domenica 13 aprile 2025

 Ma la Cina no, Trump Si!-

Nessuno conosce la strategia del Presidente Trump (anche se molti gonfiano il petto e la spiegano nelle trasmissioni cattocomuniste dei "professionisti dell'informazione), ma, a me, la sua imprevedibilità piace molto, soprattutto nel vedere l'ansia di parrucconi, burocrati ed "esperti", che cercano di accreditarsi come i guru del momento, non azzeccandone una.
Il fatto è che, in sintesi, tutto si riduce ad una scelta di campo ideologica: liberismo contro marxismo.
Sì, perchè l'unione europea, nella sua concezione è la naturale riedizione del Duemila dell'Unione Sovietica e molti dei suoi rappresentanti, nazionali o sovranazionali, provengono dalle file socialiste, come quel Sanchez che è corso in Cina ad ossequiare un tiranno al quale ha fornito il pretesto per proporre una alleanza tra le due entità dirigiste.
Purtroppo ci sono da tempo persone (Prodi, Conte) che brigano per farci sottomettere dai cinesi che, assieme all'Islam, rappresentano il peggior nemico per i Valori (quelli veri, non quelli millantati dalle Von der Leyen) dell'Occidente.
E non è vero che è la politica di Trump che spingerebbe l'unione europea tra le braccia della Cina, perchè Trump ha messo il dito sulla piaga del dirigismo ideologico e della abnorme tassazione promossa dall'unione europea con tutti i vincoli connessi.
Del resto, gli stessi che giustificano l'apertura a Pechino dando la colpa a Trump, non si sono fatti scrupoli di spingere, realmente, la Russia tra le braccia della Cina con le sanzioni e i rifornimenti militari e finanziari all'Ucraina.
E non credo sia un caso che a Pechino sia volato un capo di governo socialista, mentre a Washington andrà il 17 il nostro Presidente Meloni.
Come negli anni Ottanta la politica di Reagan schiantò l'Unione Sovietica e il comunismo a lei legato, così un accordo "zero per zero", abolendo cioè non solo i dazi recenti, ma anche vincoli, regolamenti, tassazioni ideologiche che si sono accumulate negli anni, tra gli Stati Uniti e l'unione europea, magari aperta all'adesione della Russia, può neutralizzare uno dei due pericoli per la nostra Civiltà, azzoppando anche il secondo.
Se c'è da boicottare qualcuno, dobbiamo boicottare e imporre dazi alla Cina per farle fare la fine che fece nel 1989 l'Unione Sovietica.



venerdì 11 aprile 2025

 La supremazia della Politica-

Tanti gli spunti di cronaca, ma vorrei ricondurli alla dimostrazione che Trump ha dato in questi (neanche) primi tre mesi del suo mandato quadriennale.
Prima una forte spinta contro i clandestini, con espulsioni a valanga e chiusura delle frontiere, superando ogni tentativo della sinistra americana di far leva sui propri magistrati per impedire l'azione presidenziale che realizza le promesse elettorali.
Quindi una forte sterzata in campo economico, dando una lezione a "sua divinità" il Mercato, dimostrando che è lui, il Presidente, che influisce sui mercati e non viceversa.
In poche parole Donald Trump ha riaffermato la supremazia della Politica, cioè del Popolo che vota, che sceglie, che conferisce un mandato, sopra gli interessi economici di un pugno di speculatori finanziari e sopra la presunzione dei magistrati, uguali in ogni parte del mondo, di dettare le regole quando invece dovrebbero limitarsi ad applicare quelle che il parlamento vota.
E' una lezione di supremazia della Politica che dovrà essere assorbita anche in Italia, anche se la Meloni ci sta dando molte soddisfazioni, in questa situazione, come, ad esempio, far rosicare francesi e cattocomunisti per la sua imminente visita a Washington.
Del resto se i cattocomunisti hanno eletto maitre a penser Marina La Rosa, Romano Prodi e Rita De Crescenzo, la Meloni con tutto il Governo di Centro Destra giganteggia senza rivali.
E' infatti una sinistra costretta ad inseguire e arrivare costantemente in ritardo sulla notizia, obbligata ad alzare sempre di più l'asticella fino a mostrarsi totalmente ostile all'Italia ed agli Italiani come si è trovata oggi avendo seguito, da vassalla quali è, la linea francese critica verso il viaggio della Meloni negli Stati Uniti.
Invece di gioire per la ritrovata centralità e il protagonismo dell'Italia, i cattocomunisti piangono perchè, come voleva Prodi, non ci limitiamo a "stare dietro" a Germania e Francia e, anzi, diventiamo artefici della costruzione del nuovo mondo.
Una ritrovata centralità e protagonismo che dovranno essere utilizzati in chiave interna per affermare anche in Italia la supremazia della Politica su una magistratura che si ostina non ad applicare le leggi come sono scritte, ma ad interpretarle con motivazioni etiche, morali, sociali, economiche, che non spettano a lei ma al parlamento espressione del Popolo elettore.
Tutto questo può accadere quando qualcuno si assume la responsabilità di sparigliare le carte, rovesciare il tavolo con mosse che i parrucconi, abituati a ballare il minuetto ipocrita dello "stile istituzionale" non sono in grado di affrontare.
E siamo solo all'inizio di un mandato di quattro anni.

lunedì 7 aprile 2025

 Da che parte stanno i magistrati ?

Leggo che il sindacato delle toghe avrebbe criticato il decreto legge del Governo sulla sicurezza, pur ammorbidito e quasi "poca roba" perché il Governo ha chinato la testa davanti alle pretese di Mattarella.
La cosa non mi stupisce, da tempo mi domando se i magistrati stanno dalla parte degli Italiani onesti o si arrogano il diritto di modificare l'applicazione delle leggi con pretestuose motivazioni di carattere etnico, sociale, economico.
La Sicurezza personale e dei propri beni è fondamentale per garantire il Benessere dei cittadini e se chi è preposto a garantirla, da un lato è il bersaglio di insulti, aggressioni e controlli senza avere la possibilità di reagire e, dall'altro, chi dovrebbe sancire le pene, è propenso a concedere attenuanti ai criminali, allora tanto vale tornare alla legge del fai da te.
Ricordo che, in passato, i magistrati erano i bersagli delle Brigate Rosse e di vari ambiti criminali.
Evidentemente tali azioni hanno ottenuto il loro effetto se, oggi, vengono assolti o condannati al solletico quelli che occupano abusivamente case, quelli che intralciano opere pubbliche, quelli che distruggono beni privati e pubblici durante le loro manifestazioni, mentre chi prova a difendersi viene perseguitato, processato e spesso condannato (anche a risarcire i parenti del criminale neutralizzato, considerandolo evidentemente un caduto sul lavoro !!!).
Chi ha la fortuna di non aver mai subito furti, rapine, aggressioni, probabilmente non si rende conto dello stato di incertezza, che condiziona lo svolgimento delle proprie attività, che uno si porta dietro.
Soprattutto se sa di essere disarmato davanti ai criminali che, oggi, ottengono anche "comprensione" da parte di chi dovrebbe invece reprimere con severità nel nome del Popolo e di tutti gli Onesti.
Apprezzo il coraggio del Governo che sta affrontando una riforma della magistratura. Che perderanno-
E' però una riforma debole e che non porterà quel cambio di passo che vorrei vedere per sentirmi pienamente garantito nella mia vita quotidiana.
Se un criminale sa di poter ottenere clemenza, comprensione e attenuanti, allora sarà portato ad alzare il livello della sua violenza.
Se, invece, fosse consapevole che chi lo giudicherà non gli concederà nessun beneficio, allora si tratterrà dall'eccedere nella sua violenza.
Le leggi e le pene ci sono, non occorre inventarsi nuovi, improbabili reati (come il femminicidio!), bisogna solo applicare leggi e pene esistenti senza troppi fichi in testa o, se vogliamo, senza essere inquadrati in una spirale ideologica che non garantisce né imparzialità, né sicurezza.

venerdì 4 aprile 2025

 La pacchia è finita-

Dalla fine della seconda guerra mondiale, quando gli Americani formalizzarono di aver ereditato dall'Inghilterra il ruolo di attore protagonista nella politica internazionale, gli Stati Uniti si sono accollati l'onere di sostenere gli stati alleati sia finanziariamente che militarmente.
Lo schieramento americano nell'Europa Occidentale e la Nato, hanno consentito di creare una barriera contro le preponderanti armate comuniste e, nonostante le quinte colonne rosse allora incarnate dai vari partiti comunisti soprattutto in Italia, Francia e Grecia, ci hanno garantito dal fare la triste fine degli europei che ebbero la sfortuna di ricadere sotto la sfera di influenza attribuita all'Unione Sovietica.
Le ingenti risorse investite dagli Stati Uniti, soprattutto con l'avvento alla presidenza di Ronald Reagan, finirono con il mandare in fallimento i comunisti e anche l'est Europa fu liberato.
La generosità degli Stati Uniti non è sempre stata ricambiata come dovuto, basti ricordare i distinguo di Francia e Germania in occasione della liberazione dell'Iraq e, al contrario, l'avventurismo francese in Libia nel 2011 che, approfittando di una presidenza imbarazzante come quella di Obama, spinse gli Stati Uniti al clamoroso errore delle "primavere arabe" che regalò alla Cina e alla Russia (ma anche alla Turchia) praterie africane.
Nel 2001, con l'ingresso alla Casa Bianca di George W. Bush, sembrava che gli Stati Uniti tornassero a chiudersi nel loro ambito, si parlava infatti, in base alle promesse elettorali, di un neo isolazionismo, simile a quello successivo alla prima guerra mondiale.
Il crimine dell'11 settembre cambiò la prospettiva di quella presidenza, ritardando l'inevitabile.
Così come, per motivi interni, fu rinviata la svolta con la prima presidenza Trump nel 2017-2021.
Ma adesso Trump, uscito rinforzato dalle elezioni, senza oppositori interni al GOP e molto forte nei sondaggi, ha accelerato i tempi e se da un lato sta progettando di ridurre l'ombrello protettivo, tanto più che non esistono concrete minacce (anzi, le minacce più gravi sono all'interno delle singole nazioni, come le sentenze che escludono persone o partiti dalle competizioni elettorali) alla democrazia degli stati, dall'altro non intende più caricare sui contribuenti americani l'onere della prosperità delle economie europee. il Presidente Trump ha dimostrato come, fino ad oggi, gli Stati Uniti hanno pagato e pagano tasse e dazi sulle loro merci in ingresso nell'unione europea e in tanti altri stati.
Le tasse, come i dazi, sono un male, ma a volte sono necessarie per ripristinare una condizione di parità che viene alterata da vari fattori: le retribuzioni e i diritti dei lavoratori, la sicurezza del lavoro e dei prodotti, le tasse locali.
In presenza di uno o più di quei fattori è legittimo applicare dazi, cioè tasse, che riequilibrino il rapporto della concorrenza.
In base alla presenza di tali fattori sono stati applicati da Trump dazi differenziati in base alla provenienza delle merci.
La pacchia è finita e non resta che trattare per togliere dazi e sanare i fattori di squilibrio, perchè i consumatori finali possano scegliere il prodotto migliore, a parità di condizioni di base.