mercoledì 23 febbraio 2022

Io NON sto con Biden-

 Io NON sto con Biden-

Dopo un mese di schiamazzi angloamericani che annunciavano data e ora della presunta "invasione" russa in Ucraina e dopo che, approfittando del fuoco di sbarramento mediatico, gli ucraini hanno cominciato un fuoco aggressivo contro i russofoni del Donbass, finalmente Putin ha fatto la sua mossa, riconoscendo le due repubbliche russofone.
I megafoni di regime, travestiti da giornalisti, hanno così dato fondo alla propaganda, proponendo alle menti più deboli e ignoranti le veline delle consorterie affaristico e finanziarie che hanno ordinato ai loro maggiordomi di provare a mettere alle corde Putin e la Russia.
Chi, invece, ha ancora il cervello acceso e, soprattutto, non collegato al regime, si deve porre alcune sacrosante domande.
Non che Putin e gli Slavi siano nostri amici, ma anche la vicenda del virus cinese, dopo tutta una serie di picconate alla Tradizione, alla Identità e alla Sovranità dei Popoli e delle Nazioni occidentale, finalizzate ad un cupio dissolvi della nostra Civiltà,, ci dovrebbe indurre a molta cautela prima di mettere in croce chi quella Tradizione, Identità e Sovranità continua a difendere.
Così la Storia, quella vera, ci ricorda che nel 1962 il tanto esaltato presidente democratico Kennedy mandò la marina militare per impedire alle navi russe di portare a Cuba, che nel frattempo era stata conquistata dal comunista Castro, missili nucleari, con i quali minacciare gli Stati Uniti ai loro confini.
E' esattamente quello che chiede Putin: la neutralità dell'Ucraina e un accordo che impedisca agli americani di portare i missili ai confini con la Russia.
Perchè quello che viene riconosciuto come l'unico successo reale di Kennedy, dovrebbe essere negato a Putin ?
Ancor prima, nel 1961, lo stesso Kennedy cercò di ribaltare l'esito della guerra civile a Cuba, con la disastrosa operazione (poi copiata con il medesimo esito da Carter, altro presidente democratico, nel 1979 in Iran) con l'avventura della Baia dei Porci.
Il parallelismo con la difesa delle rivendicazioni e dell'integrità territoriale delle repubbliche del Donbass è immediato.
Perchè Kennedy poteva cercare di invadere Cuba per difendere gli interessi americani e degli esuli cubani anticomunisti e Putin non potrebbe invadere l'Ucraina per difendere gli interessi russi e i russofoni del Donbass ?
In tempi più recenti, l'ennesimo presidente guerrafondaio democratico, Clinton, per distogliere l'attenzione dalle sue paturnie sessuali, si impegnò a sostenere l'indipendenza del Kosovo, arrivando a bombardare la Serbia e Belgrado (assieme ad un entusiasta comunista che risponde al nome di Massimo D'alema), fino a costringere la Serbia a rinunciare alla sovranità su tale territorio, nel nome dell'autodeterminazione dei popoli.
Perchè si vuole negare ai Popoli delle due repubbliche del Donbass la propria autodeterminazione ?
Perchè si vorrebbe riportare popolazioni russofone sotto il tallone dell'etnia ucraina ?
La loro aspirazione all'indipendenza e all'autodeterminazione, non è forse uguale a quella dei kosovari ?
Non possiamo poi dimenticare che il principio dell'appartenenza storica di terre, non può che essere favorevole a noi Italiani che rivendichiamo, legittimamente ed a pieno diritto, l'italianità storica dell'Istria e della Dalmazia, slavizzate a forza con il genocidio delle Foibe e l'espulsione degli Italiani.
Infine gas e petrolio.
Perchè dovremmo castrarci con le sanzioni alla Russia contro un'azione esclusivamente difensiva nei confronti dei propri confini (vedi Kennedy e i missili a Cuba) e per l'autodeterminazione dei russofoni del Donbass (vedi Clinton e il Kosovo) ?

sabato 19 febbraio 2022

Presuntuoso, suonato, in malafede o...-

Presuntuoso, suonato, in malafede o...-
La spocchia con la quale Draghi si propone in pubblico (e, a quanto sembra, anche nei rapporti politici non a favore di telecamere) impone una seria riflessione su quanto possa essere nell'interesse della Nazione e del Popolo Italiano continuare con un simile rappresentante.
I giornali narrano di una improvvisa "stizza" (come si dice, quando un adulto reagisce come un bambino dell'asilo ad un contrattempo che, nel caso di Draghi, è la trombatura nella corsa per il Quirinale) per cui Draghi avrebbe abbandonato il vertice di Parigi, consegnando il suo discorso a Macron, per correre a Roma a piagnucolare tra le braccia di Mattarella e intimando ai partiti di garantirgli il voto in parlamento.
E tutto ciò perchè il governo è andato sotto 4 volte in commissione su un decreto e, in particolare, è stata bocciata la norma che limitava a mille euro l'uso del contante, riportandola ad un limite, sempre illiberale, ma di duemila euro.
Mattarella avrebbe dovuto ricordare a Draghi che la Sovranità appartiene al Popolo e che, sia pur delegittimato dalla riduzione del numero e dalla non corrispondenza all'odierno sentimento elettorale, tale Sovranità trova la sua espressione nel Parlamento che, quindi, ha tutto il diritto a cambiare i provvedimenti governativi, anche quelli di Draghi e anche se Draghi comincia a battere il piedino, stizzosamente, per terra.
Ma quella di ieri è stata una giornata in cui i bioritmi di Draghi dovevano essere negativi.
Uscendo dall'incontro (che non ha portato a termine) europeo sull'Ucraina, si è permesso di dire, dopo che i russi avevano ripetutamente espresso la loro volontà anche di aumentare le forniture di gas all'Italia, che il ritiro (lui lo ha chiamato in inglese "de escalation") dei russi dal confine ucraino "non è preso seriamente", prestandosi a fare da megafono a Biden che ogni giorno dice "attaccano" e, gridando "al lupo", finirà con non essere creduto quando il lupo attaccherà veramente.
La presunzione di Draghi, lo sappiamo, è infinita, ma anche l'atteggiamento verso una nazione amica come la Russia, trattata esattamente come trattò Erdogan, lui mai eletto e che priva del lavoro gli italiani non vaccinati !, sembra più la reazione di un pugile suonato che di uno statista.
Un pugile suonato che non dorme pensando a come sia evaporato il sogno del Quirinale.
Dimostrandosi anche scarsamente "sportivo", non sapendo perdere con eleganza (guardi, per imparare, all'atteggiamento di Casini contro il quale pare abbia eretto muri minacciando di dimettersi se fosse stato eletto presidente).
Ma c'è anche chi pensa che Draghi sia in malafede, alla ricerca di un pretesto per dimettersi e non accollarsi i prossimi esiti nefasti della politica economica con i debiti contratti per il suo pnrr e per non intestarsi la probabile retromarcia cui il governo sarà costretto nell'applicazione della dittatura sanitaria.

O, forse, è una combinazione di tutti e tre gli elementi la cui risultante è un Draghi che, prima tornerà a fare il nonno, meglio sarà per tutti. 

martedì 15 febbraio 2022

Non sono disponibile a morire per Kiev (e neppure per Biden)-

 Non sono disponibile a morire per Kiev (e neppure per Biden)-

Per giochi interni, più che per una reale visione di politica internazionale che i democratici americani non hanno mai avuto.
Basti pensare a Roosevelt che provocò il Giappone e nascose le notizie sull'attacco a Pearl Harbor per poter meglio istigare un popolo renitente, ad entrare nella seconda guerra mondiale, salvo poi inginocchiarsi alle pretese di Stalin sulla divisione dell'influenza mondiale, ignorando l'opposizione di un ben più scaltro e competente Churchill.
Kennedy che, dopo la disastrosa fuga dei francesi, spedì i suoi consiglieri militari in Vietnam dando inizio a quella guerra che il suo successore Johnson (ugualmente democratico) perse e che costrinse il repubblicano Nixon ad una umiliante finta pace che si trasformò nella Caporetto di Saigon con Ford.
E che dire del democratico Clinton che, in difficoltà per la sua relazione con una stagista, andò allegramente a bombardare la Serbia con la complicità degli europei, il comunista D'alema in testa?
Poi Obama, democratico, premio nobel (volutamente minuscolo) per la pace prima ancora di entrare in carica, che bombardò la Libia creando la situazione esplosiva dei clandestini da cui ancora non riusciamo ad uscirne e che paghiamo pressochè interamente noi Italiani.
Fino allo stesso Biden che ha dimostrato tutta la sua imbarazzante inettitudine con una fuga vergognosa dall'Afghanistan e che adesso cerca la rivincita in Ucraina.
Insomma, ci sono mille indizi per sospettare della malafede di Biden e dei suoi allarmismi.
Tra l'altro, continuare a gridare al lupo, rischia di provocare effettivamente un attacco, perchè i russi, se non lo facessero, passerebbero per quelli che se la sono fatta addosso dalle minacce di ritorsione di Biden.
E senza contare che, per me che rivendico, da Italiano, l'Italianità delle Terre di Istria e Dalmazia, le rivendicazioni russe sulla Crimea sono ugualmente pienamente giustificate sia dalla Storia che dall'etnia della popolazione, ricordando che fu solo sessanta anni fa che la Crimea venne regalata all'Ucraina, dall'allora capo del partito comunista sovietico, Kruscev, di etnia ucraina (quando si dice la coincidenza ...).
Ma anche ammettendo che la Russia si prepari ad attaccare l'Ucraina, non vedo alcun motivo perchè noi Italiani si debba prendere parte ad iniziative di ritorsione.
Anche perchè sarebbero tutte principalmente a nostro danno, considerata la follia che l'Unione del Male ha intrapreso con la politica "verde" che ci rende totalmente dipendenti dalle forniture russe di gas.
A meno che non si voglia favorire l'esportazione del gas liquido dagli Stati Uniti, che costa molto di più, ma che volete che sia raddoppiare le bollette di luce e gas, pur di far vedere a Putin chi comanda ?

lunedì 14 febbraio 2022

Anche i Draghi partoriscono topolini-

 Anche i Draghi partoriscono topolini-

Dopo aver messo un ex presidente della corte costituzionale al ministero della giustizia, passato un anno dalla pienezza dei poteri, viene rilasciata una pseudo riforma della giustizia sulla quale neppure gli stessi artefici credono, tanto che viene annunciato preventivamente che non verrà posta la questione di fiducia per approvarla.

Ciò significa che il testo approvato (all'unanimità !?!?! Ma come fanno quelli di Forza Italia ad essere d'accordo sulla giustizia con il pci/pds/ds/pd ?!?!?) dal consiglio dei ministri verrà stravolto dagli emendamenti parlamentari e non cambierà nulla.

Dopo la vicenda Palamara si è notata l'assenza di Mattarella, presidente del csm, mentre Draghi e la Cartabia non sono andati oltre ad una complicazione del sistema elettorale del csm ed a marginali divieti che probabilmente verranno eliminati in parlamento.

A parte la mia abituale considerazione per cui se si volesse veramente ripristinare un sistema giudiziario efficiente e giusto, sarebbe prima necessario passare con la ruspa sopra l'attuale di cui non terrei nulla, la vicenda Palamara ha evidenziato un fatto eclatante: i magistrati sono uomini con le loro passioni, le loro ambizioni e, soprattutto, la loro ideologia, alla quale piegano ogni norma.

Perchè siamo tutti capaci di interpretare qualsiasi norma a sostegno delle nostre tesi.

Tranne le norme brevi e chiare.

Ad esempio il divieto per i magistrati di indagare e assumere provvedimenti giudiziari nei confronti degli eletti dal Popolo, finchè questi ricoprono le loro cariche.

Che siano ministeriali, parlamentari, di sindaci o di consiglieri regionali o comunali.

Ogni intervento di un magistrato, infatti, altererebbe il mandato popolare che è superiore a qualsiasi esigenza di indagine.

Io eleggo un rappresentante ed ho il diritto a che quel rappresentante porti a termine il suo mandato di rappresentanza senza alcuna limitazione.

Ma questo, senza una ruspa preventiva su tutto il sistema barocco che hanno messo in piedi negli anni, non accadrà mai.

E Draghi non fa altro che confermarsi un mediocre sopravvalutato, incapace, con una maggioranza del 95% dei parlamentari, anche di ripristinare fiducia e credibilità nella giustizia.