martedì 6 dicembre 2016

Non vanificare il risultato

Se Renzi avesse anche solo un dieci per cento della dignità di Cameron, non solo si dimetterebbe ma si ritirerebbe a vita privata per cominciare (e sarebbe ora, a quaranta anni !) a lavorare.
Poichè Renzi da una dozzina e più di anni sa solo chiacchierare dal pulpito di presidente della provincia, di sindaco, di segretario del pci/pds/ds/pd o di presidente non eletto del consiglio, forse si dimetterà (non giurerei che lui e Mattarella non si accordino per propinarci un'ammuina e così ce lo ritroviamo a galleggiare con Alfano e Verdini) ma sicuramente si ripresenterà con l'intenzione di fare altri danni.
Quindi i nostri rappresentanti, che non sono altri che la parte migliore di Forza Italiala, la Lega e Fratelli d'Italia, devono battere il ferro finchè è caldo.
Organizzare, presto, un sistema di consultazione interna (io preferirei i vecchi congressi cui siano ammessi solo gli iscritti da almeno 1 anno ed eleggibili solo gli iscritti da almeno 2 anni) per definire programma e candidature per elezioni che, al più tardi nel 2018, saranno un Armageddon.
Ci sarà infatti da una parte Renzi con tutta la sinistra più o meno unita, poi Grillo con degli arrabbiati senza prospettive e, infine, il Centro Destra possibilmente su posizione nette e chiare sulle principali questioni sul tappeto come le tasse, il soviet europeo, l'immigrazione, i Valori morali.
Il momento per prepararsi all'Armageddon, all'ordalia elettorale è ORA.
Perchè non si può escludere che cerchino di sfruttare un momento di rilassamento per convocare elezioni anticipate.
Non dobbiamo perdete tempo in chiacchiere, in consultazioni.
Soprattutto non perdete tempo in trattative e compromessi.
#SiAlCentrodestra

sabato 3 dicembre 2016

Perchè è giusto votare NO

Renzi ha ragione su una sola cosa: con il voto di domenica 4 dicembre ci giochiamo una larga fetta del nostro futuro.
Però il nostro futuro sarà compromesso dal sì, mentre avremo la possibilità di renderlo migliore con un NO.
Renzi ha voluto fare una pesante modifica costituzionale perchè i suoi referenti possano imporre una sovranità limitata al Popolo Italiano.
Ne abbiamo traccia nel richiamo all'Unione Europea (cioè al soviet affaristico finanziario che vorrebbe comandare in europa) dell'art. 55 e trova la sua sublimazione nella trasformazione del senato da camera alta, con pari dignità e diritti di quella bassa ma, soprattutto, eletta direttamente dai cittadini e dove chiunque potrebbe essere eletto, in un sinedrio di oligarchi, nominati dai partiti, all'interno dei partiti e dove l'accesso è consentito solo a sindaci, consiglieri regionali e cinque favoriti del presidente della repubblica.
Un senato che diventerebbe custode dello status quo, perchè senza la sua approvazione, nulla potrà più cambiare.
L'esproprio della nostra sovranità viene quindi perfezionato con l'abbandono del timido federalismo che aveva portato nel 2001 ad una sia pur timida riforma a favore delle autonomie locali.
E' quella la linea portante della schiforma di Renzi: l'esproprio della Sovranità Popolare per condurci ad una sovranità limitata di brezneviana memoria.
C'è forse qualcuno che possa credere, come cerca di bischerare Renzi, che i vari Financial Time e Wall Stree Journal, Ocse e Fondo Monetario Internazionale, Juncker e Moscovici, Schauble e Schultz, Napolitano e Prodi, siano interessati al bene dell'Italia e degli Italiani ?
Impossibile che simili personaggi ed organismo si preoccupino altro che degli interessi e dei privilegi loro personali e della loro casta.
Renzi è solo il terzo che hanno nominato presidente del consiglio, dopo Monti e Letta, perchè portasse l'Italia in ginocchio da loro, realizzando, come accadrebbe se vincessero i sì, lo scippo della nostra Indipendenza Nazionale.
Votare NO è quindi non solo giusto, ma doveroso sia per il contenuto della schiforma che toglie anzichè aggiungere (Sovranità) , sia per ragioni strettamente politiche per sconfiggere le forze del Male che si nascondono dietro a Renzi.
Nella consapevolezza che, comunque, la guerra non finirà il 4 dicembre.
#IoVotoNo

giovedì 1 dicembre 2016

Basta un sì e ci ruberanno il futuro

Credo non sia sfuggita a nessuno la frenetica attività di Renzi per la campagna elettorale referendaria.
Un simile attivismo non ha precedenti se non nella sfortunata battaglia di Fanfani nel 1974 contro il divorzio.
Renzi, praticamente, è in ogni televisione, giornale radio, quotidiano, in internet, dove ripete sempre le sue battute che, una volta sono penetranti, ma due, tre, quattro, dieci volte, rappresentano un lavaggio del cervelloasfissiante.
Dopo il richiamo di Juncker ("non possiamo lasciare Renzi da solo") ecco che sono scesi in campo gli altri loschi figuri delle consorterie e del soviet.
Da Schauble che "se fossi italiano voterei sì" al Fondo Monetario Internazionale e all'Ocse che esaltano le schiforme di Renzi.
Stampa, radio e televisione in Italia (e non solo viste le intemerate del Financial Times, del Wall Street Journal e dell'Economist) sono allineate e coperte dietro l'ordine di scuderia che, evidentemente, è quello di far vincere i sì a tutti i costi.
Sembra che il soviet sia più preoccupato per la vittoria del NO in Italia che per quella di Hofer in Austria, dove non si assiste ad una tale invasione di campo.
La potenza di fuoco mediatico e non che è stata messa in campo è spaventosa.
I debiti che Renzi sta contraendo con i suoi padrini dovrebbe esserlo, per lui, ancora di più.
Le promesse di elargizione ormai non si contano più.
Soldi agli statali, soldi ai pensionati, soldi agli studenti e ai professori, ai metalmeccanici e agli immigrati, ai banchieri e agli industriali ... soprattutto ai banchieri e agli industriali, NOSTRI soldi.
La paura che l'Italia segua l'esempio del Regno Unito è tale che Juncker, Schauble e gli altri Scrooge del soviet accettano persino di essere dileggiati dal fiorentino che, da parte sua, le prova tutte per cercare di convincere gli Italiani a votare per il sì.
Cerca voti nel Centro Destra, cerca voti tra i grillini, ovunque pur di far passare una modifica costituzionale che esproprierebbe il Popolo della sua Sovranità per cederla a quegli Scrooge del soviet europeo.
Costoro sono preoccupati non per l'unione europea, ma per i loro affari, perchè se l'Italia si ribella, sarebbe solo la prima di una lunga serie di "NO" che ariverebbero a compromettere la loro ricchezza e, soprattutto il loro potere dietro le quinte delle varie consorterie.
La posta in gioco è altissima, perchè, come ha scritto un giornalista renziano riprendendo e omaggiando le parole del suo idolo, se ci hanno rubato il passato ed il presente, per il futuro basta un sì.
Certo, basta un sì perchè ci rubino anche il futuro.
#IoVotoNo

lunedì 28 novembre 2016

NO alla costituzione immodificabile che vorrebbe Renzi

Tra le tante perversioni legislative e masturbazioni mentali che la "riforma" costituzionale che vorrebbe Renzi propone, ve n'è una, gravissima, che lede il diritto del Popolo a modificare la costituzione stessa.
La carta del 1948 è pessima perchè scritta da un connubio di socialisti, cattolici e comunisti e la loro ideologica pervade l'intera struttura.
La carta del 1948 è rigida, perchè la procedura di modifica costituzionale, come possiamo vedere in questi giorni, è complessa e richiede un lungo tempo di gestazione.
Ma, almeno, la riforma della carta è teoricamente possibile.
Con le modifiche proposte da Renzi la carta diverrebbe sostanzialmente immodificabile.
Abbiamo infatti visto come lungi dall'essere abolito, come nelle favole raccontate dai sostenitori di Renzi, il senato resta, con proprie competenze, tra le quali, come recita il proposto articolo 70 "per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali".
Questo significa che i cento nominati (74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 quirinalizi) potrebbero bloccare qualunque proposta di revisione costituzionale fosse approvata, anche a maggioranza debordante, dalla camera pur eletta dal Popolo.
Senza il voto favorevole del senato, infatti, non passerebbe alcuna modifica costituzionale, non ci sarebbe alcun referendum confermativo e la volontà del Popolo sarebbe calpestata.
E possiamo tutti immaginare come i nominati, dovendo il loro incarico e la loro stessa immunità, ad un sistema che con una revisione costituzionale verrebbe cambiato, mai e poi mai accetterebbero di "sacrificarsi", annientando il potere della casta di cui sarebbero chiamati a difendere i privilegi.
Del resto, la stessa farraginosa procedura di nomina dei senatori, slegata dal momento in cui viene eletta la camera, quindi priva di rappresentatività popolare, è indice di una volontà di bloccare sul nascere ogni rinnovamento ed ogni movimento che se ne faccia interprete.
Un senato di nominati, posti in quello scranno di privilegio, da una consorteria di politici magari sconfitti alle politiche, ma in grado, poichè non ci sono contemporanee elezioni e rinnovamento delle regioni e dei sindaci, di mantenere il controllo di una camera, bloccherebbe ogni modifica costituzionale.
Lungi dal voler snellire e sburocratizzare, la "riforma" di Renzi costruisce un regime ingessato e immodificabile, ponendovi a guardia i propri pretoriani nominati al senato.
Il NO del 4 dicembre sarà utile anche per impedire che l'Italia veda una pessima costituzione rigida trasformarsi un una pessima costituzione rigida e immodificabile.
#IoVotoNo