, a nome dell’intero genere maschile, autoflagellandosi forse per captatio benevolentiae, per poi farsi incoronare come il prototipo del “maschio sottomesso” che alcune femministe vorrebbero imporre come nuovo modello universale.
Approfitto inoltre per dichiararmi totalmente contrario alla legge attualmente in votazione in Parlamento, che ha ottenuto l’unanimità (!!!) alla Camera, e che introduce la formula del “consenso libero e attuale”: un’espressione che fa rabbrividire e che, evidentemente, è sfuggita al buon senso dei deputati.
Si tratta infatti di un’inversione dell’onere della prova che viola apertamente la Costituzione — in altre circostanze elevata a idolo intoccabile — poiché rende l’imputato responsabile di dimostrare la propria innocenza anziché obbligare l’accusa a fornire prove della colpevolezza.
Ma, soprattutto, rappresenta una vera e propria probatio diabolica: le interpretazioni più diffuse di quella formula sostengono che “attuale” significhi per l’intera durata del rapporto.
Ma come si può pretendere una cosa simile?
E come ci si regola in situazioni in cui, magari dopo venti o trent’anni, riappare qualche soubrette mancata che tenta di spillare denaro a un vecchio amante divenuto nel frattempo una figura di rilievo, magari politica (ma non solo)?
Assistiamo a una deriva civile e morale che stravolge non solo il diritto — che, essendo solo un pezzo di carta trasformato in legge, può essere modificato o ribaltato in qualsiasi momento, non appena cambia il vento — ma anche il più elementare buon senso.
Responsabile di un omicidio o di un atto di violenza è chi lo commette, non il suo genere di appartenenza (ovviamente solo se si tratta di un Uomo Bianco, poiché quando l’autore è un immigrato si sprecano le giustificazioni incentrate sul “poverino”; mentre gli omicidi commessi da donne vengono spesso declassati e rapidamente dimenticati!) e tantomeno la società.
Meno male che alla mia età ho perso tanta velleità da gallo cedrone...



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