Tutti contenti in Calabria?-
Il grande elefante nella stanza di cui nessuno vuole parlare nelle stanze dei partiti ha un nome chiaro: il 22,34% di affluenza.Mentre nei comitati elettorali ci si affanna a rivendicare "vittorie schiaccianti" o "ottime tenute percentuali", la realtà matematica delle suppletive a Reggio Calabria è che quasi 8 elettori su 10 hanno scelto di restare a casa. Più del 77% della popolazione del collegio ha opposto un rifiuto silenzioso ma devastante alla classe politica locale. La mappa del distacco: quando il voto diventa un’eccezione. Se si analizzano i numeri reali nei singoli comuni, l'illusione della partecipazione crolla definitivamente: Sotto la soglia minima: In centri simbolo della Locride e dell'area grecanica come Platì (4,35%), Mammola (4,72%) e San Luca (7,15%), le urne sono rimaste letteralmente deserte. I grandi centri al minimo storico: Anche nei comuni con maggiore densità abitativa la disaffezione è totale: Siderno (16,30%), Locri (20,92%), Villa San Giovanni (22,10%) e la stessa Reggio Calabria (28,52%). Il crollo rispetto al passato: Rispetto alla precedente consultazione politica nel medesimo ambito (già caratterizzata da una partecipazione ridotta al 49,40%), la partecipazione si è dimezzata, registrando un calo netto di oltre 27 punti percentuali. Perché la politica finge di non vedere?Il trionfalismo della politica di fronte a questi numeri svela un corto circuito democratico preoccupante:Autoreferenzialità e apparati: AI partiti attuali non serve più mobilitare la maggioranza del paese reale. Baste muovere le sole truppe camellate, i fedelissimi e le reti di clientela per conquistare un seggio parlamentare.Il rifiuto dei "dinosauri": L'astensione di massa in Calabria non è pigrizia o disinteresse civico; è una precisa protesta passiva. Un elettorato stanco delle solite dinamiche di potere, dei soliti nomi paracadutati o riciclati e di promesse elettorali puntualmente disattese.La crisi della rappresentanza: Rappresentare un territorio quando a votare è solo un quinto degli aventi diritto trasforma il mandato elettivo in un puro formalismo contabile, del tutto privo di legittimazione popolare diffusa. Gongolare sui dati percentuali ottenuti sul totale dei voti validi ignorando l'abisso dell'astensione significa rifiutarsi di guardare la realtà: la democrazia sul territorio non sta soffrendo, si sta spegnendo per inedia. Ho sempre combattutto i dinosauri...al punto di esserlo pure io-
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