Sabato a Charleroi in Belgio un terrorista con un machete ha cercato di entrare nella stazione di polizia, inneggiando all'Islam, ferendo gravemente al volto un'agente, lievemente una seconda e finendo abbattuto da una una terza che ha impugnato la pistola e ha fatto fuoco.
Il livello mentale di quel soggetto è già rappresentato nel suo voler attaccare una stazione di polizia con un machete, ma l'insegnamento per tutti noi è che se i terroristi o comunque i criminali in genere, si trovassero ad affrontare una popolazione armata, farebbero meno danni, avrebbero meno possibilità di uccidere, ferire, perchè sarebbero abbattuti prima.
Ho già proposto l'interrogativo di cosa sarebbe accaduto a Nizza se il motociclista che aveva affiancato il tir del terrorista avesse avuto la possibilità di sparare al criminale invece di inveire a mani nude.
Probabilmente ci sarebbero stati dei morti, ma molto, molto meno di quelli poi registrati.
A Charleroi si è evitata una strage perchè è stata attaccata una stazione di polizia con agenti armati, ma se il terrorista avesse menato fendenti del suo machete tra la folla ?
Quanti sarebbero morti prima dell'arrivo di un agente armato che potesse abbatterlo, visto che in Belgio, come in Italia, vige il politicamente corre(o)tto contro le armi ?
Eppure gran parte della nostra popolazione ha svolto il servizio militare, risultando addestrata a sparare con diversi tipi di arma.
Ci vuole molto ad autorizzare i cittadini di nazionalità Italiana (cioè i "vecchi" Italiani, non quelli "nuovi" ai quali sarebbe anche il colmo affidare armi) che abbiano svolto il servizio militare e si presentino regolarmente al poligono, a portare legittimamente armi per la difesa propria e degli altri connazionali ?
Ci vuole molto a ripristinare il servizio di leva obbligatorio che, oltre ad essere una palestra educativa per giovani troppo spesso abbandonati ai superficiali messaggi di una vita virtuale nei computer, rappresenterebbe una adeguata istruzione all'uso delle armi per la difesa costante della nostra Civiltà ?
Evidente ci vuole molto sì e si preferisce affidarsi allo stellone italico, nella speranza che i matti si sfoghino altrove.
Ma anche se non avremo attentati come quello di Nizza, perchè dobbiamo sempre subire rapine, scippi, furti nelle case, senza avere la possibilità di reagire ?
lunedì 8 agosto 2016
venerdì 5 agosto 2016
Promesse di denaro
Ieri per radio hanno parlato del servizio civile.
Credevo che dopo l'abolizione del Servizio Militare di Leva Obbligatorio, anche il servizio civile, nato per i renitenti che amavano farsi definire "obiettori di coscienza" fosse stato abolito.
Invece scopro che c'è ancora e che drena denaro e che Poletti, ministro del lavoro, avrebbe promesso di incrementare gli investimenti.
A parte la considerazione, già fatta in passato (e che riprenderò magari al mio prossimo ritorno quando potrà di nuovo più facilmente scrivere con una tastiera vera e non su quella virtuale del tablet) che sarebbe da riproporre il servizio di leva obbligatorio che potrebbe rappresentare quella Guardia Nazionale idonea a rendere più sicure le nostre città, le nostre famiglie, le nostre proprietà e le nostre vite, mi sono domandato dove li trovino tutti quei soldi che promettono a destra e a manca (più a manca che a destra).
Mi risulta che dopo oltre due anni di Renzi il debito pubblico sia aumentato fino a 2300 miliardi (con Berlusconi eravamo sotto i 2000) , che l'economia non sia affatto in ripresa (veggasi questione sofferenze bancarie) e allora da dove li tirano fuori quei soldi ?
I casi sono due.
O prima se li intascavano loro e adesso, costretti dalla montante protesta (sin troppo pacifica) popolare, si sono decisi a lasciarne una piccola parte da distribuire alle clientele (dubito, però, che arrivino a tale sottigliezza ...) oppure fanno altri debiti (ecco la famigerata "flessibilità" che Renzi chiede ad ogni riunione europea come un disco rotto).
Ma fare altri debiti significa che, poi, qualcuno dovrà pagarli e poichè non mi risulta che Renzi, la Boschi e Poletti (ma anche la Boldrini, Grasso, Mattarella e compari) abbiano prestato fidejussioni personali per garantire, con il patrimonio loro e delle loro famiglie, ogni aumento del debito pubblico, a pagare saremo sempre e solo noi.
Sarebbe ora di dire basta a questi sperperi clientelari e che si cominci veramente a pagare i debiti, stringendo la cinghia come farebbe qualsiasi famiglia indebitata.
Ma a rinunciare a qualche cosa la sinistra non ci pensa proprio, dovrebbe andare a lavorare !, come dimostra la gazzarra provocata in parlamento contro la proposta grillina di dimezzare gli stipendi dei parlamentari.
Mandiamoli a casa noi con un bel NO al referendum costituzionale che costringerà Renzi a dimettersi e Mattarella a sciogliere il par,amento, mandando tutti a casa.
Credevo che dopo l'abolizione del Servizio Militare di Leva Obbligatorio, anche il servizio civile, nato per i renitenti che amavano farsi definire "obiettori di coscienza" fosse stato abolito.
Invece scopro che c'è ancora e che drena denaro e che Poletti, ministro del lavoro, avrebbe promesso di incrementare gli investimenti.
A parte la considerazione, già fatta in passato (e che riprenderò magari al mio prossimo ritorno quando potrà di nuovo più facilmente scrivere con una tastiera vera e non su quella virtuale del tablet) che sarebbe da riproporre il servizio di leva obbligatorio che potrebbe rappresentare quella Guardia Nazionale idonea a rendere più sicure le nostre città, le nostre famiglie, le nostre proprietà e le nostre vite, mi sono domandato dove li trovino tutti quei soldi che promettono a destra e a manca (più a manca che a destra).
Mi risulta che dopo oltre due anni di Renzi il debito pubblico sia aumentato fino a 2300 miliardi (con Berlusconi eravamo sotto i 2000) , che l'economia non sia affatto in ripresa (veggasi questione sofferenze bancarie) e allora da dove li tirano fuori quei soldi ?
I casi sono due.
O prima se li intascavano loro e adesso, costretti dalla montante protesta (sin troppo pacifica) popolare, si sono decisi a lasciarne una piccola parte da distribuire alle clientele (dubito, però, che arrivino a tale sottigliezza ...) oppure fanno altri debiti (ecco la famigerata "flessibilità" che Renzi chiede ad ogni riunione europea come un disco rotto).
Ma fare altri debiti significa che, poi, qualcuno dovrà pagarli e poichè non mi risulta che Renzi, la Boschi e Poletti (ma anche la Boldrini, Grasso, Mattarella e compari) abbiano prestato fidejussioni personali per garantire, con il patrimonio loro e delle loro famiglie, ogni aumento del debito pubblico, a pagare saremo sempre e solo noi.
Sarebbe ora di dire basta a questi sperperi clientelari e che si cominci veramente a pagare i debiti, stringendo la cinghia come farebbe qualsiasi famiglia indebitata.
Ma a rinunciare a qualche cosa la sinistra non ci pensa proprio, dovrebbe andare a lavorare !, come dimostra la gazzarra provocata in parlamento contro la proposta grillina di dimezzare gli stipendi dei parlamentari.
Mandiamoli a casa noi con un bel NO al referendum costituzionale che costringerà Renzi a dimettersi e Mattarella a sciogliere il par,amento, mandando tutti a casa.
venerdì 29 luglio 2016
Predone di risparmi e pensioni
Il governo Renzi è il cinico esecutore della volontà delle consorterie affaristico-finanziarie internazionali.
Dopo aver depredato i risparmi (con l'aumento della tassazione al 26%) e per tacere delle banche salvate a spese dei cittadini (sia direttamente con la perdita secca dei risparmi ivi investiti, che tramite i parziali rimborsi pagati dalla collettività ) adesso è il turno dei fondi pensione gia tartassati con l'aumento della tassazione al 20% dei loro rendimenti ed ora chiamati a finanziare il salvataggio della banca rossa, Monte dei Paschi di Siena.
Quello lì continua allegramente a sparare le sue boiate verbali (dai "nostri valori" all'accoglienza degli immigrati) spendendo a piene mani i nostri soldi.
È evidente che lui non sa quanta fatica costi guadagnarsi uno stipendio e sarebbe veramente educativo se i governanti fossero costretti ad impegnare le proprie risorse per coprire l'aumento del debito pubblico avvenuto durante il loro mandato.
Renzi e la sua famiglia imparerebbero a loro spese, duramente, che quei soldi che ha sperperato, rappresentano vite di lavoro, di sudore, di fatica.
E la pensione è quanto di più sacro possa esserci, perché rappresenta la differenza tra una vecchiaia dignitosa e una miserabile.
Le pensioni non vanno messe a rischio e i fondi pensioni non possono essere chiamati a salvare banche che, nel nome di una ideologia perversa, hanno fallito nel loro compito: tutelare i soldi altrui, dei correntisti, degli investitori, dei risparmiatori, degli azionisti.
Dopo aver depredato i risparmi (con l'aumento della tassazione al 26%) e per tacere delle banche salvate a spese dei cittadini (sia direttamente con la perdita secca dei risparmi ivi investiti, che tramite i parziali rimborsi pagati dalla collettività ) adesso è il turno dei fondi pensione gia tartassati con l'aumento della tassazione al 20% dei loro rendimenti ed ora chiamati a finanziare il salvataggio della banca rossa, Monte dei Paschi di Siena.
Quello lì continua allegramente a sparare le sue boiate verbali (dai "nostri valori" all'accoglienza degli immigrati) spendendo a piene mani i nostri soldi.
È evidente che lui non sa quanta fatica costi guadagnarsi uno stipendio e sarebbe veramente educativo se i governanti fossero costretti ad impegnare le proprie risorse per coprire l'aumento del debito pubblico avvenuto durante il loro mandato.
Renzi e la sua famiglia imparerebbero a loro spese, duramente, che quei soldi che ha sperperato, rappresentano vite di lavoro, di sudore, di fatica.
E la pensione è quanto di più sacro possa esserci, perché rappresenta la differenza tra una vecchiaia dignitosa e una miserabile.
Le pensioni non vanno messe a rischio e i fondi pensioni non possono essere chiamati a salvare banche che, nel nome di una ideologia perversa, hanno fallito nel loro compito: tutelare i soldi altrui, dei correntisti, degli investitori, dei risparmiatori, degli azionisti.
martedì 26 luglio 2016
Anni bui
Non facciamo in tempo a commentare un evento sanguinoso, che la cronaca c'è ne propone altri due.
E non parlo di attentati in zone di guerra ma nella civilissima Germania della Merkel.
Protagonisti: due profughi siriani.
E non importa se siano o meno derivanti da una adesione all'islamismo, conta che siano provenienti da quei paesi, se non sono siriani sono afghani o iraniani.
E come rispondono i pusillanimi governanti europei?
Invitandoci a non cedere alla paura, rilanciando le balle dell'integrazione e valutando ulteriori sprechi con l'ampliamento dei centri di accoglienza e volendo imporre la presenza di immigrati anche dove non li vogliono, semplicemente sulla base di un rapporto di tre immigrati ogni mille abitanti.
Ma il problema non è fare spazio agli invasori, bensì mettere in sicurezza gli Italiani e i nostri beni.
Il problema non è collocare a casa nostra nuovi immigrati, ma rispedire a casa loro quelli che ci sono già.
Si prenda atto che la Merkel, Hollande (che non sono in grado di garantire neppure la sicurezza dei loro connazionali) e i loro seguaci fino a Renzi hanno fallito, hanno sbagliato approccio e filosofia politica.
Se ne prenda atto e si provino i leader con idee chiare e coraggio per applicarle.
Probabilmente saremo più al sicuro noi, i nostri cari, i nostri beni, anche se ormai dobbiamo essere consapevoli che per rimediare ai danni provocati dagli obamini e dai bergoglioni di casa nostra, occorreranno anni di "sangue,sudore e lacrime".
E non parlo di attentati in zone di guerra ma nella civilissima Germania della Merkel.
Protagonisti: due profughi siriani.
E non importa se siano o meno derivanti da una adesione all'islamismo, conta che siano provenienti da quei paesi, se non sono siriani sono afghani o iraniani.
E come rispondono i pusillanimi governanti europei?
Invitandoci a non cedere alla paura, rilanciando le balle dell'integrazione e valutando ulteriori sprechi con l'ampliamento dei centri di accoglienza e volendo imporre la presenza di immigrati anche dove non li vogliono, semplicemente sulla base di un rapporto di tre immigrati ogni mille abitanti.
Ma il problema non è fare spazio agli invasori, bensì mettere in sicurezza gli Italiani e i nostri beni.
Il problema non è collocare a casa nostra nuovi immigrati, ma rispedire a casa loro quelli che ci sono già.
Si prenda atto che la Merkel, Hollande (che non sono in grado di garantire neppure la sicurezza dei loro connazionali) e i loro seguaci fino a Renzi hanno fallito, hanno sbagliato approccio e filosofia politica.
Se ne prenda atto e si provino i leader con idee chiare e coraggio per applicarle.
Probabilmente saremo più al sicuro noi, i nostri cari, i nostri beni, anche se ormai dobbiamo essere consapevoli che per rimediare ai danni provocati dagli obamini e dai bergoglioni di casa nostra, occorreranno anni di "sangue,sudore e lacrime".
Iscriviti a:
Post (Atom)