sabato 15 gennaio 2022

Il metodo Leone

 Il metodo Leone per il Quirinale-

Nel 1971, dopo oltre venti votazioni, fu eletto presidente della repubblica il democristiano Giovanni Leone, più volte presidente del consiglio e della camera.
Fu una svolta negli anni del terrorismo montante, del dopo 68, perchè socialisti e comunisti furono estromessi dai giochi e Leone, nonostante la fronda dei franchi tiratori del suo partito appartenenti alla sinistra dc, la spuntò con i voti della parte meno peggio della dc, di repubblicani, socialdemocratici, liberali e missini di Almirante.
Fu uno schiaffo ai socialcomunisti, prodromico delle elezioni del 1972 e della svolta governativa che abbandonò il centrosinistra con i socialisti, per riproporre un governo centrista con i liberali.
Appare evidente come la maggioranza che eleggerà il presidente della repubblica potrebbe dare impulso ad una nuova stagione di governo, di Centro Destra e senza subire gli sgambetti del Quirinale come è toccato sistematicamente a Berlusconi dal 1994 al 2011.
Sarebbe quindi importante che il Centro Destra si presenti monolitico, senza lanciare ami alla sinistra e votando comunque compatti, confidando in quella area magmatica dei senza partito (un centinaio di elettori, il 10%).
Ne è ben consapevole Letta che continua a offrire la mela avvelenata a Salvini di un accordo su tutto, in cambio di un presidente che possa continuare il gioco fazioso degli Scalfaro, Napolitano e Mattarella, con il solo veto sul nome di Berlusconi.
Io mi auguro che non vi sia alcuna unità nell'elezione del presidente della repubblica, ma che il Centro Destra sia monolitico nel restare saldamente sulla barricata opposta a quella dei cattocomunisti.
Il metodo Leone è il più auspicabile.

lunedì 10 gennaio 2022

Il fallimento Draghi-

 Il fallimento Draghi-

La lunga corsa di Draghi verso il Quirinale rischia di terminare anzitempo per esaurimento di benzina.
Probabilmente, da vecchio democristiano, Mattarella ha apparecchiato una mela avvelenata per Draghi conferendogli l'incarico di formare il governo nel febbraio 2021 e Salvini gliene ha regalata un'altra entrando al governo contro ogni previsione (speravano nella "maggioranza Ursula", cioè quella di cattocomunisti, socialisti, popolari, liberali e verdi che ha la maggioranza nel parlamento dell'Unione del Male).
Draghi al governo è arrivato circondato da un'aura di genialità, competenza, capacità superiori a qualsiasi altro.
Ma nessuno, per interesse o per ignoranza, ha fatto notare che Draghi ha costruito tutta la sua carriera all'ombra di solide istituzioni che, da sole, garantiscono comunque un'ordinata esecuzione delle incombenze.
Pensate solo a Di Maio ministro degli esteri: cosa sarebbe senza avere alle spalle la Farnesina, cioè diplomatici e funzionari di stato di carriera e di solida esperienza ?
Draghi ha fatto altrettanto.
La Banca d'Italia è stata il suo nido, per poi andare alla Banca Centrale Europea.
Tutto protetto, nella bambagia, da un personale mediamente più qualificato che in qualsiasi altra azienda o istituzione, da leggi e regolamenti precisi, dall'assenza di conseguire consenso popolare, seduto su vagonate di denaro non suo che però può utilizzare a piacere.
Adesso il re è nudo.
Deve confrontarsi con maggioranze, elezioni, numeri, denaro da recuperare, personale politico molto peggio che imbarazzante (vedi alla voce Lamorgese, Bianchi, Speranza).
Soprattutto deve affrontare una situazione sanitaria (completamente al di fuori delle sue competenze) basandosi sui pareri di medici che non conoscono ilsenso del ridicolo nelle loro contraddizioni (c'è chi ha messo in fila le dichiarazioni dei Burioni, Crisanti, Pregliasco, Locatelli, Brusaferro e compagni: contraddizioni viventi) nei confronti della quale non ha più la scusa della novità che aveva Conte.
Il fallimento è totale: restrizioni della libertà individuale (lui che blaterava contro il "dittatore" Erdogan), grafici che seguono gli stessi andamenti di quelli dei paesi dove la libertà individuale non è stata minimamente violata, costi enormi in economia cui per ora sopperisce aumentando mostruosamente il debito che tutti dovremo pagare (e soprattutto i nostri figli e nipoti).
Draghi probabilmente sperava che fosse tutto più facile, per usare la presidenza del consiglio come trampolino di lancio, invece, al momento del dunque, cioè del voto del presidente della repubblica, arriva con la lingua per di fuori, dopo aver perso l'aureola di "competente", alla pari di politici di lungo corso e potendo contare unicamente sul solito appoggio delle strutture dell'Unione del Male e delle cancellerie di Francia e Germania che, con Draghi al Quirinale per sette anni, sperano di poter mettere le mani su tutte le ricchezze dell'Italia, spartendosela come già fecero prima che la nostra Nazione ritrovasse il senso della propria Dignità e Sovranità.

giovedì 6 gennaio 2022

Siamo come Come a Bisanzio-

 Siamo come Come a Bisanzio-

Nel 1453 cadde l'ormai decadente Impero Romano d'Oriente, con Costantinopoli/Bisanzio occupata dai turchi che si esibirono in un massacro sanguinoso, sgozzando tutti i cittadini del defunto Impero.
Eppure la leggenda storica narra che fino alla presa di Bisanzio, i maggiorenti (vescovi e consiglieri dell'Imperatore) continuarono a parlare di cose futili, tanto che venne fuori l'espressione "parlare del sesso degli angeli", per rappresentare una discussione vuota e inutile.
L'Italia di Draghi e (speriamo ancora per poco, anche se al peggio non c'è mai fine) di Mattarella si comporta come Bisanzio.
Si parla o, meglio, vengono diffuse le veline governative, senza alcun contraddittorio, su un virus il cui principale effetto è stato mettere a nudo l'impreparazione, l'improvvisazione, l'ammuina di Draghi e del suo governo.
In seconda battuta si parla dell'elezione del nuovo presidente della repubblica, una attività riservata ad un migliaio di persone su 59 milioni di abitanti e 40 milioni di aventi diritto al voto, tenendo fuori gli Elettori, quindi il Popolo.
Una ammuina settennale, che si risolverà in complicati giochi ad incastro e di potere per escludere chi ha più autonomia dalle centrali estere finanziarie ed affaristiche e quindi rappresenterebbe meglio gli interessi dell'Italia e degli Italiani, per favorire chi è più colluso con le consorterie di potere dell'Unione del Male.
Nel frattempo, senza che venga dato adeguato risalto alla notizia, aumentano i costi delle bollette, delle utenze, della benzina, delle fonti energetiche, degli alimentari, aumenti che, a cascata, si ripercuoteranno su tutti gli altri beni e servizi.
Draghi, però, cerca una comoda via di fuga verso il Colle e si avvicina il momento in cui il Centro Destra potrebbe sì vincere le elezioni, ma per governare sulle macerie lasciate dai "migliori": milioni a casa, impoveriti; orde di clandestini che sciamano sulla nostra terra portativi dalle ong con il timbro di legittimità della magistratura e la benedizione di Bergoglio; costi alle stelle per riscaldarsi, illuminare le case, spostarsi, mangiare.
E con tutti i clandestini che abbiamo già in casa, i nuovi "turchi" non dovranno neppure abbattere una porta o un muro: sono già qui.
Stanno distruggendo l'Italia e, con la complicità di tutti coloro che belano a comando, credendo alle veline del regime, ci stanno riuscendo senza sforzo.

mercoledì 5 gennaio 2022

Al gran ballo delle mascherine-

 

Al gran ballo delle mascherine-
Draghi, Conte, Speranza, la Lamorgese, Figliuolo e tutti quelli che hanno messo becco nella questione del virus cinese hanno dimostrato come NON si deve affrontare una crisi, di qualunque genere.
E' evidente che ancora oggi NON sanno che pesci pigliare e, supportati da una tribù di virologi autoreferenziali che amano apparire in video, sono andati a casaccio, con una unica stella polare: far soffrire, con divieti e sanzioni, gli Italiani.
Non che all'estero abbiano fatto molto meglio, ma almeno hanno evitato la retorica velinara dei cinegiornali su quanto siamo stati bravi, sulle code per dare il braccio alla Patria, sull' "andrà tutto bene" e "ne usciremo migliori" (tanto migliori che c'è così tanto odio tra Italiani, come negli anni di piombo).
Emblematica la vicenda della mascherina, ormai divenuta oggetto di culto.
In principio era inutile, con tanto di certificazione del cts e dell'oms.
Del resto quel genio di Di Maio aveva inviato tutte le nostre scorte in Cina ...
Poi divenne un dispositivo essenziale e via con la retorica (ricordate ?) della mascherina per egoisti (la FFP3 che proteggeva chi la portava ma non gli altri) e per altruisti (la mascherina chirurgica che proteggeva più gli altri di chi la portava).
Con le FFP3 ritirate sostanzialmente dal mercato perchè chi le portava rischiava di venire menato per strada.
Una totale improvvisazione, veicolata da nani e ballerine che si sono prestati a far da megafono e la propria immagine alle veline di un governo che, oggi, non può più trincerarsi dietro l'imprevisto della pandemia come era, ovviamente, all'inizio.
E oggi il gran ballo delle mascherine ha fatto un passo avanti: obbligo delle FFP2 in determinate circostanze.
Le chirurgiche, le mascherine "altruiste" che avevano dato il via ad una retorica melensa fondata sulla falsità del "bene comune", sono ormai mascherine per poveracci, anzi per untori.
Mi dispiace, da questo punto di vista, di aver sempre usato le FFP2 per un motivo molto semplice: aderendo meglio al viso, e si respira.
Sarei molto tentato a cambiarle con le chirurgiche, se non fosse che sono dell'idea che la miglior vendetta contro Draghi e compagni sia quello di vivere al meglio e io vivo meglio indossando, dove è obbligo, le FFP2 e non le chirurgiche.
Ma perchè siamo sempre al punto di partenza, con improvvisazione e incompetenza ?
L'Italia avrebbe bisogno di un imprenditore che abbia volontà e capacità di uscire dagli schemi, avrebbe bisogno di un Berlusconi 1994, non di mummie da sacrestia.

Solo con un colpo d'ala, con decisioni che esulino da codici e pandette e che restituiscano piena libertà agli individui ed al loro spirito di iniziativa, si può riprendere la strada che ha fatto grande la nostra Civiltà.