lunedì 25 marzo 2019

La cittadinanza è un premio,non un diritto

L'atto terroristico compiuto da un senegalese nato in Francia e con la cittadinanza italiana (di cui non è degno e che deve essere revocata), ha riaperto la questione della presenza in Italia degli immigrati e dei loro figli.
Con una faccia di tolla incredibile la sinistra euro cattocomunista rilancia il barbaro ius soli (estraneo alla Civiltà giuridica Italiana che deriva da quella Romana in cui, a differenza delle popolazioni barbare, vigeva lo ius sanguinis) prendendo spunto dall'atto encomiabile di un ragazzo egiziano (se è stato proprio lui e lui solo ...) che ha usato il suo cellulare per avvisare i Carabinieri e per il quale il padre ha richiesto (con grande senso dell'opportunismo) la concessione della cittadinanza.
Da tale episodio la sinistra vorrebbe che la cittadinanza fosse concessa a tutti i figli di immigrati nati in Italia (ma non propone la revoca di tutte le cittadinanza concesse a piene mani negli ultimi venti anni a chi in Italia non è nato, come nel caso del terrorista).
Ma se per il ragazzino egiziano (sempre ammesso che l'atto in questione sia stato compiuto da lui solo) la cittadinanza, se la desidera, è dovuta quale premio per il suo atto civico e responsabile, a quale titolo dovremmo applicare il barbaro ius soli a chi Italiano non è e non ha fatto nulla per ricevere tale riconoscimento ?
Sì, perchè la cittadinanza deve essere un premio, non un diritto che si estende a chi nulla ha fatto per meritarlo.
Il ragazzo che chiama i Carabinieri e sventa una strage terroristica, l'immigrato (anche illegale) che si butta nel fiume e salva uno che stava annegando, l'altro immigrato che si oppone e sventa una rapina o uno stupro.
Pochi casi, rari e per questo encomiabili, da esempio sia per gli immigrati che per gli Italiani.
Casi che richiedono un premio per i protagonisti, un premio che si chiama cittadinanza.
#ItaliaSveglia
#StiamoConAlessioZanon

sabato 23 marzo 2019

Erano Quattro amici al bar

Mentre l'Italia, dopo altri tredici (su 27 ... spero che il Regno Unito si possa già considerare fuori) stati dell'unione sovietica europea si appresta a firmare un memorandum di intesa con la Cina, si evidenzia l'ostilità manifesta dei soliti quattro amici al bar di Bruxelles.
Mentre il più sobrio si palesa Juncker (ed è tutto dire !), vediamo che Macron ed un nostro connazionale fanno a gara per chi ha il maggior travaso di bile.
Direi Macron che vede così sfumare opportunità per conquistare altre aziende italiane, senza dare nulla in cambio.
Certo che anche un nostro ci mette del suo affermando che "Non possiamo svendere un pezzo di sovranità italiana e europea ai cinesi" come se quello che è nostro fosse anche di Bruxelles.
No, signore, non ti riconquisterai la poltrona svendendo la nostra Sovranità e donandola all'unione sovietica europea.
Ciò che è nostro è nostro e siamo noi a decidere cosa fare, quali trattati firmare e quanto dei nostri porti vendere alla Cina o a chiunque altro.
I media di regime volevano farci credere che fossero gli Stati Uniti ad opporsi invadendo la nostra Sovranità, ma la loro preoccupazione è solo di sicurezza e l'Italia ha fornito ampie assicurazioni.
Le sparate degli europeisti (si è poi aggiunta anche la Merkel ormai in disarmo) sono invece l'unico reale pericolo alla nostra Identità, Indipendenza e Sovranità.
Ha da venì il 26 maggio...
#ItaliaSveglia
#StiamoConAlessioZanon

mercoledì 20 marzo 2019

Un tesoretto da dieci miliardi (e un altro da 23)

Quanto costa far stare meglio noi Italiani ?
Dodici miliardi come dicono alcuni?
Sessanta miliardi come dice la sinistra delle tasse, dei divieti e dell'Europa ?
Fossero anche cento, ne varrebbe la pena.
In settanta anni di repubblica sono stati sperperati migliaia di miliardi per le cause più improbabili e se dobbiamo aggiungere cento miliardi ai 2400 del nostro debito pubblico, per restituire agli Italiani, con una flat tax parte (PARTE !) di quello che la partitocrazia e la burocrazia assistenzialista ci ha tolto, non sarà poi un dramma.
Ma in Italia abbiamo anche un tesoretto, anzi due, che ci consentirebbero di ridurre l'impatto, stando comunque meglio.
Il primo sono i dieci miliardi che, ogni anno, bisogna trovare per pagare gli 80 euro "di Renzi".
E magari fossero "di Renzi", li tireremmo fuori dal suo conto, purtroppo sono spesi da Renzi con i nostri soldi per incrementare lo stipendio di chi già ne percepiva uno e che fossero mirati solo ad una minoranza di cittadini, lo dimostra il fatto che quando Gentiloni rinnovò il contratto degli statali, fece in modo di inserire una clausola con la quale veniva aumentato il limite per il pagamento degli 80 euro in modo che non fossero assorbiti dagli aumenti.
Moralmente è di gran lunga meglio il reddito di cittadinanza che, almeno, viene corrisposto a chi non ha nulla.
Ma c'è un secondo tesoretto che è dato dai 23 miliardi che si devono tirar fuori per evitare l'aumento dell'iva.
Ma perchè dovremmo evitare l'aumento dell'iva che viene comunque pagato da chi compera quel dato bene o servizio ?
Perchè dovremmo accollarci tutti noi quel costo e non invece chi quel bene o servizio si gode ?
Ecco che abbiamo già 33 miliardi per una sontuosa flat tax che riduca l'intervento dello stato nella nostra vita.
#ItaliaSveglia
#StimoConAlessioZanon