Sette anni fa, il quotidiano degli industriali, uscì con un titolo cubitale "Fate presto!" per demolire il governo Berlusconi, rendendosi così complice del complotto ordito dall'unione sovietica europea e portato avanti dal duo Merkel-Sarkozy, con il risultato di aggravare la situazione con quattro governi raffazzonati, tassatori, sudditi di Bruxelles e complici dell'invasione immigratoria.
Quel "Fate presto!" voleva rappresentare la "responsabilità" di chi sollecita una classe politica paludata e curiale a darsi una mossa perchè era necessario intervenire per il bene della Nazione.
Oggi le cose non sono cambiate, semmai sono peggiorate.
Rispetto a sette anni fa è aumentata la disoccupazione, è aumentato il debito pubblico, sono aumentati in modo esponenziale i clandestini arrivati e in arrivo, è aumentata la povertà, il disagio sociale, è aumentata l'interferenza di Bruxelles sulle nostre questioni, siamo ancor meno sovrani come dimostrano le sciocche espulsioni di diplomatici russi e la cessione di miglia del nostro mare alla Francia.
Però nessuno grida "fate presto !", anzi quel signore dalla chioma bianca e dalla pronuncia da gatto Silvestro che hanno messo al Quirinale, dopo l'elezione dei presidenti delle camere del 24 marzo, si prende dieci giorni di riposo senza iniziare le consultazioni.
Eppure nessuno grida "fate presto!".
Chissà perchè.
Come noto io sono un grande estimatore di Giulio Andreotti e, quindi, penso male anche se faccio peccato.
Non sarà mica che pensano, ritardando i tempi, di avvolgere il Centro Destra e Movimento Cinque Stelle in una tela soporifera per renderli più simili ai loro cari partiti puniti dagli elettori ?
I segnali ci sono tutti.
Le televisioni e i quotidiani, incuranti dell'esito del voto, continuano ad invitare i soliti parrucconi (accademici, economisti, giornalisti, esperti ...) che, con una faccia di bronzo incredibile, senza una piega rispetto alle loro previsioni sbagliate, tornano a pontificare con arroganza e boria, dicendoci cosa Salvini e Di Maio devono fare e perchè saranno "costretti".
Beh, allora io dico a Salvini e Di Maio, fate presto, se potete, ma fate bene, che è meglio di fare presto, perchè c'è da riprendersi l'Italia.
C'è da restituire agli Italiani l'orgoglio di essere Italiani e la dignità di comandare in casa propria, mandando a quel paese Bruxelles, Berlino, Parigi, come hanno giustamente fatto gli Inglesi.
C'è da bonificare il territorio dai clandestini dopo averne fermato gli ulteriori arrivi.
C'è da restituire dignità agli anziani che possano andare in pensione, con un reddito decente, ad una età che non sia solo l'anticamera del cimitero.
C'è da ridurre l'invadenza dello stato nelle nostre tasche e c'è da ripristinare la volontà di combattere per garantire la nostra sicurezza.
C'è da ricostruire l'Italia e non lo si può fare con la fretta.
Fate presto, se potete, ma soprattutto fate bene !
#ItaliaSveglia
#AlessioZanon
mercoledì 28 marzo 2018
domenica 25 marzo 2018
Adesso un governo di minoranza che porti alle urne
Tutto è bene, ciò che finisce bene.
Il Centro Destra, che sembrava defunto dopo l'impuntatura di Berlusconi ancora una volta mal consigliato dal suo "cerchio magico" dei Letta, Confalonieri, Brunetta, ha ritrovato la via che è quella del buon senso, pretesa da tutti i suoi elettori, che si siano espressi per la Lega, Fratelli d'Italia o Forza Italia.
Magistrale la conduzione politica di chi ha mantenuto nervi saldi, che ha sventato una possibile presidenza ai perdenti cattocomunisti e ha rispettato il volere espresso dal popolo, con una presidenza ai cinque stelle ed una al Centro Destra: più garanzia di così non si poteva fare.
Una nota di merito alla Meloni, fine, coerente e capace politica, che è riuscita a riunire nuovamente il Centro Destra, chiarendo le posizioni di Berlusconi e Salvini e dimostrando quanto sia importante una "terza gamba", non quarta, che possa essere il collante tra i due maggiori partiti della coalizione.
I cattocomunisti non sono fuori dai giochi perchè uno dei loro, Mattarella, ha ora in mano il pallino del governo, ma devono segnare il passo.
Perchè adesso tocca al governo e il nodo è ancora più intricato.
Non mi ripeto sulle incompatibilità tra cinque stelle e Centro Destra su temi di primo piano come le tasse, l'assistenzialismo, la sicurezza, l'immigrazione e confermo la mia opinione che troppo poco, per un governo tra le due forze vincitrici delle elezioni, sarebbe l'abolizione della Fornero e un atteggiamento non più servile verso Bruxelles.
L'importante, comunque, è rifiutare ogni tipo di compromesso o di accordo con il pci/pds/ds/pd, quello sì totalmente inconciliabile con il Centro Destra.
Si può, al massimo, considerare l'acquisizione di qualche voto da elementi sparsi, incautamente eletti dai cattocomunisti, ma certo non sedersi ad un tavolo per la lista dei ministri o un programma ancorchè minimale.
E con ugual forza è da rifiutare ogni sostegno ad un governo di un "tecnico", di una "riserva dello stato" che, tradotto dal linguaggio curiale del potere, significherebbe un suddito di Bruxelles come sarebbero la Bonino, Draghi o simil figure.
Abbiamo bisogno di un governo politico che si proponga di realizzare un programma politico e, se fosse sfiduciato, ci portasse alle urne a giugno.
L'unica strada, quindi, che Mattarella può percorrere per evitare forzature napolitane e rispettare il volere degli elettori è conferire l'incarico a Salvini perchè proponga un governo alle camere.
Un governo minoritario, un governo che navigherebbe a vista con l'astensione dei cinque stelle o di una parte di loro e di qualche eletto cattocomunista maggiormente responsabile (o solo maggiormente interessato a non affrontare subito una nuova campagna elettorale).
Un governo che dovrebbe mettere in cantiere un ritocco alla legge elettorale, l'abolizione della Fornero, la riduzione delle tasse, il blocco dell'invasione degli immigrati come primi atti.
Se il parlamento gli consentirà di procedere, allora bene, diversamente si voti a giugno.
E che l'incarico debba andare al Centro Destra lo dice la logica dei numeri, visto che al Centro Destra, per raggiungere la maggioranza, mancano solo 50 voti alla camera e 25 al senato, mentre ai cinque stelle ne occorrerebbero il doppio.
Ma dopo l'operazione delle presidenze delle camere il Centro Destra sa di aver trovato un Leader, capace e competente, che è riuscito a sbloccare una situazione con una votazione in meno di quella occorsa nella scorsa legislatura per eleggere Grasso e la Boldrini (che bello che non siano più "cariche istituzionali" !) e consentendo al vecchio Leader di uscirne senza umiliazioni, visto che la Casellati è una di Forza Italia della prima ora.
#AlessioZanon
#DissidentiConDignità
Il Centro Destra, che sembrava defunto dopo l'impuntatura di Berlusconi ancora una volta mal consigliato dal suo "cerchio magico" dei Letta, Confalonieri, Brunetta, ha ritrovato la via che è quella del buon senso, pretesa da tutti i suoi elettori, che si siano espressi per la Lega, Fratelli d'Italia o Forza Italia.
Magistrale la conduzione politica di chi ha mantenuto nervi saldi, che ha sventato una possibile presidenza ai perdenti cattocomunisti e ha rispettato il volere espresso dal popolo, con una presidenza ai cinque stelle ed una al Centro Destra: più garanzia di così non si poteva fare.
Una nota di merito alla Meloni, fine, coerente e capace politica, che è riuscita a riunire nuovamente il Centro Destra, chiarendo le posizioni di Berlusconi e Salvini e dimostrando quanto sia importante una "terza gamba", non quarta, che possa essere il collante tra i due maggiori partiti della coalizione.
I cattocomunisti non sono fuori dai giochi perchè uno dei loro, Mattarella, ha ora in mano il pallino del governo, ma devono segnare il passo.
Perchè adesso tocca al governo e il nodo è ancora più intricato.
Non mi ripeto sulle incompatibilità tra cinque stelle e Centro Destra su temi di primo piano come le tasse, l'assistenzialismo, la sicurezza, l'immigrazione e confermo la mia opinione che troppo poco, per un governo tra le due forze vincitrici delle elezioni, sarebbe l'abolizione della Fornero e un atteggiamento non più servile verso Bruxelles.
L'importante, comunque, è rifiutare ogni tipo di compromesso o di accordo con il pci/pds/ds/pd, quello sì totalmente inconciliabile con il Centro Destra.
Si può, al massimo, considerare l'acquisizione di qualche voto da elementi sparsi, incautamente eletti dai cattocomunisti, ma certo non sedersi ad un tavolo per la lista dei ministri o un programma ancorchè minimale.
E con ugual forza è da rifiutare ogni sostegno ad un governo di un "tecnico", di una "riserva dello stato" che, tradotto dal linguaggio curiale del potere, significherebbe un suddito di Bruxelles come sarebbero la Bonino, Draghi o simil figure.
Abbiamo bisogno di un governo politico che si proponga di realizzare un programma politico e, se fosse sfiduciato, ci portasse alle urne a giugno.
L'unica strada, quindi, che Mattarella può percorrere per evitare forzature napolitane e rispettare il volere degli elettori è conferire l'incarico a Salvini perchè proponga un governo alle camere.
Un governo minoritario, un governo che navigherebbe a vista con l'astensione dei cinque stelle o di una parte di loro e di qualche eletto cattocomunista maggiormente responsabile (o solo maggiormente interessato a non affrontare subito una nuova campagna elettorale).
Un governo che dovrebbe mettere in cantiere un ritocco alla legge elettorale, l'abolizione della Fornero, la riduzione delle tasse, il blocco dell'invasione degli immigrati come primi atti.
Se il parlamento gli consentirà di procedere, allora bene, diversamente si voti a giugno.
E che l'incarico debba andare al Centro Destra lo dice la logica dei numeri, visto che al Centro Destra, per raggiungere la maggioranza, mancano solo 50 voti alla camera e 25 al senato, mentre ai cinque stelle ne occorrerebbero il doppio.
Ma dopo l'operazione delle presidenze delle camere il Centro Destra sa di aver trovato un Leader, capace e competente, che è riuscito a sbloccare una situazione con una votazione in meno di quella occorsa nella scorsa legislatura per eleggere Grasso e la Boldrini (che bello che non siano più "cariche istituzionali" !) e consentendo al vecchio Leader di uscirne senza umiliazioni, visto che la Casellati è una di Forza Italia della prima ora.
#AlessioZanon
#DissidentiConDignità
venerdì 23 marzo 2018
Ma quali dati di Facebook !
E' un gran parlare sulla stampa, per radio e televisione della vicenda relativa ai milioni di dati di cui Facebook in qualche modo ha consentito l'utilizzo.
Non vedo dove sia il problema.
E' vero che io sono sui social, e le ricerche su internet le faccio e da tempo mi sono accorto che vengono utilizzate per mandarmi messaggi pubblicitari.
Ad esempio, un annetto fa ho fatto una ricerca per un acquisto in un sito, e per mesi dopo ho ricevuto continue fotografie e indicazioni di dove poterle trovare.
Non per questo ho comprato in modo compulsivo.
Analogamente valga per la politica.
Una campagna elettorale serve per influenzare le scelte, sennò a cosa servirebbe ?
Una volta c'erano i manifesti, le immagini di Garibaldi sul simbolo elettorale che venivano vendute alle vecchiette come l'immagine del Cristo, la sigla MSI come "Maria Santissima Immacolata", gli striscioni appesi da una casa all'altra, i manifesti, gli spot televisivi.
Adesso c'è una raccolta scientifica di dati che NON E', come ho scioccamente sentito dire in televisione, "furto di identità".
Quello è ben altro, è quando qualcuno si spaccia per noi e in quel modo truffa il prossimo.
Qui non vi è alcun furto, alcun inganno, alcuna truffa.
Qui, semplicemente, vengono inviati messaggi in base alle abitudine, alle simpatie, alle preferenze dimostrate nel frequentare la rete.
Del resto se uno mette in rete le sue fotografie e racconta la rava e la fava di quello che fa da quando si alza a quando torna a dormire, vuol dire che non ha alcuna riservatezza da proteggere.
E se uno maggiorenne che, in quanto tale, è considerato maturo al punto da guidare una automobile e votare, non è in grado di filtrare i messaggi che gli arrivano, allora sarebbe da ripensare la democrazia a suffragio universale.
In realtà, come sempre, gli sconfitti cercano mille scuse per motivare la loro sconfitta e la sinistra è campionessa di manipolazioni giustificative.
Non è colpa mia se ho perso, è colpa di Facebook che ha venduto i dati degli elettori che a loro volta si sono fatti menare per il naso da quegli sporchi fassisti, razzisti, populisti, omofobi, sessisti, xenofobi di destra che hanno votato la Brexit, Trump, Grillo e Salvini ...
#AlessioZanon
#ItaliaSveglia
Non vedo dove sia il problema.
E' vero che io sono sui social, e le ricerche su internet le faccio e da tempo mi sono accorto che vengono utilizzate per mandarmi messaggi pubblicitari.
Ad esempio, un annetto fa ho fatto una ricerca per un acquisto in un sito, e per mesi dopo ho ricevuto continue fotografie e indicazioni di dove poterle trovare.
Non per questo ho comprato in modo compulsivo.
Analogamente valga per la politica.
Una campagna elettorale serve per influenzare le scelte, sennò a cosa servirebbe ?
Una volta c'erano i manifesti, le immagini di Garibaldi sul simbolo elettorale che venivano vendute alle vecchiette come l'immagine del Cristo, la sigla MSI come "Maria Santissima Immacolata", gli striscioni appesi da una casa all'altra, i manifesti, gli spot televisivi.
Adesso c'è una raccolta scientifica di dati che NON E', come ho scioccamente sentito dire in televisione, "furto di identità".
Quello è ben altro, è quando qualcuno si spaccia per noi e in quel modo truffa il prossimo.
Qui non vi è alcun furto, alcun inganno, alcuna truffa.
Qui, semplicemente, vengono inviati messaggi in base alle abitudine, alle simpatie, alle preferenze dimostrate nel frequentare la rete.
Del resto se uno mette in rete le sue fotografie e racconta la rava e la fava di quello che fa da quando si alza a quando torna a dormire, vuol dire che non ha alcuna riservatezza da proteggere.
E se uno maggiorenne che, in quanto tale, è considerato maturo al punto da guidare una automobile e votare, non è in grado di filtrare i messaggi che gli arrivano, allora sarebbe da ripensare la democrazia a suffragio universale.
In realtà, come sempre, gli sconfitti cercano mille scuse per motivare la loro sconfitta e la sinistra è campionessa di manipolazioni giustificative.
Non è colpa mia se ho perso, è colpa di Facebook che ha venduto i dati degli elettori che a loro volta si sono fatti menare per il naso da quegli sporchi fassisti, razzisti, populisti, omofobi, sessisti, xenofobi di destra che hanno votato la Brexit, Trump, Grillo e Salvini ...
#AlessioZanon
#ItaliaSveglia
giovedì 15 marzo 2018
Una Federazione è meglio di un partito unico
La scelta di affidare a Salvini la rappresentanza unitaria del Centro Destra nelle trattative per le presidenze delle camere è una buona scelta se è prodromica ad una analoga delega per il governo e, soprattutto, se il Centro Destra si presenterà con una unica delegazione davanti a Mattarella.
Solo in questo modo si potrà far valere il maggior numero di voti.
In prospettiva, più che un partito unico, vedrei una Federazione (cosa tanto cara al mio amico Franco) nella quale, rispettando le identità dei singoli partiti, possano confluire movimenti e singoli cittadini.
Se guardiamo anche al passato, a parte il 1948 nelle particolari condizioni in cui si votò, nessun partito singolo supera il 40% dei voti.
La Dc, il PDL, il pci/pds/ds/pd con Renzi alle europee, arrivarono al 40% e poi, più o meno rapidamente, scesero.
L'Italia è la nazione delle contrade, figuriamoci in politica.
Oggi ride il M5S, ma la sua base elettorale è molto fragile ed evanescente, soprattutto se si considera che gran parte del successo è stata ottenuta al sud dove il voto è molto mobile a seconda delle circostanze del momento.
Più stabile il consenso del Centro Destra che ha il suo nucleo forte nel Centro Nord, dove maggiore è la visione ideale e valoriale.
La base elettorale del Centro Destra è sicuramente più omogenea di quella del M5S e, tra loro, gli elettori sono più intercambiabili tra Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.
Ma permangono elementi caratterizzanti i tre partiti, per storia, persone e alleanze internazionali, quindi sarebbe una forzatura volerli inglobare in un unico contenitore.
Una Federazione, invece, potrebbe anche dare più forza alla Coalizione, lasciando libere le energie identitarie, ma portando ad unità il momento in cui mettere sul piatto della bilancia il maggior consenso ottenuto rispetto alle coalizioni contrapposte ed ai singoli partiti.
#AlessioZanon
Solo in questo modo si potrà far valere il maggior numero di voti.
In prospettiva, più che un partito unico, vedrei una Federazione (cosa tanto cara al mio amico Franco) nella quale, rispettando le identità dei singoli partiti, possano confluire movimenti e singoli cittadini.
Se guardiamo anche al passato, a parte il 1948 nelle particolari condizioni in cui si votò, nessun partito singolo supera il 40% dei voti.
La Dc, il PDL, il pci/pds/ds/pd con Renzi alle europee, arrivarono al 40% e poi, più o meno rapidamente, scesero.
L'Italia è la nazione delle contrade, figuriamoci in politica.
Oggi ride il M5S, ma la sua base elettorale è molto fragile ed evanescente, soprattutto se si considera che gran parte del successo è stata ottenuta al sud dove il voto è molto mobile a seconda delle circostanze del momento.
Più stabile il consenso del Centro Destra che ha il suo nucleo forte nel Centro Nord, dove maggiore è la visione ideale e valoriale.
La base elettorale del Centro Destra è sicuramente più omogenea di quella del M5S e, tra loro, gli elettori sono più intercambiabili tra Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.
Ma permangono elementi caratterizzanti i tre partiti, per storia, persone e alleanze internazionali, quindi sarebbe una forzatura volerli inglobare in un unico contenitore.
Una Federazione, invece, potrebbe anche dare più forza alla Coalizione, lasciando libere le energie identitarie, ma portando ad unità il momento in cui mettere sul piatto della bilancia il maggior consenso ottenuto rispetto alle coalizioni contrapposte ed ai singoli partiti.
#AlessioZanon
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