Accise, prezzi, petrolio e dintorni: la solita commedia dei doppi pesi-
Siamo all'ennesimo "ballo di San Vito" sull'aumento dei carburanti-Facciamo un breve ripasso:
Con il Governo Draghi, la benzina era schizzata stabilmente sopra i 2 euro al litro nonostante la riduzione temporanea delle accise. Eppure, nessuno osava fiatare o sollecitare il "Fenomeno".
Con il Governo attuale, il Mercato ha vissuto le sue naturali oscillazioni: petrolio e derivati hanno registrato puntualmente rialzi e ribassi.
La differenza? Tutta politica e mediatica.
Quando il prezzo sale, assistiamo all'immancabile agitazione isterica di una pletora di personaggi, associazioni e partiti che non aspettano altro che un pretesto per dare segnali di vita. Quando poi l'aumento rientra — perché così decreta il Mercato — cala puntualmente il silenzio.
Il risultato di questo meccanismo è perverso: all'osservatore distratto arrivano solo gli ululati dei rincari, dando l'illusione di un aumento perpetuo. Ma se fosse davvero così, oggi saremmo ben oltre i tre euro al litro, non sempre a cavallo dei due.
Quale sarebbe la strada maestra?
Abolire le accise, tutte e per sempre.
Ma una scelta del genere richiederebbe tagli di spesa drastici e coraggiosi. Bisognerebbe recidere i finanziamenti a fondo perduto:
Zero contributi a chi gestisce il business dei clandestini;
Stop ai fondi a pioggia per il cinema e i giornali;
Taglio a tutte le iniziative assistenziali che non portano alcun ritorno economico.
Una via oggi impraticabile, proprio perché una stampa schierata non ne spiegherebbe la bontà, ma scatenerebbe l'ennesima campagna di propaganda. E così ci troviamo costretti ad affrontare gli aumenti in attesa dei successivi cali, sapendo che le oscillazioni non dipendono dal nostro Governo, ma da un contesto internazionale incancrenito.
La vera geopolitica del prezzo del carburante
Se proprio vogliamo muovere una critica al Governo, è quella di non agire con maggior decisione sul piano internazionale al fianco di alleati chiave come Stati Uniti ed Israele per accelerare la fine dei conflitti.
Cosa si potrebbe fare?
Mettere a disposizione le nostre basi senza restrizioni geopolitiche.
Inviare risorse sul teatro di guerra per azzerare, insieme alle altre nazioni colpite, la minaccia Houthi nel Mar Rosso e garantire il regolare flusso del petrolio.
Lasciare liberi gli alleati di neutralizzare la minaccia iraniana.
Accelerare la fine delle ostilità farebbe crollare il costo dei carburanti alla radice, senza dover prosciugare il bilancio dello Stato con i tagli alle accise.
La domanda però sorge spontanea: se il Governo facesse una scelta così forte e pragmatica per abbassare i prezzi, chi oggi ulula per qualche centesimo in più alla pompa avrebbe il coraggio di sostenerla?

Nessun commento:
Posta un commento