sabato 6 marzo 2021

L'ammaina bandiera della Libertà-

E dopo un anno, evidentemente trascorso inutilmente, il nuovo governo si comporta come quello vecchio e rinvia l'atto che celebra la Democrazia.

Le elezioni amministrative vengono rinviate all'autunno (forse ...) con un semplice tratto di penna.
In tutto il mondo si sono svolte e si svolgeranno le elezioni, regolarmente, da noi no, in Italia ci si rintana nella grotta, come facevano gli uomini di Neanderthal quando scoppiava un temporale, apparivano fulmini e rimbombavano tuoni.
Non credo neanche un po' che sia una motivazione sanitaria, la ritengo invece una scelta squisitamente politica per non disturbare il manovratore.
Sul solco di Mattarella che, con il consenso e forse il suggerimento dell'unione sovietica europea, si è ingegnato in tutti i modi per non farci votare per un nuovo parlamento.
Le consorterie di potere sperano che, di rinvio in rinvio, accada il miracolo e che un improvviso miglioramento della situazione sanitaria ed economica tolga carburante all'avanzata del centro destra.
Nel frattempo ci tolgono sempre più libertà: di viaggiare, di uscire nella nostra stessa città, di lavorare, di studiare, di riunirci per discutere di temi politici, per mangiare assieme o anche solo per vedere una partita di calcio.
E adesso ci privano della libertà di votare, di scegliere da chi essere amministrati, prorogando quindi i Sala, le Appendino, le Raggi, i Nardella e i Merola, guarda caso tutti cattocomunisti e grillini in bilico, a fine mandato o comunque importanti comuni a rischio di cambiare colore alla giunta.
Impedire le elezioni è solo l'ultimo episodio di un lungo ammainabandiera della Libertà che rappresenta anche la fine della Civiltà che ha dato al mondo più benessere di ogni altra.
Il messaggio delle consorterie di potere chiuse nei loro fortilizi protetti e privilegiati, è molto chiaro: la ricreazione è finita, adesso il Popolo torni ad obbedire ai suoi padroni, suddito e non sovrano.
Lo accetteremo senza reagire -
#ItaliaSveglia #AlessioZanon

giovedì 4 marzo 2021

Se un anno dopo siamo ancora ai confinamenti la colpa è di chi era al governo,non degli Italiani-

Come nel domino, una alla volta, sempre più provincie si tingono di rosso o di quell'invenzione ipocrita che è l'arancione scuro.

E' il fallimento di un anno di gestione del virus cinese, e la non voglia di cambiamento di questi di ora.
E' il fallimento della campagna vaccinale iniziata oltre due mesi fa.
E' il fallimento del governo Conte che ha purtroppo lasciato in eredità a Draghi, pare per volontà di Mattarella, lo stesso ministro della salute, Roberto Speranza dell'estrema sinistra.
Ciononostante la stampa serva e i media compiacenti e lecchini, cercano di proiettare l'idea che la colpa sia degli Italiani che, senza violare alcuna normativa, nel momento in cui è stato reso possibile sono tornati alla vita "normale", frequentando luoghi pubblici e privati, lavorando e andando nei ristoranti e nei bar se non a cena, almeno a pranzo.
Non facciamoci ingannare, la colpa dell'incapacità di aver contrastato il virus è unicamente di chi era al governo fino a due settimane fa.
Non so se Draghi riuscirà a tirarcene fuori, è indubbio che prima o poi ne usciremo, quand'anche si rimanesse immobili senza fare nulla, perchè tanto ci sono altri che fanno e qualcosa di quello che fanno si riverberà positivamente anche su di noi.
Ad esempio la scelta di Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia di usare il vaccino russo a prescindere dalle autorizzazione dell'elefantiaca burocrazia dell'unione sovietica europea o quella di Austria e Danimarca di "mettersi in proprio" con Israele per accelerare quel che la solita elefantiaca burocrazia dell'unione sovietica europea non riesce a sveltire.
A ben vedere il primo aspetto che dovremmo prendere in considerazione per uscire dal guano in cui Conte, Speranza, Zingaretti, Renzi e tutti i partecipanti al governo precedente ci hanno cacciato è affrancarsi dall'unione sovietica europea.
Riconoscendole, a parole, ogni merito, ma agendo, nei fatti, nell'interesse dell'Italia e degli Italiani.

giovedì 25 febbraio 2021

Verso le elezioni comunali-

Le elezioni comunali di primavera o di autunno, saranno un test, importante ma non indicativo del risultato generale, per le politiche che, piaccia o meno a Mattarella ed ai suoi referenti nell'unione sovietica europea, si terranno nel 2023.

Non possono essere considerate indicative del risultato generale perchè si tratta di votazioni nelle quali prevale l'elemento locale, che è fatto di problemi spiccioli come un senso unico o le buche nelle strade e di sensibilità nei confronti del sindaco uscente che acquista sempre più uno spessore suo proprio, superiore a quello del partito o della lista di appartenenza.
Non sono indicative anche perchè ci sono situazioni locali, penso alla mia zona, dove il connubio tra potere politico, economico e associativo è tale da rendere la scalata una impresa improba per chiunque si collochi al di fuori del "salotto buono" organici alla sinistra, spartirsi tutto con una conventio ad excludendum verso ogni novità.
Al voto saranno chiamate città importanti, da Milano a Roma, da Bologna a Torino a Napoli.
E sarà quindi importante vedere come si comporranno gli schieramenti, se, cioè, si confermerà lo schema pregresso con una sinistra cattocomunista, un grillismo ammaccato ma ancora autonomo e un Centro Destra unito in tutte le sue componenti, oppure se ci saranno delle scomposizioni e ricomposizioni che alterino lo schema vigente dal 1994.
Personalmente mi auguro che il Centro Destra sappia restare unito, scegliendo ovunque un candidato che sia affidabile e militante e non rivolgendosi a figure di mezzo, incolori, inodori, insapori.
Il Centro Destra, rifletta molto bene, perchè non importa vincere in città dove il Centro Destra ha quasi sempre perso, ma è importante dare un segnale di coerenza ideale e politica, scegliendo un candidato che sia riconoscibile come espressione della coalizione, per dare coesione alla coalizione stessa.
Anche in chiave futura, con la testa rivolta al 2023.

mercoledì 24 febbraio 2021

Draghi, Draghi e la paura di osare-

Con il decreto (legge) che estende, aumentandone le rigidità, i divieti già previsti da Conte a cominciare da quello di esercitare un diritto fondamentale di Libertà quale lo spostamento su tutto il territorio nazionale, che si aggiunge al confermatissimo coprifuoco (roba da guerra mondiale !), Draghi ribadisce una intonazione negativa già emersa con la proroga del divieto di apertura degli impianti di sci.

Se a ciò si aggiunge la manfrina per cui, dopo una settimana, ancora non ci sono i sottosegretari (fondamentali per la operatività amministrativa in commissione parlamentare) in quanto devono essere dosati non i meriti, ma la provenienza geografica ed il sesso, allora i primi giorni di Draghi sono uguali agli ultimi di Conte. Se non arriva quel colpo di reni che possa qualificare in meglio l'azione di governo, Draghi trascinerà nel suo fallimento anche Salvini e Berlusconi che, incautamente, sono accorsi al richiamo velenoso di Mattarella. Da Italiano sono profondamente deluso e preoccupato, ma forse l'amaro calice lo dobbiamo bere fino in fondo, schiantarci nel baratro, per poi, con persone, idee e progetti completamente nuovi, organizzare la risalita. Non sono le vecchie cariatidi che possono "cambiare passo", ma persone governativamente vergini e che non abbiano girato le sette chiese per ottenere uno strapuntino di sottogoverno. Draghi è quello che abbiamo visto e ascoltato nel suo intervento alla camera: un noioso, monocorde burocrate di banca, senza colpi d'ala, funzionale e coinvolto nel sistema e nell'unione sovietica europea, che segue una strada che altri hanno tracciato per lui. Lieto se riuscirà a stupirmi con o senza effetti speciali. #ItaliaSveglia #AlessioZanon