Tutti contenti in Calabria?-
martedì 29 settembre 2026
domenica 27 settembre 2026
🔥 PERCHÉ IL SILENZIO SULLE TRIVELLE IN VENETO ED IN ITALIA È PURA IPOCRISIA 🔥
Siamo di fronte a una situazione economica ed energetica
inaccettabile, con famiglie e imprese soffocate dal carovita e dalle bollette.
Eppure, continua il solito "teatrino" ideologico di chi dice NO a
prescindere.
Parlare delle trivellazioni e dell'estrazione di gas nei
giacimenti del Veneto (e in tutto il territorio nazionale) non è una colpa: è
un dovere verso il Paese!
E mentre in Croazia vanno alla grande
con la trivellazione, noi facciamo proclami.
Ecco la verità che molti fingono di non vedere:
👉 La realtà sulla
subsidenza: Chi invoca la paura della subsidenza in Veneto spesso dimentica
che oggi esistono tecnologie all'avanguardia, monitoraggi satellitari continui
ed estrazioni offshore o in sicurezza a profondità che non hanno nulla a che
vedere con gli errori del passato. Usare lo spauracchio del territorio che si
abbassa per bloccare tutto è pura propaganda, smentita dalla scienza moderna.
👉 L'ipocrisia
ambientalista: Farsi paladini dell'ecologia a parole è facile, ma importare
il gas da paesi lontani — spesso trasportato con navi e navi che inquinano il
doppio — non salva il pianeta, sposta solo il problema da un'altra parte e ci
fa pagare il triplo. 👉 Il populismo sulla
pelle delle famiglie: Chi continua a bloccare la ricerca e l'estrazione del
nostro gas lascia i cittadini, le famiglie e i lavoratori ad arrangiarsi,
preferendo la propaganda politica al benessere reale delle persone. 👉
Indipendenza ed sovranità energetica: Utilizzare e cercare le nostre
risorse energetiche significa abbassare i costi della bolletta, creare posti di
lavoro locali e smettere di dipendere dai ricatti economici esteri.
È ora di finire con le favole ideologiche e guardare alla
realtà della situazione.
SÌ alle trivelle, SÌ all'energia italiana, SÌ al futuro
delle nostre famiglie! 💪⚡
#Energia #Veneto #Trivelle #AutonomiaEnergetica
#StopIpocrisia #Sviluppo #Italia
lunedì 21 settembre 2026
sabato 19 settembre 2026
NON È MAI TROPPO TARDI-
Il Ministro Crosetto non ha la mia fiducia. Non ne condivido
il "matrimonio" con Zelensky, l'ostilità alla Russia, l'avversione a
Vannacci, né il divieto agli Stati Uniti di utilizzare le basi in Italia per le
missioni contro gli ayatollah. Da ultimo, ho provato totale repulsione per il
suo panegirico della Bonino.
Ma se dice — e spero faccia — qualcosa di utile, ha la mia
totale approvazione e il mio sostegno. Sarebbe ora che facessimo i nostri
interessi!
Così, massimo supporto se mette la faccia per dire che,
indipendentemente da quello che deciderà la burocrazia dell'Unione Europea, la
nostra Marina Militare garantirà la navigazione nel Mar Rosso alle navi
commerciali italiane.
Non è mai troppo tardi per capire che l'unica vera politica
per disinnescare i continui aumenti dei costi dell'energia e dei carburanti —
che di questo passo ci affosseranno — è annientare gli ayatollah e i loro
alleati: Houthi, Hezbollah e Hamas.
Non siamo ancora giunti al punto di affiancare Stati Uniti e
Israele in un'azione concertata per porre fine alla guerra alle nostre
condizioni, ma decidere scorte militari unilaterali alle nostre navi (sia pur
solo nel Mar Rosso e non ancora a Hormuz) è un primo, significativo passo.
Anche perché suppongo che il "Napoleone fallito"
di Parigi non vorrà essere da meno e potrebbe rilanciare con ulteriori
iniziative di intervento, risvegliando magari la vecchia e sonnacchiosa Europa.
Mi auguro solo che non si sia trattato di un isolato momento
di lucidità del nostro Ministro e che alle parole seguano i fatti. Confido che
abbia capito anche lui — come già Renzi dopo la stoccata della Meloni
sull'abolizione del bollo auto — la differenza abissale che c'è tra
l'annunciare e il fare.
giovedì 17 settembre 2026
I quotidiani, oggi, pubblicano simulazioni, in base agli
ultimi sondaggi, su come andrebbero le elezioni con la nuova legge elettorale
(se sarà approvata dalla Camera nello stesso testo del Senato).Con Futuro
Nazionale a pieno titolo nel Centro Destra, si vince a mani basse, senza si
perde senza speranza. E' qualcosa che tutti noi Elettori di Centro Destra
avevamo compreso da tempo, infatti leggo su X quasi costantemente di inviti per
un Centro Destra unito, a parte qualche "duro e puro", sia tra i
sostenitori di FdI, Lega e FI che tra quelli di FN, che vorrebbe andare alla
onorevole sconfitta (ma forse si tratta solo di infiltrati che fingono di
essere di una parte per dare consigli fraudolenti). Aggiungo anche che il
Centro Destra integrato con Futuro Nazionale a pieno e legittimo titolo di
partner, vincerebbe con qualsiasi legge elettorale, anche se è in malafede chi
critica questa legge, sapendo che è comunque migliore di quella esistente con
la quale si andrebbe al voto se alla Camera tornassero i franchi tiratori (del
resto anche avere "solo" il 43% di eletti con le preferenze è, ictu
oculi, meglio che avere il 100% di eletti per nomina in liste bloccate!).Inoltre
la sinistra saprebbe di non avere alcuna speranza e questo la stimolerebbe ad
evitare le ambiguità di una unità fittizia, mentre se il Centro Destra
escludesse Vannacci (o questo si escludesse volontariamente) la sinistra
sarebbe incentivata a passar sopra alle differenze, creando i presupposti per
una vittoria solo parlamentare e un caos nelle successive scelte governative,
sulle quali troverebbero coesione solo in tema di tasse (per pagare le paturnie
di ogni singolo componente la composita maggioranza) e di deriva etica e
morale. A mio avviso lo sanno anche la Meloni, Salvini, Tajani e Vannacci, dai
quali mi aspetto una intelligente azione per dare soddisfazione al loro
Elettorato che merita di veder continuare anche per il prossimo quinquennio
l'esperienza di governo della Meloni. Per parte nostra non possiamo che
esercitare una "moral suasion", scrivendo commenti e indirizzando
lettere ai suddetti leaders, perchè evitino di impuntarsi su quelle
"questioni di principio", dannose anche nei piccoli condomini di provincia,
figuriamoci per governare una grande Nazione come l'Italia.
IL CENTRODESTRA CHIEDA AI SUOI ELETTORI SE VOGLIONO VANNACCI
IN COALIZIONE. (O perdere…)
mercoledì 16 settembre 2026
Riforma elettorale: ennesima occasione persa.
venerdì 11 settembre 2026
La Riforma elettorale approvata: cambia tutto (o quasi). Ma cosa significa davvero quando andremo a votare?
giovedì 3 settembre 2026
Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare (promossa dall'Associazione Luca Coscioni) sul suicidio medicalmente assistito con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti. Un esito storico che rende il Veneto la prima Regione a guida centrodestra in Italia a dotarsi di questo provvedimento.
Ma al di là del tema etico, sul quale ognuno è libero di
avere la propria posizione, c'è un dato politico che non può essere ignorato.
LA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA SI È SPACCATA
Il voto ha evidenziato profonde fratture ideologiche e
strategiche sia nella maggioranza di centrodestra che nelle singole forze
politiche:
- Lega
e Sinistra insieme per il Sì: Sotto la spinta e l'aperta condivisione
di Luca Zaia e dell'ala legata alla sua linea, l'ampia maggioranza della
Lega e della lista Zaia Presidente ha unito i propri voti a quelli
di PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e gruppi civici
d'opposizione. Per il Carroccio locale la scelta è stata rivendicata come
"un atto di libertà e di civiltà" basato sul rispetto delle
decisioni individuali nelle sofferenze estreme.
- La
posizione di Forza Italia e del gruppo misto: Mentre a livello
nazionale il partito di Tajani sostiene l'incompetenza delle Regioni sulla
materia, in aula si è registrato un quadro variegato: la maggior parte
della delegazione azzurra ha optato per l'astensione strategica,
affiancata da consiglieri "transfughi" o passati di recente tra
le fila di FI da altre liste (i cosiddetti "saltimbanchi" o
trasformisti dell'Aula), che in diversi casi hanno votato a favore in
aperto contropiede rispetto alle direttive nazionali.
- Fratelli
d'Italia e Futuro Nazionale al No convinto: FdI e la formazione di Futuro
Nazionale hanno votato in modo compatto contro il provvedimento. Per
l'ala conservatrice della coalizione, la vita non è un bene disponibile e
le istituzioni devono investire sul potenziamento delle cure palliative e
dell'assistenza, piuttosto che codificare percorsi di fine vita.
Le complicazioni attuative: QUESTA NON È UNA "LEGGE
NAZIONALE SUL FINE VITA"
Ed è forse questo l'aspetto che merita maggiore
attenzione.
L'attuazione pratica della legge veneta si scontra con una
serie di rigidità giuridiche e operative legate all'assenza di un quadro
nazionale:
- I
limiti di competenza legislativa: Una Regione può normare soltanto gli
aspetti organizzativi e procedurali del Servizio Sanitario
Regionale (tempi di risposta, istituzione dei comitati etici, reperibilità
dei farmaci). Non può invece intervenire sui profili di diritto penale
(art. 580 c.p. sull'istigazione o aiuto al suicidio) né definire la
nozione legale dei diritti della persona.
- L'effetto
"patchwork" sanitario: Senza una legge dello Stato,
l'accesso al suicidio assistito varia a seconda della regione di
residenza. Se il Veneto stabilisce tempi certi e percorsi trasparenti per
le verifiche sanitarie, nelle regioni limitrofe i pazienti rimangono
bloccati nelle pieghe delle burocrazie sanitarie e dei cavilli giudiziari.
- Il
rischio di ricorso del Governo: Trattandosi di materie eticamente
sensibili e al confine tra Sanità e Giustizia, la legge approvata rischia
un'impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale da parte del Governo centrale
per eccesso di competenza.
- L'obiezione
di coscienza e l'organizzazione clinica: Resta complessa la gestione
concreta nei reparti: il personale sanitario mantiene il pieno diritto
all'obiezione di coscienza, costringendo le Il voto sul fine vita: il
centrodestra veneto si spacca. E la Lega sceglie di votare con la sinistra
Un voto destinato a lasciare una
traccia politica importante
