mercoledì 8 giugno 2022

Al voto, anche con il burka, ma al voto !-

 Al voto, anche con il burka, ma al voto !-

In queste ore Siamo venuti a sapere che i due peggiori ministri della Storia dell'Italia unita, Speranza e la Lamorgese, hanno emanato una circolare che obbligherà domenica ad entrare ai seggi con la mascherina.
La stupidaggine, scientifica, sanitaria, morale, ha un unico obiettivo: dissuadere gli elettori dall'andare al voto e salvare così gli amici magistrati da un referendum che dimostrerebbe quanto siano invisi al Popolo e delegittimati.
Spero che la reazione degli elettori sia uguale alla mia: al voto, anche con lo scafandro, ma al voto per CINQUE SI'.
Ora più che mai.
E poi insistere perchè, una volta che sarà cambiato il governo, quando non avranno più coperture e possibilità di impartire ordini, si assumano provvedimenti draconiani contro Speranza e la Lamorgese, ma anche contro Draghi e Mattarella che avallano le loro decisioni.
Perchè è evidente che senza il consenso di Draghi e Mattarella, Speranza e la Lamorgese non potrebbero imporci le loro cervellotiche decisioni.
Draghi, Mattarella e compagni, parlano tanto contro Putin e la Russia, ma il loro comportamento non è certo migliore di quello di Putin, a volte, anzi, è peggiore, con l'uso spregiudicato della radio e televisione pubblica, delle Forze dell'Ordine, fino ad arrivare all'aver escluso dal lavoro chi non si è vaccinato e dal disseminare il percorso elettorale di ostacoli e di silenzi complici.
Il modo migliore, rispettando, perchè noi siamo migliori di loro, il sistema democratico, è votare.
Votare, quando ci saranno le elezioni politiche, per quei partiti che si propongono, quanto meno, di cambiare rotta alla nave Italia, anteponendo l'Interesse Nazionale alle direttive dell'Unione del Male e, nel frattempo, votare i referendum sulla giustizia che, ove passassero (e il problema è "solo" il quorum !) non sarebbero solutivi, ma assesterebbero un meritato calcio nelle parti basse a chi oggi ci impone persino la mascherina per votare.


martedì 7 giugno 2022

Le molestie di Peschiera solo un antipasto di quello che ci aspetta-

 Le molestie di Peschiera solo un antipasto di quello che ci aspetta-

In occasione della festività del 2 giugno un gruppo di ragazze ha fatto una gita a Gardaland e, sul treno di ritorno, è stato circondato e molestato da una trentina di giovani immigrati.
Il silenzio delle femministe, non una di meno, di ogni ordine e grado è emblematico.
Costoro hanno strillato a più non posso contro gli Alpini e tacciono a capo chino davanti alle molestie, queste sì reali, dei figli e nipoti di immigrati.
E se non protestano ora, quando ?
E' la rappresentazione del cedimento di una Civiltà alle picconate portate da chi vuole demolirla:
- le invasioni di clandestini portati dalle ong e difesi dalla chiesa di Bergoglio e dai cattocomunisti;
- l'esaltazione di comportamenti sessuali che minano alle fondamenta i pilastri morali di una società sana;
- l'accettazione della narrazione che si propone di cancellare la Cultura, per riscrivere la Storia, per danneggiare i popoli occidentali, quelli che, grazie al Colonialismo, hanno dato un impulso formidabile al progresso dell'intera Umanità e senza i quali molti popoli starebbero ancora danzando intorno ad un fuoco, timorosi di ogni fenomeno naturale.
Ma è anche la dichiarazione di fallimento di una politica di accoglienza, di inclusione, di disarmo unilaterale che viene ancora sostenuta dalla sinistra, dai cattocomunisti e dalla chiesa di Bergoglio.
E' evidente che chiunque di noi si fosse trovato su quel treno, non avrebbe reagito, come nessuno reagirebbe se, per strada, vedesse un manipolo di giovani immigrati molestare una o più ragazze.
Non interveniamo perchè siamo disarmati ed abbiamo legittimamente il timore che il branco non solo non lo sia, ma agirebbe contro di noi facendo anche valere il numero, perchè quelli non adiscono mai singolarmente, ma sempre in gruppi numerosi, per intimidire anche solo con il numero, chiunque osi richiamarli all'ordine senza avere a disposizione uno strumento di convincimento che può solo essere un'arma, da usare legittimamente.
Diverso infatti sarebbe se i cittadini di nazionalità Italiana potessero girare armati e autorizzati a difendere se stessi e gli altri, con una introduzione in Italia del famoso Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.
Del resto inel Regno Unito e in Francia, dove l'immissione di immigrati ha una storia lunga, sono state proprio le seconde e terze generazioni, quelle che avrebbero dovuto, secondo gli accoglioni che esistono in ogni nazione, essere più integrate, a scatenare la violenza contro beni e persone.
Siamo ancora in tempo a fermare il degrado, prima che arrivino anche da noi il ferro e il fuoco delle seconde e terze generazioni di immigrati.
Respingere sempre e comunque chi ancora cerca di arrivare e usare anche le Forze Armate per ripulire il territorio da chi è già arrivato illegalmente.
Oppure soccombere, possibilmente senza ipocriti piagnistei, quando si ripeteranno i fatti di Peschiera e del Capodanno a Milano.


lunedì 6 giugno 2022

7 giorni al voto sulla giustizia-

 7 giorni al voto sulla giustizia-

Mancano sette giorni al voto referendario su cinque quesiti finalizzati a migliorare il pianeta giustizia.
Come ho scritto più volte, non credo che la giustizia italiana possa migliorare con pannicelli caldi, occorrerebbe una rivoluzione totale, un ribaltamento generalizzato e un ricambio di tutto il personale che orbita intorno alla giustizia.
Occorrerebbe fare in modo che a giudicare siano persone esperte, adulte, competenti e questo non accade in base ad un concorso pubblico.
Occorrerebbe che chi promuove l'azione penale sia in sintonia con i cittadini, quindi che sia eletto e giudicato periodicamente dai cittadini sui quali riverbera l'esito dell'azione penale, nel bene e nel male.
E tutto questo non si otterrebbe con il referendum.
Allora perchè votare?
Perchè se ci limitiamo a guardare, scuotere la testa, brontolare e non fare nulla, neppure quel piccolo, piccolissimo sacrificio di dedicare quindici minuti per andare al seggio e votare SI' ai referendum proposti da chi, più o meno in buona fede, pensa in tal modo di migliorare la giustizia in Italia, perdiamo anche il diritto a protestare e ci meritiamo questa giustizia.
E perchè le reazioni di Letta e dei cattocomunisti, all'unisono con quelle dei magistrati, ci dicono che, se non due occhi neri, la vittoria dei SI', che implicherebbe superare in primo luogo il quorum di validità del voto fissato al 50% più uno degli aventi diritto, porterebbe almeno un granello di polvere nei loro occhi.
Poco, ma intanto serve a smuovere e tenere vivo il problema e l'attenzione.

venerdì 3 giugno 2022

Chi la fa, l'aspetti-

 Chi la fa, l'aspetti-

Pare che un cargo che trasporta acciaio, di un armatore ligure, sia stato oggetto di sequestro da parte delle autorità russe, in risposta alla confisca dei beni mobili ed immobili di proprietà di magnati russi, in Italia e altrove.
Sembra che la sorte toccata al cargo dell'armatore ligure sia toccata anche ad altre imbarcazioni di altri stati.
Leggo che l'armatore (l'unico che ci perde) giustamente protesta, mentre il governatore della Liguria Toti ( il saltimbanco) si agita per ottenere il dissequestro del cargo.
Se l'armatore ha tutte le ragioni per protestare e lamentarsi, le stesse ragioni che hanno i magnati russi che si sono visti sottrarre denaro, ville e imbarcazioni, Toti non ha alcun titolo per lamentarsene, essendo uno dei più accesi guerrafondai antirussi.
Toti (e con lui Draghi) pretenderebbero di insultare, condannare, assumere iniziative ostili (dall'espulsione di diplomatici al sequestro di beni) contro la Russia, ma si lamentano se la Russia risponde con le stesse armi.
E fortunatamente non ci sono i presupposti perchè la Russia invii armi a qualche esercito che vorrebbe bombardare l'Italia, come ritorsione contro l'invio di armi italiane all'Ucraina.
I danni che provocano Draghi e i Governanti supini con la loro sconsiderata politica e verbosità antirussa sono incalcolabili e, ogni giorno che passa, costano sempre di più a tutti noi in termini di inflazione, bollette, costo delle materie prime e dei beni necessari, perdita di Benessere e di Sicurezza.
La primavera del 2023, occasione per cacciarli con il voto, comincia a sembrare sin troppo lontana.