"Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur"
Mentre in Regione Veneto si discute su chi l'ha più lungo, a chi tocchi governare o allearsi col più forte per partiti in cerca di notorietà...i Cittadini si incazzano- su come la sanità sia uno sfacelo-Sanità in Veneto: visite specialistiche? Anche due anni di attesa
Negli ultimi anni, la sanità pubblica in Veneto sta vivendo una crisi silenziosa ma profonda. Nonostante la Regione sia sempre stata considerata un'eccellenza a livello nazionale, oggi ottenere un appuntamento per una visita specialistica con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è diventato, per molti cittadini, una vera e propria impresa.
Attese infinite, anche per visite urgenti
Molti utenti si trovano davanti a un paradosso: per prenotare una visita o un esame diagnostico, i tempi d’attesa vanno da diversi mesi a un anno. In alcuni casi, anche per controlli importanti o per patologie croniche. Alcuni esempi reali raccolti da cittadini:
• visita dermatologica: prima disponibilità dopo 15 mesi;
• ecografia addome completo: attesa prevista di 10-12 mesi;
• visita cardiologica: "nessuna disponibilità nei prossimi 18 mesi".
• Visita urologica niente date. Ecc…
Questo è quanto emerge chiamando i CUP (Centri Unici di Prenotazione) o accedendo ai portali regionali. Non si tratta di casi isolati, ma di una realtà che coinvolge migliaia di persone, soprattutto anziani e soggetti fragili.
Il sistema privato come unica alternativa.
La conseguenza diretta è sotto gli occhi di tutti: chi può permetterselo si rivolge al settore privato o intramoenia, pagando centinaia di euro per prestazioni che, in teoria, dovrebbero essere garantite dallo Stato in tempi ragionevoli.
Chi non può, invece, è costretto ad aspettare, anche a costo di peggiorare le proprie condizioni di salute.
Così la sanità pubblica, da diritto universale, si sta trasformando in un lusso per pochi, alimentando disuguaglianze e frustrazione.
Le cause? Tagli, carenza di personale e scarsa programmazione
Dietro questa emergenza ci sono anni di tagli alla sanità, pensionamenti non sostituiti, carenza di specialisti e una gestione che fatica a rispondere alla domanda reale di assistenza.
Molti medici scelgono il privato o lasciano il servizio pubblico per carichi di lavoro insostenibili e stipendi poco competitivi.
Nel frattempo, le liste d’attesa si allungano, e il sistema rischia di implodere.
Serve un cambio di rotta
È urgente che la Regione Veneto, insieme al Governo nazionale, metta al centro della propria agenda politica la questione della sanità pubblica, investendo risorse, rivedendo i modelli organizzativi e garantendo tempi certi per le prestazioni sanitarie.
Perché il diritto alla salute non può dipendere dal conto in banca o dalla fortuna di trovare un medico disponibile.
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