lunedì 31 marzo 2014

Storace ha fatto bene a unirsi a Forza Italia

La politica è l’arte del possibile e dopo aver tentato una strada autonoma per ricostituire un partito che desse piena rappresentanza alla comunità di Destra, ottenendo il miglior risultato nel 2008 grazie all'impegno profuso da Daniela Santanchè come candidata premier, La Destra di Storace si accorda per presentarsi in comune con Berlusconi e Forza Italia.
Condivido la scelta di Storace, perché porta più Destra in Forza Italia, cioè il partito guida del Centro Destra, il partito che dovrebbe portarci a sconfiggere Renzi e il pci/pds/ds/pd alle prossime politiche.
Più Destra in Forza Italia consentirà anche di portare al parlamento europeo un gruppo più disponibile collaborare con i gruppi antieuropeisti che auspicabilmente il 25 maggio potranno conquistare un buon bottino, almeno tale da contrastare Schultz e gli gnomi dell’eurocrazia tirannica.
 La scelta di Storace deriva da oggettive difficoltà a ricostruire il vecchio MSI, sia per ruggini personali, che per le priorità nei programmi.
La scelta di Storace mi sembra corretta perché, come giustamente ha dichiarato, la politica di Fini ha disperso un patrimonio umano e politico che ha ritrovato un suo Leader nella persona di Silvio Berlusconi che rappresenta l’unità del Centro Destra ed al quale gli elettori di Destra guardano come un riferimento, valutazione, peraltro, che non si estende a Forza Italia o,  almeno, a quella parte di Forza Italia troppo succube delle parole d'ordine del politicamente corretto e che insegue la sinistra sul femminismo, sulla liberalizzazione delle droghe, sull'aborto, sul divorzio, sulla manipolazione genetica, sull'eutanasia e che solo grazie alla presenza del Cavaliere ha il silenziatore.. Semmai il problema di una Destra organizzata si potrà porre quando si aprirà il dopo Berlusconi, non adesso, ma nel frattempo la permanenza sotto lo stesso tetto con una “unione personale” come quando nel passato due territori e due popoli trovavano unità grazie alla figura unificante del medesimo monarca, rappresenta un reciproco vantaggio.
 Tanto più che i temi maggiormente qualificanti della Destra sono ormai appannaggio di altri movimenti che li hanno sottratti ai loro legittimi proprietari, sviluppandoli e rilanciandoli.
 Così vediamo che la battaglia contro le tasse è propria sia della Lega che di Forza Italia, mentre quella contro l’europa e l’euro è appannaggio sempre della Lega e ora anche di Grillo (almeno a parole).
 Ma anche bandiere più identitarie sono state abbandonate dalla Destra che appare sostenerli con voce flebile e con troppi distinguo:

contro l’immigrazione, lo ius soli, la cittadinanza e il voto agli immigrati;

contro il “matrimonio” omosessuale e tutti gli altri “must” del politicamente corretto (divorzio, aborto, eutanasia, manipolazione genetica);

contro la droga che non esiste “leggera” o “per uso personale” ma che dovrebbe vedere puniti in egual modo fruitore e spacciatore di qualunque tipo di sostanza.
 E anche su queste materia spicca la Lega di Salvini, più che i Fratelli d’Italia di una Meloni sempre meno incisiva o di un Alemanno bollito.
Allora ben venga la scelta di Storace, perché Berlusconi è e resta il Leader del Centro Destra e perché, così, si può organizzare il futuro di una vera Destra che, però, non potrà escludere quel movimento che è Forza Nuova e che rappresenta il cuore in cui viene conservata la Tradizione della Destra e che, come è in Francia per il Front National, dovrà essere, meglio prima che poi, integrato nel gioco politico complessivo

venerdì 28 marzo 2014

lecchinaggio Politico

Da sempre i politici italiani hanno trovato motivo di lustro facendosi riprendere con i leaders delle nazioni più importanti.
Regno Unito, Francia, Germania, Russia e, soprattutto, Stati Uniti.
Il pellegrinaggio a Washington era un dovere per ogni presidente del consiglio neoeletto sin da De Gasperi, poi però i presidenti Americani (quando erano in grado di rappresentare quel Cpmandante in Capo di tutto l'Occidente Libero ... cioè tutti fino al predecessore compreso dell'attuale ...) sapevano concedere i giusti riconoscimenti, il maggiore e più ambito dei quali era parlare al Congresso in seduta riunita.
Onore che toccò in tempi recenti solo a Berlusconi, a dimostrazione di quanto sia vero che nemo propheta in patria.
Il bulletto che oggi presiede il governo italiano ha una copertura mediatica fatta di tante marchette della stampa e della televisione.
Non è però certo che sia un buon servizio, visto che lo mostra scodinzolante a fianco della Merkel, di Hollande e, ieri, di Obama, che sicuramente geni non sono (anzi ... soprattutto i due maschietti) come un piccolo fan che non ha altro da dire e fare che   il farsi fotografare o ottenere l'autografo di qualche persona famosa, di cui ripete a pappagallo i tormentoni.
Davanti a simili scene, come possiamo pensare che l'Italia possa essere rispettata e non trattata con quella sufficienza riservata a tutti i postulanti un po' lecchini e molto servili ?

giovedì 27 marzo 2014

L'improvvisazione pericolosa di Renzi

Chi non ha cultura di governo non può amministrare bene la cosa pubblica, esattamente come chi non conosce e rispetta il valore del denaro non ha scrupoli nel depredare e dissipare i risparmi altrui.
Quando, come nel caso di Renzi, i due fattori confluiscono in un unico soggetto, abbiamo gli Unni che fanno razzia del patrimonio pubblico che, poi, non è altro che il frutto dei nostri risparmi e dei nostri redditi.
Abbiamo così imparato da una pulzella di Renzi creata ministra (e poi dicevano di Berlusconi ...) che gli 85000 esuberi statali (l'un per cento circa del totale ... non una cifra che sposti le montagne dei debiti !) saranno radunati anche attraverso i prepensionamenti.
Ohibò !
Ci avevano raccontato (Monti e Fornero e poi Letta) che bisognava lavorare più a lungo perchè l'inps (lo stato) non era in grado di sopportare il mantenimento troppo a lungo di persone e adesso si scaricano sull'inps (visto che l'ente pensionistico degli statali, in fallimento cronico, è stato assorbito a posto a carico dell'inps) i prepensionamenti statali ?
I soliti privilegiati, mentre i lavoratori privati, autonomi, professionisti, sono costretti a vedersi allontanare il traguardo del meritato riposo, gli statali (che certo non si ammazzano di lavoro !) sfrutteranno le disponibilità del fondo creato con i contributi dei lavoratori privati, l'inps.
Almeno, penserà qualcuno, si tratta di una partita di giro (lo stato invece di pagare statali attivi, li paga per oziare) e aumenterà giocoforza la produttività di chi rimarrà in servizio.
Pensa male.
Perchè l'obiettivo è assumere altri statali "per dare lavoro ai giovani".
Il solito becero assistenzialismo comunista, che sperpera i soldi rastrellati dai risparmi e dai redditi dei cittadini per un maquillage senza futuro e con l'unica prospettiva di ottenere un pugno di voti in più.
Renzi accelera restando sull'autostrada della distruzione della nostra società.
E qualcuno osa ancora dare torto ai Veneti che votano e pretendono l'Indipendenza ?

mercoledì 26 marzo 2014

Il Centro destra Senza un Capo non si vince

La dimostrazione ce lo ha data, ripetutamente, il pci/pds/ds/pd che, nella sua iconoclastia verso ogni leadership è sempre riuscito a perdere anche quando otteneva (in qualche modo) la maggioranza parlamentare.
Ma anche il fallimento sostanziale delle politiche, di TUTTE le politiche, dei governi italiani deriva da una costituzione redatta da un gruppo di pavidi, tornati al potere grazie alle armi angloamericane e timorosi che emergesse un nuovo Mussolini.
Così la costituzione del 1946 - che meriterebbe solo di essere archiviata negli scantinati di un museo - impedisce a chiunque di fare, costringendolo a virtuosismi verbali ed a continue, estenuanti mediazioni.
Allora abbiamo bisogno di un Comandante in Capo, di un Leader che possa realizzare il SUO programma, non l'aborto che ne esce dopo essere stato filtrato ed emendato nelle decine di riunioni e mediazioni.
Un Capo è necessario per governare uno stato e un Capo è necessario per portare un partito, una idea alla vittoria.
La sinistra è cronicamente malata di assemblearismo e lo si vede dai suoi riti stantii e dai personaggi che ne emergono.
Giusto con Renzi ha provato a cambiare e per farlo ha dovuto ricorrere ad un clone dell'odiato Cavaliere.
Il Centro Destra ha Berlusconi, purtroppo perseguitato giudizialmente e con il traguardo degli ottanta anni sin troppo vicino.
Berlusconi ha nominato un consiglio direttivo di Forza Italia dove sono presenti una settantina di persone.
Sono tutte quelle più in vista, più note, ex ministri, animali da arena televisiva, e dove solo il nostro Simone Furlan emerge come novità e cambiamento, il resto solo per accontentare tutti...
Il rischio è un duplicato sul Centro Destra del pci/pds/ds/pd.
Anche le idee hanno bisogno di un Capo.
C'è molto entusiasmo per il successo di Marine Le Pen, ma la Destra antieuro è piena di leaders in Inghilterra, Olanda, Austria, Germania, Ungheria, dovunque c'è un movimento forte antieuro c'è un capo che fornisce la linea chiara al movimento.
Sapranno mettersi d'accordo e, portando a Strasburgo un esercito arrabbiato, colpire all'unisono per abbattere il mostro € ?
Dobbiamo e possiamo auspicarlo, aggiungendo anche il nostro contributo, anche se sarà probabilmente modesto ... almeno per questa volta.