venerdì 31 luglio 2026

 IL RIARMO È NECESSARIO: SULLA DIFESA SERVE REALISMO, NON IDEOLOGIA-

Sulla questione del fondo "SAFE" mi sembra che il Centrodestra si stia incartando sul nulla.
La domanda a cui rispondere è una sola: oggi l’Italia è in grado di difendersi in caso di un attacco da parte di un nemico esterno (come ad esempio l'Iran)?
La risposta, purtroppo, è NO.
Abbiamo Forze Armate composte da ottimi professionisti, ma pensate per una guerra di tipo tradizionale. Se un esercito invasore provasse a occupare il nostro territorio a terra, probabilmente saremmo in grado di contenerlo — anche se reintrodurre la leva obbligatoria per creare una riserva strategica sarebbe quantomeno opportuno, visto che nelle guerre d'usura contano anche i numeri.
Ma i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente ci insegnano una realtà ben diversa: oggi le guerre si combattono prima di tutto con tecnologia, droni e missili.
Se venissimo attaccati con queste modalità, avremmo i sistemi per evitare distruzioni immani? Potremmo rispondere con adeguata efficacia?
La risposta è ancora una volta NO.
Per questo è fondamentale e corretto aumentare con gradualità la spesa per la Difesa, acquistando sia armi tradizionali sia tecnologie avanzate, difensive e offensive.
Ma con quali soldi?
Se i miliardi dell'UE tramite il SAFE sono prestiti condizionati a tassi variabili, allora ha ragione la Lega: lasciamoli dove sono, evitiamo di indebitarci solo per fare un favore a Bruxelles.
Se invece fossero contributi a fondo perduto (sullo stile PNRR), andrebbero presi subito.
L'alternativa vera e sostenibile esiste: emissione di titoli di Stato dedicati a lunga scadenza. È sempre debito pubblico, certo, ma con un grande vantaggio: gli interessi restano all'interno della Nazione, pagati a cittadini e imprese italiane che investono nella sicurezza del proprio Paese.
Accedere al fondo SAFE solo per fare un favore (costosissimo) all'Unione Europea non ha alcun senso. La priorità deve essere la vera difesa dell'Italia.



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